Cgil Basilicata, Spi Cgil Basilicata e Fp Cgil: “Pur accogliendo alcune nostre istanze, permangono le nostre preoccupazioni per il ddl 37 sulle disposizioni in materia di sperimentazioni gestionali in sanità. In un momento di definanziamento della sanità pubblica, è assolutamente inaccettabile aprirsi a forme di privatizzazione del servizio sanitario regionale”.
Pur riconoscendo che sono state raccolte negli emendamenti alcune delle nostre istanze, permangono perplessità sul ddl regionale numero 37 del 2025 sulle “disposizioni in materia di sperimentazioni gestionali in sanità” approvato oggi dal Consiglio regionale della Basilicata.
Già in quarta commissione consiliare, come Cgil Basilicata, Spi Cgil ed Fp Cgil esprimemmo le nostre perplessità sul disegno di legge, innanzitutto ritenendolo inopportuno in assenza di un piano socio sanitario regionale. Il rischio è che le sperimentazioni gestionali in sanità possano condizionare e orientare il piano stesso, preludendo a un cambiamento degli assetti del nostro servizio sanitario regionale.
Nè possiamo accettare che
nel contesto di definanziamento della sanità pubblica si percorrano strade alternative: la strada per un sistema sanitario regionale efficiente e rispondente ai bisogni di cura dei lucani e delle lucane non può e non deve essere quello delle sperimentazioni gestionali.
Pur prendendo atto di alcuni aspetti migliorativi introdotti in sede di approvazione della legge regionale, in primis l’esclusione dalle sperimentazioni dei servizi essenziali e lo stop ad altre sperimentazioni oltre già quelle in essere fino all’ approvazione del piano socio sanitario regionale, ma anche il contemperamento dei poteri della giunta regionale con l’intervento della commissione consiliare competente, ed il potenziamento del sistema di
monitoraggio e verifica dei risultati delle sperimentazioni con controlli più serrati, ribadiamo il nostro giudizio critico e le nostre preoccupazioni rispetto all’impianto di questo disegno di legge e dei suoi possibili impatti sugli assetti organizzativi relativi alla rete dei servizi ospedalieri, territoriali e di prevenzione. Ribadiamo quindi il nostro giudizio critico sul disegno di legge: in una fase storica in cui bisognerebbe rafforzare ed investire sempre più sulla sanità pubblica, il ddl si avventura in forme di privatizzazione del servizio sanitario regionale per noi assolutamente non condivisibili.

