Crisi produttori agricoli, intervento Tavolo verde Basilicata. Di seguito la nota integrale.
La sciagura: ovvero la sciagurata politica agraria del centrodestra nazionale e regionale aggravata dalla scarsa attenzione prestata da alcuni segmenti del centrosinistra. Parliamo della crisi economica che colpisce i produttori agricoli: cerealicoltori, frutticoltori, orticoltori, compresa la zootecnia da latte e da carne. Una riflessione a parte per la viticoltura da vino e per alcuni prodotti con certificazione ( I.G.P, D.O.P ,D.O.C , biologico e biodinamico).
La crisi economica del settore è legata sostanzialmente da un lato al calo della domanda dei consumi interni e dall’altro all’ aumento dei costi di produzione e contestualmente alla giungla della concorrenza esterna per alcuni beni agro alimentari.Il prezzo del grano duro Nazionale è fermo intorno ai 260 euro tonnellata;i costi medi sono superiori ai350 per via degli aumenti dei costi dei mezzi tecnici impiegati per produrre.Il Ministro competente sino ad ora non ha assunto nessuno provvedimento per tutelare i produttori ;ne le regioni che producono il prezioso grano duro hanno battuto colpo a favore del disperata Categoria (Sicilia, Puglia,Basilicata, Molise, Marche, Abruzzo)
Lo stesso dicasi per l’ortofrutta; è a tutti noti la stagnazione dei mercati dell’ uva da tavola, della frutta estiva, anguria, meloni e per i prodotti da mercato fresco. L’ortofrutta da industria è condizionata dal “cartello dei trasformatori” che garantisce margini di utile ridicolo ai produttori senza che qualcuno del Governo intervenga nonostante che anche per questi beni vi sia stato un aumento dei costi .Insomma una giungla dove in nome delle leggi di mercato il produttore soccombe e il trasformatore e chi commercializza vive speculando anche sul consumatore. Quali le ricadute sui produttori e sul territorio? Per i primi bilanci in rosso e conseguente espulsione dai processi produttivi ,con abbandono di aziende e cattivo esempio per i giovani in cerca di lavoro e di impresa.Per il territorio perdita di ricchezza e perdita di credibilità produttiva ed occupazionale; fenomeni che si stanno accentuando soprattutto nelle aree ad indirizzo intensivo e semi-intensivo della Basilicata; se poi a ciò aggiungiamo le dannose politiche digestione delle acque ad uso irriguo il quadro assume carattere di dramma economico e sociale generale.Tuttavia il Governo Nazionale e Regionale dicono che le cose vanno bene e si rifiutano di assumere provvedimenti per contenere i costi di produzione,di migliorare i servizi, di definire una politica dei prezzi minimi di vendita dei prodotti agroalimentari, di definire politiche a sostegno delle produzioni regionali e facilitare la commercializzazione per evitare speculazioni.
Si rifiutano di definire le necessarie programmazione di indirizzo produttivo e colturale a seconda delle vocazioni delle diverse aree agrarie.
Una politica agraria del Governo Meloni e del Centro destra di Bardi, Cicala e company del lasciar fare e del lasciar passare col preciso intendo di limitare la funzione strategica della agricoltura in modo da aprire sempre più le porte alla rendita parassitaria e finanziaria
riveniente dal suolo ,magari con depositi di dubbia funzione.

