L’assessore regionale Carmine Cicala è intervenuto a Policoro al convegno “Coltiviamo il Domani”, durante il quale la cooperativa agricola del Gruppo Fruttadoro Orogel ha presentato il proprio piano di sviluppo fino al 2030. “Un modello di sviluppo che vogliamo sostenere”, ha commentato.
«Il nuovo piano di investimenti presentato da Arpor dimostra che la Basilicata può attrarre capitali, organizzare la produzione agricola, trasformarla sul territorio e generare occupazione. È il modello di sviluppo che vogliamo sostenere: imprese solide, agricoltori protagonisti, innovazione e una programmazione pubblica capace di accompagnare gli investimenti».
Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, intervenendo oggi a Policoro alle conclusioni del convegno “Coltiviamo il Domani”, durante il quale Arpor, cooperativa agricola del Gruppo Fruttadoro Orogel, ha presentato il proprio piano di sviluppo fino al 2030.
Il programma prevede investimenti per oltre 20 milioni di euro, dei quali 16 milioni destinati agli interventi considerati prioritari, per potenziare lo stabilimento di Policoro attraverso nuove strutture, una linea di surgelazione tecnologicamente avanzata, l’ampliamento delle infrastrutture produttive e frigorifere e nuovi spazi dedicati alla qualità, alla formazione e ai servizi per il personale.
Il nuovo piano prosegue un percorso avviato nel 2009, che ha già portato a investimenti per oltre 100 milioni di euro nello stabilimento lucano. Arpor riunisce oggi più di 480 soci agricoltori e conta oltre 600 collaboratori. Nel 2025 ha raggiunto 64 milioni di euro di fatturato, con oltre 27 mila tonnellate di vegetali prodotti e più di 4.200 ettari coltivati.
«Questi numeri – ha sottolineato Cicala – raccontano una realtà profondamente radicata nel Metapontino e, allo stesso tempo, capace di competere sui mercati. Quando una produzione coltivata in Basilicata viene trasformata, confezionata e commercializzata partendo dalla nostra regione, crescono insieme l’impresa agricola, l’occupazione e l’intero territorio».
L’assessore ha ricordato il rapporto costruito nel tempo tra Arpor e la programmazione regionale: dal primo importante progetto sostenuto attraverso il Psr 2007–2013 al progetto di filiera “Verdure Lucane Surgelate – VE.LU.SUR.”, che ha coinvolto imprese agricole, investimenti nella trasformazione, formazione, ricerca e innovazione.
«Le risorse pubbliche – ha proseguito Cicala – devono essere una leva capace di attivare investimenti privati, rafforzare le filiere e produrre risultati concreti e misurabili. La storia di ARPOR dimostra che questo metodo può funzionare e che la cooperazione può offrire agli agricoltori programmazione produttiva, servizi, capacità di trasformazione e sbocchi di mercato».
Nel quadro del Complemento di Sviluppo Rurale 2023–2027, l’Assessorato e il Dipartimento Politiche agricole stanno lavorando alla nuova programmazione delle filiere innovative, con una dotazione prevista di circa 40 milioni di euro. Il modello integrerà produzione, trasformazione e commercializzazione con ricerca, trasferimento tecnologico, qualità ed economia circolare.
«Non si tratta soltanto di pubblicare bandi – ha precisato l’assessore – ma di costruire un metodo fondato sull’ascolto, sul confronto con il partenariato, su procedure trasparenti e sull’accompagnamento delle progettualità più valide».
«Il piano presentato oggi guarda al 2030 – ha concluso Cicala – e anche la programmazione pubblica deve possedere la stessa capacità di visione. Gli investimenti hanno bisogno di certezze, le filiere di programmazione e gli agricoltori di una prospettiva industriale e commerciale solida. Arpor rappresenta quella Basilicata orgogliosa, produttiva e innovativa che non si limita a raccontare le proprie potenzialità, ma le trasforma in sviluppo, occupazione e futuro».
Convegno “Coltiviamo domani” a Policoro, Arpor (gruppo Fruttadoro Orogel) presenta piano di sviluppo fino al 2030, intervento assessore regionale Cosimo Latronico: cibo prima forma di cura e prevenzione
L’assessore regionale Cosimo Latronico, presente all’evento di Policoro organizzato da Arpor, ha sottolineato la centralità dell’agroalimentare lucano nelle strategie di benessere e crescita della comunità: “Salute, agricoltura e lavoro possono e devono camminare sempre insieme per il futuro della nostra terra”.
“La qualità del cibo è la prima, vera forma di cura e prevenzione. Per questo motivo valorizzare le nostre produzioni agricole significa affrontare in un unico grande progetto i temi della salute, della tutela del territorio e dello sviluppo economico”. Così l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha commentato a margine del convegno “Coltiviamo il domani” di Policoro, l’evento nel quale Arpor, storica cooperativa agricola del Gruppo Fruttadoro Orogel, ha presentato il proprio piano strategico di sviluppo con proiezione fino al 2030.
Latronico ha sottolineato l’impegno dell’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala (con cui era presente all’evento di oggi) e la centralità dell’agroalimentare lucano nelle strategie di benessere e crescita della comunità: “Una realtà come Arpor/Orogel dimostra quanto sia fondamentale unire l’eccellenza delle produzioni agricole alla capacità industriale di trasformarle direttamente sul posto. È così – ha aggiunto Latronico – che si crea valore autentico sul territorio, garantendo importanti ricadute in termini di lavoro e occupazione qualificata. Investire con convinzione in questa filiera significa sostenere la nostra agricoltura tradizionale, promuovere uno stile di vita e un’alimentazione sana e, soprattutto, trasformare le straordinarie risorse della Basilicata in concrete opportunità di crescita per i nostri giovani”.
L’assessore ha voluto rivolgere un ringraziamento alla comunità produttiva locale: “Desidero fare i miei personali complimenti e quelli dell’amministrazione regionale a tutti i lavoratori che, con il loro impegno e la loro dedizione quotidiana, garantiscono gli standard elevatissimi di questa importante realtà produttiva. Salute, agricoltura e lavoro possono e devono camminare sempre insieme per il futuro della nostra terra”.



