Comune di Matera, beffa per i cittadini. Richiesta la differenza della Tasi 2015 del governo De Ruggieri: ecco perchè

28 Novembre, 2020 11:12 |
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I cittadini materani stanno ricevendo in questi giorni una cartella con un importo da pagare per la Tasi dell’anno 2015 aggravata da interessi e sanzioni. Nell’articolo di seguito riportiamo ripercorriamo le tappe che hanno portato a questa nuova richiesta da parte dell’ufficio Tributi del Comune di Matera.

Correva il mese di luglio dell’anno 2015, l’appena insediata amministrazione De Ruggieri provvide ad inasprire l’aliquota TASI elevandola al massimo consentito dalla legge, ovvero dall’1 per mille al 1,8. per mille.

Solo che il MEF, Ministero Economia e Finanze, cui è deputato il controllo sulla regolarità delle procedure per la definizione delle tariffe, ritenne che la delibera la giunta di De Ruggieri l’avesse adottata con ritardo, e quindi impugnò al TAR Basilicata le delibere. Il TAR diede ragione al Ministero annullandole. Quindi si i cittadini dovevano pagare solo l’1 per mille, cosa che i contribuenti fecero in massa.
Ma il Sindaco De Ruggieri decise di impugnare la sentenza del TAR di Basilicata dinanzi al Consiglio di Stato che con sentenza del luglio 2018, ribaltò la decisione del TAR dando ragione al comune e quindi confermando la legittimità dell’aumento della TASSI dall’1 per mille all’1,8 per mille.

A questo punto gli ignari cittadini sono divenuti tecnicamente morosi nei confronti del Comune.
Ci saremmo aspettati un’attività sollecitatoria da parte del Sindaco De Ruggieri e dell’assessore al Bilancio affinché i contribuenti fossero messi nella condizione di conoscere quanto accaduto e di quanto improvvisamente si trovavano ad essere debitori nei confronti delle casse comunali (sic!).

Intervenne solo un comunicato stampa congiunto Sindaco/Assessore con la quale si respingevano gli attacchi dell’allora minoranza vantandosi della correttezza dell’operato, difatti se leggeva nel comunicato: “L’assessore alle Finanze Eustachio Quintano conferma a tale proposito, come peraltro già preannunciato, che i cittadini dovranno adeguare i pagamenti già effettuati con aliquote diverse da quelle deliberate nel 2015. Aggiunge, inoltre, che sta verificando la possibilità di evitare nel caso di specie il pagamento di sanzioni ed interessi per coloro che hanno versato importi inferiori alle scadenze di legge”.

Nulla è stato fatto per portare in esecuzione quanto auspicato, tant’è che prima dello spirate del termine di prescrizione della TASI, ovvero il 31 dicembre 2020, l’ufficio tributi ha emesso a carico dei cittadini la cartella esattoriale con invito a pagare compreso di interessi e sanzioni pari al 30%.
La domanda sorge spontanea: come mai dal mese di luglio del 2018, data delle decisione del Consiglio di Stato, alla data di cessazione dell’amministrazione De Ruggieri, ovvero ottobre 2020, non ha provveduto all’operazione di recupero, lasciando l’obbligatoria incombenza sulla nuova amministrazione?

Sono i misteri della politica materana.

Michele Capolupo

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4 commenti

  1. 2 mesi  

    Mingo

    Io invece mi chiedo come mai la nuova amministrazione non ha fatto decorrerei termini ed arrivare tra un mese alla prescrizione?
    Il problema è sempre quello e, cioè, politico. Ognuno cerca di scaricare sull’avversario politico le responsabilità. E’ pur vero che l’amministrazione De Ruggeri era quella che aveva posto in discussione l’aliquota TASI, però come detto precedentemente l’attuale amministrazione avrebbe fatto miglior figura a tralasciare tutto. In più mi chiedo, ma a che servono tutte queste strutture giudicanti se poi, ogni volta, l’una dà ragione, l’altra dà torto e noi non ci capiamo un bel niente.
    Sburocratizziamo!!!!!!!!

    • 2 mesi  

      MiKeLe

      La prescrizione è di 5 anni e non decorre dal 2015 ma dal 2018 data della sentenza del Consiglio di Stato.
      Qualsiasi ente pubblico, comune compreso, non può disattendere a leggi in vigore e sentenze immediatamente esecutive.
      E’ giusto il successivo commento di Gioca.

  2. 2 mesi  

    Temo che se lasciato andare in prescrizione il credito ci sarebbe stato danno erariale a carico del dirigente e dell’Amministrazione. Credo proprio di si!

  3. 2 mesi  

    Mingo

    Ok riconosco il danno erariale, come pure che la prescrizione decorre dalla sentenza del 2018, allora perché il comune si sta affannando a richiedere il dovuto proprio in questo momento di magra per il coronavirus? Non sarebbe stato più saggio aspettare tempi migliori visto che ka prescrizione è di là da venire?