In occasione della festività di Sant’Eustachio, patrono della città dei Sassi, Coldiretti Matera ha rinnovato la tradizione della benedizione dei semi. Un rito antico e simbolico, che affonda le radici nella cultura agricola del territorio e che, nel giorno dedicato al santo, coinvolge l’intera comunità cittadina. Durante la cerimonia nella cattedrale, Coldiretti ha offerto i semi frutto del lavoro degli agricoltori, affidandoli alla benedizione come segno di speranza e di continuità. Un gesto che, come ha sottolineato il presidente provinciale di Coldiretti Matera, Pietro Bitonti, “non è soltanto un rito religioso, ma un segno di speranza e di resilienza. Gli agricoltori portano avanti con sacrificio una tradizione secolare, nonostante le difficoltà di un mercato che troppo spesso penalizza il lavoro onesto e di qualità”. Il rito acquista, infatti, un significato ancora più profondo in un momento in cui il comparto cerealicolo attraversa una fase di forte crisi. Le quotazioni del grano duro, schiacciate dalle importazioni estere a basso costo, non coprono più i costi di produzione, mettendo a rischio la sostenibilità delle aziende agricole. A confermare la gravità della situazione anche il presidente della sezione di Matera, Nunzio Di Mauro. “Il settore è in crisi – ha evidenziato – e cresce la preoccupazione degli agricoltori per le prossime semine”. Per il direttore provinciale di Coldiretti Matera, Luca Celestino, “con la benedizione dei semi si rinnova il legame tra la terra e la comunità. Oggi più che mai questo gesto richiama l’attenzione sulle difficoltà del settore cerealicolo, ribadendo il valore strategico del nostro grano e la necessità di difendere il lavoro degli agricoltori”.
L’appuntamento di Sant’Eustachio si conferma così non solo un momento di fede e tradizione, ma anche un’occasione per riflettere sulle sfide che attendono l’agricoltura e per riaffermare il ruolo centrale del “made in Italy” cerealicolo.
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