“Un taglio del bilancio regionale dell’1%, circa 40 milioni per finanziare sanità, welfare e sostegno alle fasce più deboli». La nostra è una proposta responsabile e attuabile. 1% non richiede sacrifici ma uno studio su dove si possono recuperare le risorse nel bilancio regionale. I dati sul costo della vita fotografano una situazione che non può essere ignorata. In cinque anni, secondo l’analisi riportata dal Sole 24 Ore, lo stesso carrello della spesa è passato da 100 a 129,50 euro, con un aumento del 29,5% tra luglio 2021 e luglio 2026. Un incremento che non riguarda soltanto il supermercato. Crescono anche i costi della mobilità (+13,1%), del tempo libero (+18,7%) e della cura della persona (+12,5%). Nel carrello alimentare alcuni prodotti registrano aumenti particolarmente pesanti, zucchine +51%, caffè tostato +50,9%, olio extravergine +46,8%. «Sono numeri che raccontano concretamente quanto sia diventato più difficile arrivare a fine mese, sottolinea Gerardo de Grazia, segretario regionale della Confsal Basilicata, e che devono spingere le istituzioni a interrogarsi sulle condizioni economiche delle famiglie». Il Focus sulla Basilicata «In Basilicata, continua de Grazia,il problema del caro vita si inserisce in un contesto nel quale molte famiglie devono fare i conti con redditi contenuti, pensioni spesso insufficienti e costi aggiuntivi legati alla mobilità e all’accesso ai servizi. Per questo non possiamo limitarci a fotografare il problema, dobbiamo avanzare proposte». Ed è proprio sul terreno delle proposte che la Confsal Basilicata intende aprire un confronto con la Regione. La proposta della Confsal: Razionalizzazione dell’1% del bilancio. «Da tempo sosteniamo una proposta semplice e concreta: razionalizzare l’1% del bilancio regionale. Parliamo di un solo punto percentuale, una quota che riteniamo possa essere recuperata attraverso una seria revisione della spesa, intervenendo sulle voci non essenziali, sulle inefficienze e sulla spesa improduttiva, senza mettere in discussione i servizi fondamentali. Le risorse recuperate (circa 40 milioni) dovrebbero essere vincolate prioritariamente a sanità, welfare e sostegno delle fasce più deboli. È una scelta politica prima ancora che contabile, davanti a famiglie che vedono aumentare il costo della spesa e dei servizi, dobbiamo chiederci se sia possibile fare meglio con le risorse che già abbiamo». Per la Confsal Basilicata, dunque, prima di introdurre nuovi oneri a carico dei cittadini occorre verificare ogni possibilità di recupero e razionalizzazione della spesa pubblica. «L’1% può sembrare poco, conclude de Grazia, ma se trasformato in risorse per la sanità, per il welfare e per chi è in maggiore difficoltà, può rappresentare una scelta concreta di solidarietà regionale. Meno sprechi, più servizi. Meno spesa improduttiva, più risorse per le persone. La Confsal Basilicata è pronta a confrontarsi con la Regione su questa proposta e a verificare, numeri alla mano, quanto potrebbe effettivamente produrre una razionalizzazione dell’1% del bilancio regionale e come destinare quelle risorse alle priorità sociali della Basilicata».
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