Trasformare la Basilicata in una “Regione dei Longevi”, capace di governare l’invecchiamento della popolazione e convertirlo in risorsa economica, sociale e culturale. E’ la proposta centrale lanciata dal secondo congresso regionale della Uil Pensionati caratterizzato dallo slogan “L’esperienza come energia per le nuove generazioni – Radici nel domani”. La relazione del Segretario regionale UIL Pensionati Carmine Vaccaro in uno scenario incerto e segnato da crisi globali, trasformazioni economiche e indebolimento dei corpi sociali, lancia un invito ad affrontare il cambiamento con coraggio, visione e responsabilità.
Il punto di partenza è un cambio di prospettiva sulla Basilicata: non più solo una terra che perde giovani e opportunità, ma una regione della longevità, tra le più avanzate in Europa per aspettativa di vita. Questo dato, insieme alla ricchezza di relazioni sociali e identità culturale, viene proposto come leva strategica di sviluppo.
Tuttavia, emergono criticità rilevanti:
• aumento della cronicità e della non autosufficienza
• spopolamento e indebolimento dei servizi
• solitudine e fragilità sociali
• inefficienze strutturali del sistema sanitario regionale
Per affrontarle, si propone un cambio di paradigma fondato su:
• integrazione tra servizi sanitari, sociali e territoriali
• rafforzamento dell’assistenza domiciliare e della presa in carico degli anziani
• sviluppo delle Case di comunità e del modello di “chronic care”
• semplificazione dell’accesso ai servizi (una sola porta di accesso)
Accanto al welfare, viene delineata una visione di sviluppo basata sulla silver economy, con interventi come:
• cohousing per anziani
• valorizzazione dei piccoli comuni
• turismo lento e sostenibile
• promozione di stili di vita sani e prevenzione
Fondamentale è anche il tema del rapporto tra generazioni, da ricostruire attraverso un nuovo patto che tenga insieme giovani e anziani, contrastando la fuga dei giovani e valorizzando il ruolo sociale degli anziani.
Sul piano economico e strategico, la relazione richiama la necessità di valorizzare i beni comuni regionali (acqua, petrolio, foreste), proponendo:
• una gestione più efficace delle royalties
• la creazione di un fondo sovrano regionale
• investimenti per lavoro, formazione e nuove generazioni
Viene inoltre avanzata una proposta operativa innovativa: la creazione di una “Company Silver”, un soggetto condiviso tra pubblico e privato per sviluppare progetti legati alla longevità e alla silver economy.
Nel contesto più ampio, si sottolinea la crisi della politica e della democrazia, chiedendo: il rilancio del ruolo del sindacato; una nuova agenda sociale e politica; un confronto più alto tra istituzioni, parti sociali e mondo produttivo
La UIL Pensionati rivendica il proprio impegno concreto su: sanità e non autosufficienza; sostegno ai pensionati più fragili; disabilità e inclusione;
difesa del sistema pubblico e dei diritti sociali
Conclusione:
La relazione è un appello a non subire il cambiamento, ma a guidarlo. Propone una visione di Basilicata come laboratorio di innovazione sociale, fondata sulla longevità, sulla solidarietà tra generazioni e su un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Una regione che non si rassegna, ma sceglie di vivere più a lungo e meglio.
Carmine Vaccaro è stato riconfermato segretario generale regionale; in segreteria sono stati eletti Antonio Guglielmi, Annamaria Capece e Chiara Garofalo.
Tortorelli. “Il tema degli anziani non riguarda una categoria, riguarda l’intera società. E non può più essere affrontato come è stato fatto fino ad oggi”. Lo afferma il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, intervenendo al Congresso della UIL Pensionati Basilicata dal titolo “Radici nel Domani”. “Partiamo da un dato di realtà – sottolinea Tortorelli –: il potere d’acquisto dei pensionati è stato fortemente eroso. Le difficoltà sono ormai quotidiane: si fatica ad arrivare a fine mese, tra bollette, spese alimentari e costi sanitari. Sempre più spesso non si vive, si sopravvive”. “In Basilicata questa condizione è ancora più evidente. Parliamo di circa 144 mila pensionati, una quota enorme rispetto alla popolazione regionale Il reddito medio annuo da pensione si attesta intorno ai 18.600 euro, oltre 3 mila euro in meno rispetto alla media nazionale . Ancora più preoccupante è il dato sui pensionati con assegni bassi: oltre l’11% percepisce redditi pensionistici di importo ridotto, una quota più alta rispetto alla media italiana”. “Questo significa – prosegue – che una parte significativa dei nostri anziani vive in condizioni di fragilità economica, mentre l’inflazione negli ultimi anni ha eroso ulteriormente il valore reale delle pensioni. I redditi familiari sono cresciuti meno del costo della vita, con un’inflazione superiore alla crescita dei redditi “.”Se non è possibile intervenire nell’immediato con aumenti significativi delle pensioni, allora è necessario garantire un sistema di servizi pubblici gratuiti e accessibili: sanità, cure, assistenza, trasporti, servizi di prossimità. È su questo terreno che si misura oggi la giustizia sociale”. “La UIL Basilicata non può accettare un modello sociale che spinge i nostri pensionati verso un’unica direzione: quella dell’assistenza caritatevole. Non può essere la Caritas a rappresentare la risposta strutturale ai bisogni degli anziani. Serve invece un welfare pubblico forte, universale e dignitoso”. “C’è una preoccupazione reale – aggiunge – perché oggi i governi non stanno affrontando con la necessaria determinazione questa emergenza sociale. Il rischio è quello di lasciare soli milioni di cittadini che hanno costruito questo Paese”. Infine, il segretario UIL richiama il valore dell’intergenerazionalità: “Giovani e anziani non devono essere messi in contrapposizione. Devono camminare insieme. Solo così possiamo evitare pericolosi conflitti sociali e costruire un futuro più giusto, dove le ‘radici’ rappresentate dagli anziani diventino davvero la base del ‘domani’ per le nuove generazioni”. “Radici nel Domani – conclude Tortorelli – non è solo il titolo di un congresso. È una responsabilità collettiva che chiama in causa istituzioni, parti sociali e comunità. Perché la dignità degli anziani è la misura della civiltà di un Paese”.
Longevità. Nella prima parte del congresso, venerdì scorso, subito dopo lo spettacolo di Dino Paradiso e concerto di arpa, a discutere di longevità in una tavola rotonda sono stati (conduttrice Anna Lisa Percoco, ricercatrice Fondazione Mattei-Eni) Giorgio De Rita del Censis, Roberto Speranza già ministro della Salute, Francesco Landi ordinario della Fondazione Policlinico Universitario “Gemelli” e Pasquale Lucia segretario nazionale organizzativo Uilp. De Rita ha invitato a leggere con attenzione i nuovi processi dell’invecchiamento perché possa diventare da “peso” a “risorsa” per la società. Le proposte: attivare il Fondo sovrano alimentato dalle royalties del petrolio per contare su risorse da investire necessarie a far diventare la Basilicata attrattiva per i longevi; promozione territoriale; fiscalità di vantaggio. Il prof. Landi ha spiegato che la “parola magica” resta la prevenzione della salute a partire dalla fascia d’età 40-60 anni insieme ad un “patto generazionale”. L’on. Speranza ha detto che da universalista la sanità sta assumendo il modello di sistema privatistico-mutualistico. Un servizio sanitario che per l’ex Ministro alla Salute è al limite del “miracoloso” con una spesa nazionale appena del 6% del Pil e che necessita di risorse adeguate. Lucia (Uil Pensionati nazionale) ha parlato della proposta di Servizio civile delle anziane e degli anziani attivi presentata al Cnel che – ha detto – può rappresentare una scelta politica di inclusione, partecipazione e riconoscimento dei diritti di cittadinanza attiva all’interno di un contesto segnato da disuguaglianze e fragilità sociali. La proposta della UILP è chiara: in un Paese che invecchia rapidamente, con pensioni spesso insufficienti a fronte dell’aumento del costo della vita e con un numero crescente di persone anziane che vivono sole, il Servizio civile anziane e anziani attivi si inserisce come risposta strutturale ai bisogni sociali emergenti. Promuovere l’invecchiamento attivo – ha sostenuto Lucia – significa rafforzare il benessere individuale, prevenire l’isolamento sociale e contrastare il declino cognitivo. Inserire il servizio civile “nel welfare territoriale pubblico – non come un volontariato che sostituisce, ma che si aggiunge – è una scelta giusta: l’idea di fondo è che gli anziani non sono un costo sociale, ma possono diventare un valore e possono produrre valore sociale. Nessuno pensa di sostituire il lavoro con gli anziani, ma pensiamo che sia necessario aggiungere occasioni di socialità.




