Assotir: proposte per mitigare gli effetti del caro gasolio. Di seguito la nota integrale.
La presente nota fa seguito all’incontro odierno con il Viceministro On. Edoardo Rixi, presso il MIT e si propone di avanzare, in maniera del tutto stringata, alcune ipotesi di lavoro all’attenzione dello stesso Ministero. Dando per scontata l’analisi, abbastanza condivisa, sugli effetti della attuale crisi energetica determinata dal conflitto tra Israele e USA e l’IRAN, il documento si concentra su alcuni punti che, ci auguriamo, possano favorire una riflessione utile ad individuare misure di intervento, da parte dello Stato, finalizzate a mitigare l’effetto devastante del carogasolio sulle imprese di autotrasporto italiane.
1) Interventi diretti sul prezzo del gasolio Una prima considerazione riguarda la rapidità degli aumenti registrati nei primi dieci giorni di guerra: +43 centesimi/litro. Nel 2022, in quasi tre mesi, l’incremento fu di 34 centesimi/litro. Detta straordinaria accelerazione sta determinando uno shock finanziario incompatibile con la fragilità media delle imprese di trasporto italiane. Seconda considerazione: il gettito complessivo delle accise sui carburanti per lo Stato dovrebbe oscillare su circa 28 miliardi di euro, per un’incidenza mensile di circa 2,3 miliardi di euro. Noi riteniamo indispensabile un intervento fiscale, attraverso la riduzione delle accise, in quanto l’unico in grado di produrre effetti immediati positivi su tutti gli utilizzatori di combustibili fossili. L’importo da definire rimane una scelta politica del Governo, che ha gli elementi per poter definire i livelli di compatibilità con gli equilibri generali delle finanze pubbliche. In questo momento, riteniamo che, per essere significativa, la riduzione delle accise dovrebbe essere di almeno 20 centesimi/litro. In tale ipotesi, l’accisa attuale, pari a 63,24 centesimi/litro, scenderebbe a 43,24 centesimi litro. Per i veicoli pesanti (oltre le 7,5 ton) ambientalmente meno impattanti (Euro V e Euro VI), che attualmente godono di un credito d’imposta pari a 22,91 centesimi litro, verrebbe a crearsi una situazione di forte e ingiustificata penalizzazione, in quanto il suddetto credito d’imposta verrebbe ad essere fortemente ridotto, scendendo a 9,94 centesimi/litro, per effetto del divieto posto a livello europeo, per tutti gli stati membri, di imposizione sulle accise al di sotto dei 33,30 centesimi/litro. Per mantenere inalterato il credito di imposta attuale (22,91 centesimi /litro) occorre l’autorizzazione in sede europea che, considerata l’emergenza abbastanza uniforme sui Paesi adenti all’Unione, non dovrebbe trovare ostacoli particolari per una deroga generalizzata (a tutto l’autotrasporto professionale) e temporanea (3-6 mesi).
2) Altri interventi – Ipotesi di sospensione immediata del pagamento debiti fiscali e previdenziali, per 6 mesi, con possibilità di successiva rateizzazione degli stessi debiti. – Aggiornamento dei Valori di riferimento. – Azioni di vigilanza sui fenomeni speculativi, sia quelli connessi ai trasferimenti del gasolio, sia a quelli attinenti alle dinamiche dei prezzi dei prodotti finali (al consumatore), su cui si registrano i primi segnali di aumenti ingiustificati, proprio perché motivati da presunti aumenti del costo del trasporto che, al momento, non possono essere stati materialmente attuati dai trasportatori.

