Venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 10,30 nella Prefettura di Potenza è in programma un incontro per avviare il tentativo di conciliazione e raffreddamento relativo alla vertenza sul servizio di assistenza
all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità del Comune di Potenza. Vertenza aperta dai sindacati a seguito della riduzione delle risorse destinate al servizio per l’anno scolastico 2026/2027 e dei conseguenti tagli alle ore di assistenza agli alunni con disabilità ed alle ore contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’incontro è convocato nell’ambito della procedura prevista dalla legge 146/1990, che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte di FP CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL e UILTuCS.
Al tavolo, convocato dalla Prefettura, saranno presenti le organizzazioni sindacali, il Comune di Potenza, la Regione Basilicata e la cooperativa affidataria del servizio. L’obiettivo è quello di individuare una soluzione atta a scongiurare la riduzione delle risorse destinate al servizio ed i relativi tagli al già basso reddito del personale.
Contestualmente all’incontro in Prefettura, sarà presente in piazza una delegazione di lavoratrici e i lavoratori addetti al servizio per accompagnare il confronto istituzionale e sostenere le ragioni della vertenza.
L’incontro arriva dopo il confronto che si è svolto al Comune di Potenza, successivo alla proclamazione dello stato di agitazione e alla diffida inviata dalle federazioni di categoria di CGIL, CISL e UIL.
Nel corso dello stesso, il Comune ha rappresentato la difficoltà economica dell’amministrazione nel garantire sul servizio le stesse risorse previste negli anni precedenti e di essersi attivato, per tale ragione, nei confronti della Regione Basilicata per chiedere un loro intervento.
Il nodo centrale resta, pertanto, quello delle risorse destinate al servizio delle conseguenti ore di assistenza. Il Comune ha chiarito che, per l’anno scolastico 2026/2027, le disponibilità di bilancio determinano una riduzione di 360 mila euro rispetto alla precedente annualità, con una conseguente contrazione delle ore finanziabili.
I numeri restituiscono con chiarezza la dimensione del problema: il fabbisogno stimato per garantire il servizio è di circa 80 mila ore, mentre lo scorso anno le ore erogate sono state circa 61 mila. Per l’anno in corso, invece, le ore previste sono circa 40 mila. Si tratta quindi di una riduzione di circa 21 mila ore rispetto allo scorso anno e di circa 40 mila ore in meno rispetto al fabbisogno stimato.
Una situazione che incide direttamente sulle condizioni di lavoro delle maestranze, ma anche sulla continuità e sulla qualità dell’assistenza garantita alle bambine e ai bambini con disabilità.
La cooperativa, a seguito della diffida e della proclamazione dello stato di agitazione, aveva comunicato il congelamento di qualsiasi riduzione delle ore contrattuali ma solo fino al 30 settembre, in attesa del confronto.
Essendo, pertanto, inaccettabile ed illegittimo il taglio su un servizio essenziale già precedentemente non garante della copertura dell’intero fabbisogno degli alunni disabili e non avendo avuto riscontri positivi, le organizzazioni sindacali hanno considerato conclusa la prima fase dello stato di agitazione e richiesto l’intervento del Prefetto, alla presenza della Regione Basilicata.
A questo punto il tavolo prefettizio assume un rilievo particolare. “Riteniamo necessario che ,venerdì, l’azienda e tutte le istituzioni coinvolte si assumano la responsabilità di ricercare una soluzione concreta, senza lasciare che i vincoli di bilancio ricadano sulle lavoratrici, lavoratori, alunni con disabilità e le loro famiglie: le ragioni economiche non possono prevalere sul diritto all’assistenza e sulla qualità di un servizio essenziale per l’intera comunità” dichiarano i sindacati.

