Il 2026 sarà un anno di grande mobilitazione, a livello nazionale quanto a livello territoriale. Siamo pronti per le prossime iniziative sulla sanità e per il referendum sulla giustizia”. Così il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito, all’assemblea generale di fine anno che si è svolta oggi nella sede della Cgil. Rispetto al primo punto, Esposito ha sottolineato come la sanità rappresenti un’urgenza in Italia e in Basilicata. “Noi – ha proseguito Esposito – crediamo che quella della sanità sia una delle vertenze principali da affrontare il prossimo anno, anche a livello territoriale. Secondo i dati Gimbe, la Basilicata è tra le otto regioni che ha peggiorato la sua situazione nel 2023 per quanto riguarda il rispetto dei Lea, mentre è di 81 milioni il costo relativo alla migrazione sanitaria così come rilevato dalla Corte dei Conti, che ha parlato di una elevata propensione al ricovero in fuga (35,77%), collocando la Basilicata al secondo posto della classifica nazionale, dietro soltanto al Molise. Una situazione che si aggraverà certamente nel momento in cui la livello nazionale la legge di Bilancio 2026 continua nel ridurre le risorse destinate al sistema sanitario nazionale confermando il trend di disinvestimento che porterà il fabbisogno sanitario nazionale al 6% del Pil, lontano dagli standard europei. Le risorse sono destinate in modo sbilanciato. Si assiste a un sistematico incremento delle quote per il settore privato e la farmaceutica, mentre le risorse per il personale sanitario sono compresse: fondi per assunzioni inadeguati e aumenti salariali irrisori. La conseguenza è l’arretramento del servizio pubblico: carenza di personale, tempi d’attesa insostenibili, diseguaglianze territoriali crescenti e l’inevitabile privatizzazione della sanità con costi a carico dei cittadini. La proposta della Cgil – ha affermato Esposito – è di fissare il finanziamento del sistema sanitario nazionale almeno al 7,5% del Pil, di avviare un piano straordinario di assunzioni, di valorizzare il lavoro sanitario e di completare i progetti del PNRR Missione 6 Salute, oggi in forte ritardo. Tra le priorità, il potenziamento della rete territoriale dei servizi di prossimità, dei consultori familiari, dei servizi di salute mentale e dell’assistenza per anziani e non autosufficienti. Su questi obiettivi confederali, chiari, precisi e impegnativi, occorre proseguire nella mobilitazione per la difesa e il rilancio del servizio sanitario nazionale a tutela del diritto alla salute delle persone e della collettività. Ci aspetta quindi un impegno e un lavoro capillare per promuovere la partecipazione e la consapevolezza di lavoratrici e lavoratori, pensionati, cittadini, istituzioni, comunità per impedire lo smantellamento del sistema sanitario nazionale e la privatizzazione della salute”.
L’assemblea Cgil ha anche ribadito il proprio “no” alla legge Nordio sulla riforma della giustizia italiana, “una vera e propria controriforma che altera i principi costituzionali e mina l’indipendenza della magistratura – ha detto Esposito – e che ci vedrà impegnati nei comitati referendari nella campagna della prossima primavera, promuovendo il fronte più ampio, inclusivo e trasversale possibile di tutte le forze politiche, sociali, culturali che condividono la volontà di bocciare alle urne questa legge che mina la nostra Costituzione e fermare la deriva autoritaria del Governo Meloni”.



