La discussione sul disegno di legge 61 del 2025, che prevede l’istituzione dell’Agenzia regionale dei trasporti, non può prescindere da una domanda fondamentale: quanto costerà il nuovo organismo e, soprattutto, con quali risorse sarà finanziato?
Come Filt Cgil Basilicata riteniamo, per questo motivo, necessario e non più rinviabile che, prima della costituzione dell’agenzia, venga sottoposto alla Corte dei Conti il progetto di istituzione del nuovo organismo, affinché siano verificati i profili di sostenibilità finanziaria e di compatibilità con la normativa vigente.
Non si tratta di un atteggiamento pregiudizialmente contrario alla riforma, ma di una richiesta di trasparenza, prudenza finanziaria e responsabilità istituzionale.
La Corte dei Conti ha più volte richiamato le amministrazioni al rispetto degli equilibri di bilancio, dei vincoli di finanza pubblica e dei principi di economicità, efficienza e razionalizzazione della spesa. Per questo riteniamo opportuno che tali profili siano verificati preventivamente rispetto alla costituzione di un eventuale nuovo organismo.
Il TPL regionale non può permettersi un’altra struttura senza prima conoscerne i costi.
Il tema è ancora più delicato se inserito nel quadro nazionale.
Il Fondo nazionale trasporti è già sottodimensionato rispetto alle necessità del settore. Nel maggio 2026 il presidente ANAV Nicola Biscotti ha quantificato in oltre 800 milioni di euro annui il mancato adeguamento del fondo all’inflazione.
Già nel 2024 ANAV aveva stimato un fabbisogno aggiuntivo di 1,6 miliardi di euro, comprendendo 700 milioni legati all’inflazione e circa 900 milioni annui connessi ai maggiori costi contrattuali.
È evidente, dunque, che ogni euro destinato al trasporto pubblico deve essere utilizzato prioritariamente per garantire servizi, occupazione, rinnovo del materiale rotabile e qualità della mobilità.
Non possiamo immaginare che una nuova Agenzia finisca per creare ulteriori costi strutturali che, direttamente o indirettamente, vadano a gravare sulle risorse già destinate al trasporto pubblico.
La FILT CGIL Basilicata chiede quindi che, prima dell’approvazione definitiva del DDL 61, siano messi nero su bianco:
il costo complessivo di istituzione e funzionamento dell’agenzia; il numero e il costo del personale previsto; le spese per organi, consulenze e strutture;
le modalità di finanziamento; l’eventuale utilizzo di risorse destinate al TPL; le garanzie affinché le risorse destinate al finanziamento dei servizi di TPL non vengano utilizzate per finanziare i costi di funzionamento della nuova Agenzia.
Riteniamo che l’agenzia debba produrre efficienza e integrazione, non nuova spesa pubblica. Soprattutto, occorre verificare se organismi regionali già esistenti non possano inglobare tali funzioni, senza costituire un’altra società pubblica.
Non sarebbe accettabile che, mentre il sistema del trasporto pubblico denuncia una cronica insufficienza delle risorse, si costruisse un nuovo livello amministrativo senza una preventiva verifica della sua sostenibilità economica.
Per questo chiediamo alla Regione Basilicata di valutare tutti questi aspetti, a maggior ragione in una fase in cui vengono chiesti sacrifici ai cittadini e non si possono disperdere risorse dei contribuenti.
La Basilicata ha bisogno di una governance forte del trasporto pubblico, capace di programmare, controllare e integrare ferro e gomma.
Ma proprio perché riteniamo strategica una riforma del sistema, vogliamo che essa parta con il piede giusto: conti chiari, costi trasparenti, nessuna duplicazione e nessun euro sottratto ai servizi per i cittadini e ai lavoratori del trasporto pubblico. Prima si dimostri che l’agenzia è sostenibile, poi la si istituisca. Non il contrario.

