«I riconoscimenti ottenuti dai nostri apicoltori al concorso nazionale ‘Tre Gocce d’Oro’ raccontano la qualità delle produzioni lucane e, soprattutto, il lavoro di imprese che hanno scelto di investire sulla cura, sulla professionalità e sul legame con il territorio».
Lo dichiara l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, commentando i risultati della 46ª edizione del concorso “Tre Gocce d’Oro – Grandi Mieli d’Italia”, promosso dall’Osservatorio Nazionale Miele.
L’edizione 2026 ha registrato la partecipazione record di 616 apicoltori provenienti da tutte le regioni italiane, con 1.772 mieli presentati e 614 campioni premiati al termine delle valutazioni analitiche e sensoriali.
Numerosi i riconoscimenti ottenuti dalle produzioni lucane, dal millefiori al trifoglio, dalla sulla al coriandolo. Tra i produttori premiati figurano Francesco Vaccaro dell’Azienda Agricola Vaccaro di Potenza e Francesco Mennuti di ‘Contadini Lucani’ di Montemilone, entrambi con tre campioni riconosciuti. Due riconoscimenti ciascuno anche per Rocco Filomeno de ‘L’Oro dei Campi’, Egle Karkalaite di ‘Amolucano’, Rosa Lepore di ‘Apicoltura Rabatana’ e Vincenzo Vigilante.
Completano il quadro delle aziende lucane premiate ‘Il Nettare degli Dei’ di Alessandro Montemurro, ‘Apicoltura Colasurdo’ di Maria Santina Martino, ‘Al Bosco delle Api’ di Rocco Sinisgalli, ‘Lori Bee’ di Rosamaria Riso, Stefano Anastasia, Maria Verrastro e Le ‘Dolcezze di Faby’ di Rocco Donato Nolè.
Significativo il risultato di ‘Amolucano’ di Irsina, selezionata come finalista per la Basilicata nella sezione speciale “I Mille Mieli, i Millefiori”, dedicata alla ricchezza e alla varietà dei mieli millefiori italiani.
Inoltre, a confermare il valore delle fioriture lucane è anche l’assegnazione delle Tre Gocce d’Oro, massimo riconoscimento del concorso, a un miele di sulla prodotto da alveari collocati in Basilicata.
«Questi risultati – ha concluso Cicala – rappresentano un riconoscimento alle nostre imprese e alla biodiversità della Basilicata. Dobbiamo continuare a costruire occasioni capaci di trasformare questa qualità in maggiore conoscenza, reputazione e valore per i produttori».

