Alla vigilia di una vendemmia 2025 – che per le oltre 5.500 aziende vitivinicole lucane si preannuncia positiva, con un aumento della produzione stimato intorno al +20% rispetto all’anno precedente e uve in ottime condizioni fitosanitarie – Cia agricoltori ribadisce come l’accordo Usa- Ue sui dazi al 15%, sembra sempre più una “resa”. “Oltre ad essere penalizzata la produzione vinicola viene sacrificato l’agroalimentare per avvantaggiare l’automotive”: è il commento di Giambattista Lorusso, presidente Cia Potenza. “Parliamo del 24% delle nostre bottiglie Doc, soprattutto aglianico, che raggiungono ristoranti e store specializzati negli Usa. Il giro d’affari complessivo del vino lucano – aggiunge – è tra i 13 e i 15 milioni di euro. La bottiglia di aglianico di annata potrebbe toccare i 25-30 dollari e quindi allontanare i consumatori dirottandoli verso i vini della California più economici”.
Tutto l’export del Made in Italy agroalimentare verso gli Usa (7,8 miliardi di euro nel 2024) rischia grosse perdite in settori chiave come il vitivinicolo senza ottenere niente in cambio. “Oltre all’impatto diretto, si corre il pericolo anche di un grave danno all’intero indotto agroindustriale, con pesanti ripercussioni sull’occupazione”:così il presidente, Cristiano Fini, commenta, aggiungendo che: ”oltre alla attuale chiusura politica sul vino si dovrà monitorare anche e con attenzione l’apertura agevolata a importazioni agricole Usa a prescindere dalla reciprocità delle regole commerciali che rappresenta la linea di confine invalicabile”.
Secondo Cia, il rischio concreto di un calo dell’export è molto alto, con danni a comparti strategici e un aumento dei costi per le imprese italiane, che tenderanno a perdere margini di profitto oppure a dover trasferire parte di questi costi sui consumatori, rischiando di ridurre la domanda nel mercato Usa. L’effetto combinato di dazi e fluttuazioni del cambio euro-dollaro non potrà che aggravare l’impatto delle misure doganali, traducendosi in costi aggiuntivi reali per le aziende nazionali e rendendo complessivamente meno competitivo il Made in Italy.
”Chiediamo adesso con forza al governo italiano, alle istituzioni europee parlamento e consiglio di continuare a fare pressioni sull’accordo, che proseguiamo nel definirlo – conclude Fini – una totale resa a favore degli Usa. Chiediamo anche misure di sostegno e indennizzi per le aziende italiane per la maggiorazione dei costi nell’export verso gli Usa”.
Per il vino, gli Usa sono la prima piazza mondiale con circa 1,9 miliardi di euro di fatturato nel 2024.
La direttrice Cia Potenza Giovanna Perruolo sottolinea che “altre novità interessano il comparto vitivinicolo: pacchetto vino, futura Pac, regole per reimpianti e ristrutturazioni, legge 238/16, registro e schedario, bere consapevole. C’è poi la cosiddetta vitivinicoltura eroica delle aree interne che richiede aiuti, misure di sostegno per evitare che altri vigneti di famiglia autoctoni in via di estinzione, quali la malvasia di montagna e il passito lucano, scompaiano del tutto. L’impegno e l’attenzione della Cia – conclude – in questa fase sono rivolti ai danni provocati dagli eventi calamitosi di Ferragosto e dei giorni successivi”.

