Il celebre chef stellato di origini lucane Vito Mollica, da anni protagonista della scena gastronomica fiorentina, parteciperà alla decima edizione dell’Italian Chef Charity Night, in programma il 9 settembre sul rooftop del The Social Hub Belfiore di Firenze.
Mollica, alla guida del ristorante Atto di Vito Mollica, una stella Michelin, e storico ospite dell’appuntamento, sarà tra i nomi di punta della serata di beneficenza che quest’anno sostiene l’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in particolare i programmi per contrastare la malnutrizione tra le popolazioni rifugiate in tutto il mondo.
Per la prima volta dal 2016 l’evento apre i suoi confini a nomi internazionali, coinvolgendo due chef rifugiati che lavorano in Italia: la siriana Nuha Saegh e l’afghano Hamed Mohamad Karim, ciascuno con un piatto legato alla propria tradizione culinaria.
“Il cibo è un linguaggio universale: può mettere allo stesso tavolo persone con storie, provenienze e tradizioni diverse, creando uno spazio di conoscenza reciproca.
In una serata come questa la cucina può diventare un gesto concreto di incontro, solidarietà e pace”, afferma Emiliano Wass dell’Atelier di Narrazione, che cura l’organizzazione e la comunicazione dell’evento.
Ne è convinto da sempre anche Mollica, uno degli chef che ha accompagnato più a lungo l’Italian Chef Charity Night di Firenze. “Il cibo non ha confini, è il ponte perfetto per un dialogo culturale, ci fa capire quanto siamo vicini e simili perché umani. Il cibo ci fa capire i gesti, le attenzioni, la cura”.
“Il piatto che presenteremo all’Italian Chef Charity Night sarà una terrina di cinta senese servita con mostarda di fichi, realizzata da Paolo Acunto e Rosario Bernardo, anime del mio ristorante insieme al resto della brigata”, continua Mollica, che propone una cucina dall’eleganza contemporanea, senza mai perdere il legame con le proprie radici.
“Pur essendo emigrato dalla Basilicata da bambino, continuo a pensarla e a respirarla quotidianamente. La tradizione lucana non è soltanto una fonte di ispirazione, ma mi ricorda quanto sia importante un percorso attento e lento nella ricerca delle materie prime e nel rispetto delle persone che stanno dietro ogni piatto. Gli ingredienti sono i veri protagonisti: hanno una carta d’identità, raccontano i produttori, i territori e le loro storie. È questo ciò che la Basilicata continua a ispirarmi: il rispetto per chi ogni giorno vive quei prodotti e ci affida i frutti della terra”.

