Presentato questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura in Via del Collegio Romano il programma ufficiale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, i cui eventi partiranno alle ore 17 di venerdì 20 marzo 2026 nel cantiere del teatro Duni con la formula del “cantiere-evento” organizzato dalla Fondazione Dioguardi di Bari.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi; il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti; il Direttore Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando e Clemente Contestabile, consigliere diplomatico del Ministro Alessandro Giuli, assente per un altro impegno istituzionale urgente.
Nella giornata inaugurale del 20 marzo altri cantieri della città saranno animati da eventi di arte, musica e cultura e i visitatori saranno accompagnati in una passeggiata dal centro storico verso il Sasso Caveoso, dove in serata si potrà ammirare uno spettacolo paesaggistico che prevede l’utilizzo di laser e droni e una narrazione che racconterà Matera e il Mediterraneo attraverso l’arte e la tecnologia.
I messaggi di Matera 2026 risuoneranno il 26 settembre nell’evento Cielo Stellato che farà riscoprire la bellezza di rioni Sassi illuminati di migliaia di fiaccole. Tra gli eventi in programma Rita Orlando della Fondazione Matera Basilicata 2019 ha citato il ritorno di Materadio, manifestazione culturale organizzata da Rai Radio 3.
La cerimonia conclusiva è in programma sabato 28 novembre 2026.
Durante l’incontro è stato illustrato il palinsesto del progetto “Terre Immerse”, la visione con cui Matera ribalta la narrazione classica del Mare Nostrum. L’idea fondante del dossier è svelare un paradosso geologico: il Mediterraneo non finisce sulla costa, ma continua solido e profondo nelle “pieghe della terraferma”.
È in questa profondità continentale che il Mezzogiorno smette di percepirsi come periferia per affermarsi come baricentro dell’area Euromediterranea: una piattaforma strategica di diplomazia culturale che interpreta la conoscenza non come ornamento, ma come “petrolio immateriale”. Una risorsa energetica inesauribile capace di generare, al pari delle materie prime, sviluppo, stabilità e nuove alleanze strutturali tra Europa e Africa.
Sono stati inoltre anticipati i dettagli della Cerimonia di Apertura, in programma il 20 marzo 2026 nel cantiere del teatro Duni in fase di riqualificazione a Matera, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, che darà il via ufficiale alle attività.
Michele Capolupo
Matera è roccia e il Mediterraneo è anche materia solida”: è con questa suggestione che Rita Orlando, direttrice generale di Matera Basilicata 2019, racconta “Terre Immerse”, il programma – in avvio il prossimo 20 marzo – di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. “È un progetto che punta sulla cultura come strumento di diplomazia nel bacino del Mediterraneo”, ha spiegato Orlando nel corso della presentazione del piano, oggi al Ministero della Cultura.
“L’Europa trae il suo senso più profondo, iniziale e vitale dal Mediterraneo, il ‘Gran lago’, come diceva Marinetti, che unisce Europa e Africa – ha scritto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in un messaggio letto dal consigliere Clemente Contestabile -.
Ed è in questo spirito che Matera condividerà il titolo con la città marocchina di Tétouan, a dimostrazione del nostro essere euro-africani”. La città, ha ricordato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, “diventa così la metafora di un Mediterraneo che vive anche lontano dalle coste: non sta sul mare, ma diventa la Capitale mediterranea”.
Il programma segue quattro filoni tematici, detti “Immersioni”. Si partirà indagando le Stratificazioni (il tempo), con la mostra fotografica di Mimmo Jodice sull’antichità e la memoria del Mediterraneo, passando per la tradizione orale del Festival del racconto. Poi si esploreranno gli Isolamenti (lo spazio), con la Festa internazionale del Vicinato e la conferenza scientifica “Mediterraneo, hub del cambiamento climatico”. Centrale sarà il tema delle Contaminazioni (la società), con il ponte rappresentato da “Suoni Mediterranei”, una residenza musicale in dialogo diretto tra Matera e Tétouan, e l’esposizione “Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa”. Infine, le Transumanze (il movimento) chiuderanno il cerchio, con “Italian Screens”, summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo e le performance musicali di “Attraversamenti”.
In occasione della cerimonia d’apertura sarà riaperto al pubblico il Teatro Duni, opera dell’architetto materano Ettore Stella completata nel 1949 e “ormai da troppi anni chiusa”, come ha ricordato il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. “Quel teatro – ha concluso – ha segnato la vita culturale della nostra città e il 20 marzo riaprirà con la formula del cantiere-evento”. L’anno di celebrazioni si chiuderà il 28 novembre.
DI SEGUITO IL REPORT INTEGRALE CON INTERVENTI
Si è svolta questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura la presentazione del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Alla presenza del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; del Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti; del Consigliere Diplomatico del Ministro Giuli, Clemente Contestabile; e della Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando; è stata tracciata la rotta di “Terre Immerse”: una visione che trasforma il Mezzogiorno da periferia a piattaforma strategica di diplomazia culturale.
“Matera “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” accenderà i riflettori sull’appartenenza mediterranea e sulla vocazione culturale delle aree interne del Meridione. È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del “Piano Olivetti”, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori d’Italia. E non è un caso che una delle principali iniziative promosse da Matera Capitale Mediterranea 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti. Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione”, le parole del messaggio di saluto inviato alla conferenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
“La designazione di Matera a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 assume una rilevanza strategica per la Basilicata, per l’Italia e per l’intero bacino mediterraneo. È una precisa scelta che conferma il ruolo del nostro Paese come punto di riferimento in una visione fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla diplomazia culturale. Matera e la Basilicata rafforzano quel ruolo avuto nella storia di crocevia di popoli, di istituzioni e di società civili dell’area euro mediterranea, in piena coerenza con l’impostazione dell’azione di governo nel Mediterraneo. Matera 2026 sarà un’occasione per riaffermare la vocazione internazionale dell’Italia e per promuovere una nuova stagione di collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo. Per le celebrazioni auspico il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni lucane e degli operatori turistici del territorio”, ha dichiarato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“La città di Matera propone una visione nuova del Mediterraneo: non più un confine liquido, ma trama culturale che penetra nella terraferma e unisce i popoli. È una descrizione che restituisce al Mezzogiorno un ruolo centrale nello spazio euromediterraneo. Matera, in questo contesto, si propone come baricentro di dialogo, laboratorio di cooperazione tra Europa e Africa, piattaforma di diplomazia culturale capace di generare alleanze durature. Investire in cultura significa investire in infrastrutture civili, in relazioni, in futuro. Il programma tiene insieme istituzioni, comunità, giovani, imprese culturali e territori. Guardiamo con entusiasmo alla Cerimonia di Apertura del 20 marzo: sarà un momento simbolico che darà avvio a un anno di iniziative pensate per rafforzare il dialogo tra le sponde del Mediterraneo”, ha affermato il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti.
“Quando abbiamo scritto “Terre Immerse” prima ancora che ad un palinsesto di eventi, abbiamo provato ad immaginare un radicale capovolgimento geografico, capace di scardinare le storiche dicotomie tra immerso ed emerso, tra aree interne e costiere, tra periferia e centro. All’interno di questa ambiziosa ridefinizione cartografica, la Fondazione consolida e fa evolvere la propria missione istituzionale: operare come una vera e propria cerniera strutturale tra l’Europa e il Mediterraneo, con il compito di estrarre e raffinare quel “petrolio immateriale” che è la cultura. Forti dell’eredità metodologica acquisita nel 2019 come Capitale Europea, ci poniamo oggi quale nodo attivo e connettore strategico tra le reti delle Capitali della Cultura e il bacino euromediterraneo”, le parole della Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando.
Il programma è articolato in quattro grandi filoni tematici, definiti “Immersioni”, che attraversano l’intero anno trasformando la città in un “ponte di pietra” tra le sponde del bacino.
Si parte indagando le Stratificazioni (il tempo), dove Matera si fa archivio verticale. In questa sezione spicca la mostra fotografica di Mimmo Jodice, che con il suo inconfondibile sguardo d’autore indagherà l’antichità e la memoria del Mediterraneo e l’esposizione permanente “Matera nella storia della fotografia”. Il tempo è esplorato anche attraverso la tradizione orale del Festival del racconto e si chiude guardando verso l’alto con la magia luminosa e poetica dell’evento Matera Cielo Stellato.
Si prosegue esplorando gli Isolamenti (lo spazio), intesi non come limite ma come risorsa di spiritualità e resilienza delle aree interne. Il programma vede l’attivazione della comunità con la Festa internazionale del Vicinato e la spiritualità delle letture collettive multilingue del Cantico delle Creature. L’indagine sullo spazio abbraccia anche la conferenza scientifica “Mediterraneo, hub del cambiamento climatico”.
Centrale è il tema delle Contaminazioni (la società), dove il meticciato culturale diventa pratica attiva. Grande rilievo è dato al progetto “Suoni Mediterranei”, un vero e proprio ponte sonoro e residenza musicale che unisce in un dialogo diretto i musicisti di Matera e quelli di Tétouan, città marocchina che condivide con Matera il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del dialogo 2026. Altrettanto centrale è la grande esposizione “Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa”, un’indagine sul legame tra cultura industriale e territorio capace di rileggere l’utopia comunitaria come modello attuale per il Sud. Il cartellone delle contaminazioni include inoltre diversi Festival tra cui “Matera Mediterranea”, dedicato al dialogo interculturale, “Mediterranean playground”, festival dei giochi di strada, e il Festival del design del Mediterraneo. Completano la sezione i dialoghi accorati di “Voci dal Mediterraneo” e i seminari sulla cooperazione euromediterranea attraverso il restauro, curati dall’Istituto Centrale del Restauro di Matera.
Infine, le Transumanze (il movimento) chiudono il cerchio, trasformando migrazioni culturali e spostamenti in atti generativi. Ruolo di primissimo piano nel programma ha la rassegna Italian Screens, Summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo che riunirà a Matera rappresentanti istituzionali, produttori e operatori: B2B finalizzati all’internazionalizzazione, al consolidamento e all’attivazione di nuove collaborazioni e rassegne cinematografiche, anche in sinergia con i festival di cinema già presenti in città e in dialogo con altri festival del mediterraneo. Il movimento prende forma anche con le performance musicali di Attraversamenti, l’esplorazione virtuale e sull’IA generativa della mostra digitale “The sea is closer than you think”, il viaggio librario di “Atlanti babelici: la biblioteca errante” e la conferenza Ex Med sulle politiche strategiche sul Mediterraneo. Le onde sonore della storica festa di Radio 3, Materadio, portano le voci della cultura oltre i confini fisici. A suggellare questo percorso è la “Porta della Speranza”, un’opera site-specific d’arte carceraria realizzata con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, come soglia fisica e simbolica di accoglienza e dialogo interreligioso
A fare da cornice e collante a queste quattro fasi vi sono incontri trasversali come la rassegna letteraria “Mediterranei. Storie, saperi e pratiche del dialogo”, il ciclo “Ricerca, Cultura e Sviluppo Mediterraneo” a cura del Dipartimento per l’innovazione scientifica, umanistica e sociale dell’Università della Basilicata, fino al momento istituzionale conclusivo della Cerimonia di chiusura nella Giornata del Mediterraneo, il 28 novembre 2026.
La dorsale del programma, trasversale a tutte le tematiche, è costituita dal programma di residenze artistiche multidisciplinari. Registi, performer, musicisti, artigiani e creativi provenienti da tutta l’area Euromediterranea abiteranno Matera compiendo un’operazione di scavo e indagine artistica, producendo opere originali destinate a diventare patrimonio della città e attivando un vitale scambio di competenze con il territorio.
Un pilastro fondamentale per l’attuazione di questa visione è il Bando Eventi Capitale Mediterranea 2026. L’avviso pubblico non sarà un semplice strumento finanziario, ma riattiverà il modello di coproduzione con la scena creativa locale già sperimentato con Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Una mobilitazione creativa per la comunità: associazioni e operatori diventano protagonisti nella creazione di un palinsesto condiviso e partecipato, rendendo i cittadini stessi autori attivi di Matera 2026.
Il programma si apre il 20 marzo con la Cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per la Città dei Sassi. La giornata, coincidente con la Giornata Internazionale della Felicità, si articolerà in due momenti simbolici.
L’avvio delle celebrazioni prenderà corpo nel pomeriggio attraverso il concept del “Cantiere Evento”, che convertirà la città in un laboratorio performativo diffuso: dalle impalcature ai balconi delle abitazioni private, fino agli spazi urbani interstiziali, i cantieri e lo spazio pubblico si trasformeranno in palcoscenici di attivazione culturale.
Cuore pulsante di questa narrazione sarà il Teatro Duni, che ospiterà il momento centrale della giornata con la cerimonia istituzionale, a partire dalle ore 17:00. Opera dell’architetto materano Ettore Stella completata nel 1949, la sua riapertura straordinaria nella veste di “cantiere-evento” segna la restituzione alla città di un luogo simbolo della sua modernità.
Al calare del sole, il racconto si sposterà negli antichi Rioni Sassi. Mentre Piazza San Pietro Caveoso diventerà la base per uno spettacolo site-specific di droni che trasformerà la Gravina in uno “specchio luminoso” rivelando le geometrie della roccia, lo sguardo sarà guidato verso l’alto, sulla Rupe del Monterrone. Su questo iconico sperone roccioso nel cuore del Sasso Caveoso, una performance artistica dialogherà con la verticalità del luogo attraverso luci e suoni. Una “firma luminosa” che proietterà la materialità storica di Matera verso il futuro, offrendo una sintesi visiva perfetta tra la pietra millenaria e le nuove tecnologie. In caso di maltempo lo show serale sarà rimandato al giorno seguente.
La fotogallery della conferenza stampa (foto www.SassiLive.it)








