Durante l’udienza generale del mercoledì n Piazza San Pietro, l’arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, monsignor Carbonaro, ha incontrato papa Leone XIV. Carbonaro ha presentato per la benedizione la nuova icona di san Gerardo Maiella, dipinta dall’iconografo romano Ivan Polverari. La nuova immagine è stata realizzata in occasione dei 300 anni della nascita del santo (6 aprile 1726-6 aprile 2026). E proprio per questa ricorrenza il pontefice ha concesso alle Chiese di Basilicata l’Anno giubilare gerardino. Presentando l’icona del santo Patrono di Basilicata, l’arcivescovo ha fatto presente al pontefice che l’immagine “sarà accolta nelle parrocchie dell’Arcidiocesi, soprattutto per l’annuncio del Vangelo alle giovani generazioni”. “Santo Padre – ha aggiunto – benedica i giovani di Basilicata che le vogliono bene”.
Un incontro che avviene a pochi giorni dalla pubblicazione da parte dell’arcivescovo di una Lettera in occasione del Terzo centenario della nascita del santo lucano: “La sua maturità interiore s’impresse in modo indelebile nella memoria del popolo di Dio il quale comprese che, Gerardo “pazzarello” agli occhi degli uomini, fu il “folle innamorato di Dio” agli occhi suoi. Il desiderio della santità non come alienazione ma come relazione profonda con il Dio di Gesù Cristo e con il prossimo, divenne la motivazione per eccellenza che accarezzò e consolò il cuore di Gerardo”.
Una Lettera, quella di Carbonaro, colma di sentimento, di profonda spiritualità e di sincera gioia per questa ricorrenza: “Uomo di pace perché dal cuore pacificato, senza rancore,eppure le ferite dell’incomprensione, del giudizio e della calunnia, non lo abbandonarono mai. Sopportò tutto con profonda obbedienza e coerente umiltà del cuore, anzi, spesso le umiliazioni pubbliche furono occasioni “che stimolavano a parlar di Dio””. E, in merito all’indulgenza straordinaria concessa da papa Leone XIV per chi visiterà – con fede e sincero desiderio di conversione – i luoghi che trasmettono la memoria gerardina insieme alle Cattedrali delle Diocesi di Basilicata, alle condizioni stabilite dalla Penitenzieria Apostolica, scrive: “Il pellegrinaggio più bello che Gerardo ci chiede è quello del cuore, dove apprendiamo a rimettere in sintonia le nostre scelte con il Vangelo, imparando a servire come lui ha fatto il Signore e i fratelli. Tante iniziative saranno certamente prese dalle nostre Chiese di Basilicata e sarà una opportunità per dire che la memoria di chi ha speso la vita per Cristo, è ancora viva”.
Antonio Tarallo (Acistampa.com)

