L’appello chiede che venga assunto, con delibera ufficiale, l’impegno ad aprire spazi di riconoscimento e visibilità ad artisti, attivisti e intellettuali israeliani e palestinesi che, con opere e iniziative culturali, promuovono la pace, la giustizia e la riconciliazione; escludere dal programma istituzioni e soggetti governativi legati allo Stato di Israele o artisti che sostengono attivamente le politiche di genocidio e occupazione.
“Matera – dichiarano i promotori, Amabili Confini, L’Albero, Matera Letteratura, Netural Coop e Risvolta – è stata Città della pace e dell’insurrezione contro il nazifascismo e non può permettere che la cultura diventi oggi strumento di legittimazione e normalizzazione dell’ingiustizia. Vogliamo che Matera 2026 sia un luogo autentico di dialogo e di dignità, non di silenzi o complicità”.
L’appello, ispirato ai principi della Anna Lindh Foundation e della Union for the Mediterranean, ribadisce il ruolo centrale della società civile e della cultura come strumenti di dialogo e crescita collettiva.
Le organizzazioni culturali interessate sono inviate a sottoscrivere l’appello entro il 21 settembre 2025, per chiedere che quanto proposto sia deliberato con urgenza in modo da guidare e orientare al meglio le scelte degli organismi organizzatori e permettere così che Matera 2026 diventi davvero luogo di pace, dialogo e verità.
L’appello è consultabile sul sito www.materaletteratura.com
Per la sottoscrizione: https://forms.gle/er3rrGyLY9kb9txk9
Per informazioni e contatti:
info@materaletteratura.com

