Giovedì 7 maggio 2026 alle ore 10,30 nell’auditorium dell’Immacolata a Potenza è in programma l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Basilicata (TEIB).
Di seguito i particolari.
Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Basilicata (TEIB), istituito nel 2017 con decreto della Segnatura Apostolica, risponde ai bisogni relazionali ed esistenziali del popolo di Dio, offrendo supporto concreto a chi cerca risposte significative nelle proprie difficoltà matrimoniali.
Va rilevato che le cause, prima di essere incardinate nel TEIB, prevedono l’ascolto delle Parti, ferite nelle loro unioni matrimoniali, da parte del Pastore stesso della Chiesa particolare, che agisce in veste di giudice unico, con il supporto dell’accompagnamento fornito dal servizio di accoglienza diocesano e dell’indagine pregiudiziale. Inoltre, il TEIB ha ideato e reso disponibile a tutti i parroci della Regione Ecclesiastica il Servizio di consulenza e accoglienza.
Tale servizio è stato pensato e affidato al Patrono stabile del TEIB e ad altri membri dell’organico, per facilitare quanto più possibile la prossimità ai fedeli che ricercano la verità del sacramento del matrimonio contratto. I quali mantengono contatti costanti, oltre che con i parroci e i Vicari giudiziali delle diocesi della regione, anche con la Commissione Regionale di Pastorale Familiare e i responsabili dei Centri di Ascolto della pastorale familiare delle singole diocesi.
Con un sito web dedicato, il Tribunale mette a disposizione informazioni utili, modulistica e strumenti per iniziare il processo di nullità matrimoniale. Questo servizio è stato voluto per rispondere con efficacia alle esigenze dei fedeli e per garantire un’esperienza pastorale caratterizzata da accoglienza e carità.
Il Tribunale ecclesiastico non è semplicemente il luogo in cui si dichiara la nullità del matrimonio, ma uno spazio di misericordia e discernimento, dove ogni individuo può ritrovare la propria dignità e libertà spirituale. In tale contesto, non si tratta di un atto di disfacimento, ma di un’opportunità per riprendere in mano la propria vita, affrontando con serenità e fede le difficoltà personali. La Chiesa, attraverso il Tribunale, offre un cammino di guarigione, orientato non solo alla giustizia, ma anche alla riconciliazione con Dio e con sé stessi.

