Alla luce dell’avvento delle nuove tecnologie, dei social media e dell’intelligenza artificiale, diventa sempre più urgente stabilire regole che ne disciplinino l’uso. Parallelamente, la scuola deve assumere il compito di educare gli studenti ai principi etici e deontologici che sorreggono la comunicazione, affinché essa veicoli messaggi rispettosi e non lesivi.
Per questo motivo, il giornalista originario di Maratea Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione dell’Associazione “Bambino Gesù del Cairo” – presieduta da Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già segretario personale di Papa Francesco e Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso – ha deciso di sottoporre al Governo e al Ministero dell’Istruzione e del Merito una proposta per introdurre una nuova materia scolastica: “Comunicazione e Linguaggio”, a partire dalla scuola primaria.
Finalità della proposta
L’obiettivo è fornire agli studenti strumenti adeguati per:
affrontare i nuovi linguaggi digitali con consapevolezza;
contrastare fenomeni come cyberbullismo, hate speech e diffusione di fake news;
sviluppare una cultura comunicativa fondata sul rispetto, sul dialogo e sulla responsabilità sociale.
Secondo Maimone, l’attuale scenario mediatico rischia di affermare una “subcultura della comunicazione”, in cui messaggi violenti e diseducativi prevalgono sul valore autentico della parola. La comunicazione, sostiene, deve invece essere umanizzante, dialogante e costruttiva, capace di sorreggere i processi vitali della società.
L’urgenza di un intervento educativo
Oggi siamo esposti a una moltitudine di contenuti, molti dei quali veicolano odio e superficialità. Da qui la necessità di un intervento educativo mirato sin dall’infanzia, che insegni a distinguere tra messaggi che diffondono valori positivi e quelli che alimentano il disvalore e la disgregazione sociale.
“Siamo di fronte a una svolta epocale” – dichiara Maimone – “che vedrà l’affermarsi di nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. Esse devono essere governate da un’opera educativa sapiente, per evitare danni irreparabili derivanti da uno sviluppo incontrollato. La scuola deve educare i bambini a discernere tra valori e disvalori che una comunicazione distorta può generare”.
Il progetto
Il giornalista, autore del volume “La Comunicazione Creativa per lo sviluppo socio-umanitario”, sta predisponendo un progetto dettagliato che sarà sottoposto al Governo. Parallelamente consulterà l’Ordine dei Giornalisti per la formalizzazione dell’iniziativa.
La proposta intende fare della scuola il luogo in cui insegnare il valore della parola come strumento di relazione e crescita, promuovendo una filosofia di vita fondata su amore, dialogo, gentilezza e fraternità: pilastri di un autentico progresso umano.
“Affidiamo il destino dell’umanità all’opera educativa che pone al centro la formazione delle coscienze attraverso l’arte comunicativa e il linguaggio creativo – conclude Maimone – capaci di aprire le porte alla conoscenza profonda della vita interiore ed esteriore dell’essere umano”.

