Il presidente dell’associazione Maria Santissima della Bruna traccia un bilancio dell’edizione numero 637 della Festa in onore di Maria Santissima della Bruna celebrata il 2 luglio 2026 nella città di Matera. Di seguito il testo integrale.
La 637ª Festa della Bruna si è conclusa. E ancora una volta Matera ha dimostrato al mondo cosa significa essere una comunità unita dalla fede, dalla tradizione e dall’amore per la propria storia.
Desidero innanzitutto rivolgere il mio più sincero ringraziamento alle Forze dell’Ordine, alla Prefettura, alla Questura, ai Vigili del Fuoco, alle Forze Armate, alla Polizia Locale, a tutte le istituzioni impegnate nella sicurezza e al nostro grande Sindaco Antonio Nicoletti Sindaco. Dopo il violento temporale che ha colpito la nostra città, il lavoro svolto con professionalità, senso dello Stato e spirito di servizio ha consentito di restituire alla comunità la sua festa nel pieno rispetto della sicurezza. La collaborazione tra istituzioni è stata determinante.
Un pensiero di profonda gratitudine va al nostro Arcivescovo, S.E. Mons. Benoni Ambarus, che ha vissuto la sua prima Festa della Bruna – pagina ufficiale. Le sue parole, le sue omelie e la sua vicinanza hanno saputo parlare al cuore di tutti, indicando una direzione chiara: mettere i giovani al centro del cammino della nostra comunità.
Ed è proprio ai giovani che quest’anno voglio dedicare un pensiero speciale.
Nel 2026 hanno rappresentato il cuore pulsante della Festa della Bruna. Con entusiasmo, creatività, sacrificio e passione hanno ideato progetti, organizzato eventi, coinvolto migliaia di ragazzi e dimostrato che la tradizione non appartiene al passato, ma vive nel presente ed è pronta a costruire il futuro. Grazie, Eccellenza, per aver creduto in loro e per aver acceso una speranza che accompagnerà Matera negli anni a venire.
Il grazie più grande, però, appartiene ai materani.
Grazie a ogni donna, a ogni uomo, a ogni bambino che ha vissuto questa Festa con devozione, rispetto e amore. È il vostro cuore che rende la Bruna ciò che è da oltre sei secoli.
Qualcuno, in queste settimane, ha parlato di una presunta “deriva identitaria”.
La risposta è arrivata dalle piazze colme, dagli occhi commossi, dalla partecipazione straordinaria di un intero popolo.
Quella che abbiamo vissuto non è una deriva identitaria.
È l’esatto contrario.
È una straordinaria riappropriazione della nostra identità.
Una comunità che riscopre le proprie radici non guarda indietro: costruisce il proprio domani. Custodire la Festa della Bruna significa consegnarla intatta alle generazioni che verranno, affinché tra cento, duecento e trecento anni i figli dei nostri figli possano emozionarsi davanti allo stesso Carro, pregare la stessa Madonna e sentirsi orgogliosamente materani.
Un grazie sincero agli Angeli del Carro, all’Associazione Cavalieri, allo staff Auriga, alla Confraternita dei Pastori e a tutte le realtà che, con sacrificio e dedizione, donano tempo, energie e cuore per rendere possibile l’evento identitario più importante del Mezzogiorno d’Italia.
Grazie a tutti i componenti dell’Associazione Maria SS. della Bruna, ai volontari, ai collaboratori e a chi, spesso lontano dai riflettori, lavora ogni giorno affinché una macchina organizzativa così complessa possa raggiungere livelli di eccellenza.
La Festa della Bruna
È la nostra fede.
È la nostra memoria.
È la nostra storia.
È il racconto di una città che da oltre seicento anni continua a rinascere.
Ogni anno il Carro viene costruito, ammirato e distrutto.
E ogni anno rinasce.
È il simbolo più autentico della vita.
Ed è la stessa storia di Matera.
Una città che ha conosciuto la povertà e l’abbandono, che è stata ingiustamente definita “vergogna nazionale”, ma che ha saputo rialzarsi fino a diventare Capitale Europea della Cultura, esempio internazionale di rinascita, resilienza e bellezza.
Per questo la Festa della Bruna non appartiene soltanto a chi la vive oggi.
Appartiene a chi ci ha preceduto.
Appartiene a chi verrà dopo di noi.
Noi siamo soltanto i custodi di un’eredità immensa, con il dovere morale di consegnarla ancora più forte, ancora più viva e ancora più autentica alle generazioni future.
Perché finché la Bruna vivrà, vivrà l’anima di Matera.
E finché Matera saprà custodire la propria anima, nessuna sfida potrà mai spegnerne la luce.
Grazie, Matera.
Per la tua fede.
Per il tuo orgoglio.
Per il tuo amore.
Per aver dimostrato, ancora una volta, che la nostra storia non si conserva nei libri, ma vive nei cuori di un popolo che ogni 2 luglio rinnova il proprio patto con la Madonna della Bruna.
Questo non è il termine di una Festa.
È l’inizio di un’altra pagina della nostra storia.
Una storia che continua da oltre seicento anni e che continuerà a essere scritta da chi avrà il coraggio di amare, custodire e tramandare ciò che siamo.
E finché ci sarà un materano pronto a gridarlo con tutto il cuore, la Bruna non smetterà mai di indicare al mondo chi siamo.
Grazie Matera.
E Viva Maria!Vedi meno

