Giovedì 7, giovedì 14 e giovedì 21 maggio 2026 alle ore 18 nel Museo di Palazzo Lanfranchi a Matera è in programma il laboratorio del Gezziamoci 2026 sul tema “Afroamericani – storie di soprusi, rivolte e musica” a cura di Pasquale Mega. Di seguito i particolari.
Pasquale Mega conduce un racconto multimediale sulla storia di un popolo martoriato che ha fatto di blues, jazz, gospel, soul terreni di pace e resilienza
Dai campi di cotone al blues, la musica attraversa una storia di oppressione e di riduzione in schiavitù. Dalle strade di New Orleans al jazz, la musica riflette la storia di un conflitto di origini razziali e di forti tensioni sociali. Dalle parrocchie afroamericane al gospel, la musica esplora le vie della fede rafforzando esempi di resilienza. Una evoluzione continua, che genera tanti altri generi musicali, dallo swing al ragtime, dal rithm & blues al rock & roll, dal soul al funk, e ha sempre come protagonisti artisti afroamericani mentre l’America è segnata da continui attriti tra bianchi e neri che si propagano fino ai nostri giorni, all’assassinio di George Floyd, pestato da quattro agenti di polizia nelle strade di Minneapolis e deceduto in ospedale il 25 maggio 2020. Un musicista di grande sensibilità come il pianista e compositore materano Pasquale Mega ne parlerà a Matera per tre giovedì di seguito in una serie di incontri sul tema “Afroamericani. Storie di soprusi, rivolte e musica”. Il progetto culturale inaugura i Laboratori del Gezziamoci 2026, il Festival Jazz della Basilicata, alla sua 39ª edizione, organizzato dall’Onyx Jazz Club. Si comincia il 7 maggio, alle 18, nella conferenze del Museo nazionale di Palazzo Lanfranchi, in piazzetta Pascoli 1, per dar vita all’ottavo appuntamento del cartellone messo a punto per quest’anno dall’associazione culturale materana. Ingresso libero.
Attraverso un programma multimediale che alterna video, audio ed immagini, Pasquale Mega racconterà la storia di uno dei popoli più martoriati.
«Nel corso di vari secoli, fino ai giorni nostri, i neri d’America – spiega il musicista – hanno dovuto subire ogni tipo di soprusi, costretti a rivolte anche sanguinose, trovando comunque nella musica la loro unica arma pacifica. Queste tre parole, soprusi, rivolte, musica, identificano in pieno il loro cammino in un continente nel quale furono costretti a vivere e della cui storia sono artefici fondamentali, se non addirittura principali».
Mega proporrà quindi una ricostruzione storica e artistica che mette in luce tutte le conquiste e tutti gli insuccessi e i passi indietro che hanno contrassegnato e continuano a contrassegnare il faticoso cammino intrapreso dall’America per l’affermazione dei diritti civili. Il racconto avrà inizio dalla deportazione di africani ridotti in schiavitù per proseguire con la Guerra di secessione e con la nascita del Ku Klux Klan, organizzazione segreta che puntando sull’odio razziale ha seminato il terrore negli Usa macchiandosi di intimidazioni, linciaggi e ogni altro genere di violenze. Non mancheranno le rievocazioni di rivolte, come quella di Harlem, e assassini, tra i quali quelli di grandi uomini come Martin Luther King e John Fitzgerald Kennedy, che si perpetuano per più di un secolo. Ma soprattutto saranno ricordati i più celebri brani e i più grandi interpreti della musica afroamericana in tutte le sue espressioni di genere, da Jack Johnson a Miles Davis, da Bessie Smith a Billie Holiday, da Duke Ellington a Dizzy Gillespie, da Louis Armstrong a Charles Mingus, Sonny Rollins, John Coltrane, Nina Simone, Sam Cooke, James Brown.

