Presentate nel pomeriggio nella sala Mandela del Comune di Matera le Giornate FAI d’Autunno, promosse dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 con l’apertura di 50 siti in Basilicata.
All’incontro con i giornalisti hanno partecipato la Presidente Regionale del FAI Basilicata, Rosalba Demetrio. il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti e la Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando. Presenti anche Beatrice Volpe, Capo Delegazione FAI Matera, Grazia Panetta, Capogruppo FAI di Pisticci e della Valle dei Calanchi e Caroline Feetam, Capogruppo FAI del Pollino lucano.
Le Giornate FAI d’Autunno, giunte alla 15^ edizione, si svolgono con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero della Cultura, del Ministero dell’Istruzione e del Merito, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane.
Di seguito le informazioni sui siti aperti, le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa e la fotogallery della conferenza stampa
Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.
Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).
Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.
In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l’Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all’attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.
“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico.
Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi farà la tessera per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Iscriversi al FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
Ecco una selezione dei 50 luoghi visitabili in BASILICATA:
Matera
CASTELLO TRAMONTANO
Il Castello Tramontano è un grandioso monumento che si erge in posizione dominante rispetto ai Rioni Sassi e fronteggia l’altura della Civita su cui svetta la Cattedrale. Un tempo esterno alla città, oggi l’edificio è inglobato nel centro urbano ed è immerso in un grande parco, sede di numerosi eventi di carattere culturale. Il castello prende il nome dal conte Giovan Carlo Tramontano, il quale ne avviò la costruzione ai primi del XVI secolo, pochi anni dopo aver acquistato il titolo e la città di Matera dai sovrani aragonesi. Lasciato per secoli in stato di abbandono, è tornato a essere visitabile, anche se in rarissime occasioni: la riapertura, dopo un lungo restauro, avvenne nel 2014 proprio nelle Giornate FAI di Primavera, grazie alla Delegazione FAI di Matera, che oggi torna ad aprirlo, nell’anno in cui Matera è “Capitale mediterranea della cultura e del dialogo”, per ricordare il ruolo che gli Aragonesi hanno avuto per la cultura e la circolazione artistica nei territori bagnati dal “mare nostrum”. La fortezza presenta un imponente torrione centrale, due torri minori laterali, un fossato e muri di controscarpa, necessari per impedire l’accostarsi di macchine ossidionali. L’altezza ridotta dei due torrioni laterali e l’enorme spessore delle murature servivano invece a contrastare gli effetti disastrosi delle bombarde. Ai soli iscritti FAI è riservato in esclusiva un ulteriore percorso che comprende l’accesso ai locali del livello inferiore della torre di destra e al terrazzo panoramico posto sulla torre centrale, da cui si gode una splendida vista sulla città e sull’altopiano murgiano.
Il Castello Tramontano è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Tricarico (MT)
TERRAZZAMENTI, MURETTI A SECCO E ORTI SARACENI
Testimonianza di un’antica presenza umana, l’area degli “orti saraceni”, così denominati da Pietro Laureano per la stretta interrelazione con i sovrastanti quartieri della Rabata e della Saracena, costituisce un unicum in Basilicata con la sua perfetta simbiosi tra costruito e paesaggio e con l’insieme di terrazzamenti, grotte, cavità, resti di antichi mulini, un luogo di inestimabile valore paesaggistico. Un’area caratterizzata da una rete di fertilissimi fazzoletti di terra, delimitati da muretti a secco disposti sul costone roccioso della collina e degradanti sul sottostante vallone del torrente Milo, il cui letto si articola in una miriade di orti, resi irrigui da tecniche di canalizzazione delle acque sorgive di impianto arabo e da un microclima a costante umidità. Le acque, infatti, raccolte in cisterne scavate o in pozze nel terreno, con un sistema di piccoli rigagnoli passano da un orto all’altro con una modalità che rimanda alle tecniche di raccolta, riciclo e uso delle acque riscontrate nella Cappadocia e nel Sahara.
In occasione della Giornate FAI d’Autunno si potrà ascoltare la storia di un luogo unico e suggestivo dove la natura si fonde col costruito dei palazzi che delimitano il centro storico. I muretti a secco, i terrazzamenti, le canalizzazioni, le piccole scale in pietra, le tracce dei mulini sono l’espressione di una sapienza antica e di tecniche di riuso sostenibile delle acque. Completano l’insieme i resti dell’antico ponte in pietra voluto da un sacerdote benemerito e “illuminato” di Tricarico, don Pancrazio Toscano, per agevolare il transito dei contadini della Rabata e della Saracena verso le campagne.
Ferrandina (MT)
CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO
Le Giornate FAI d’Autunno offriranno l’opportunità di visitare un luogo normalmente chiuso al pubblico, custode di una storia secolare e di un importante patrimonio storico, artistico e spirituale. L’apertura della Chiesa e del Convento di San Francesco assume un significato speciale poiché si inserisce nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Il percorso accompagnerà i visitatori alla scoperta del complesso conventuale, ripercorrendone la storia dalla fondazione del 1614 sotto Paolo V alle trasformazioni architettoniche e artistiche che ne hanno segnato l’evoluzione nei secoli. Sarà inoltre possibile conoscere il ruolo svolto dal convento nella vita religiosa, culturale e sociale della comunità ferrandinese. Il complesso è stato candidato al censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI, iniziativa volta a promuoverne la tutela e la valorizzazione. L’apertura sarà accompagnata da performance artistiche e musicali a tema francescano.
Originariamente a navata unica, la chiesa fu ampliata nel 1769 con una navata inferiore in stile barocco. Sono state rilevate tracce di affreschi, successivamente ricoperti da stucchi, probabilmente attribuibili alla bottega di Pietro Antonio Ferro, pittore di fama originario di Ferrandina. Durante i restauri sono stati rinvenuti sepolcri, tra cui quello della nobildonna Maddalena Ridola, celebrata dal marito con un’epigrafe ritmica. Sotto il pavimento della chiesa si trovano ipogei utilizzati come tombe. Il convento ospitava inoltre una ricca biblioteca, centro culturale dell’antica Università di Teologia, da cui provengono manoscritti e cinquecentine oggi custoditi presso gli Archivi di Ferrandina e Matera.
Tursi (MT)
TURSI: TRA SPIRITUALITÀ E POESIA
Situata su una collina nella valle del fiume Agri, Tursi conserva nel suo antico abitato storico, Rabatana, un’atmosfera d’altri tempi con tracce di influenze arabe, grazie alle sue case in pietra, grotte e vicoli. L’economia del paese è, da tempi remoti, fondata sulle produzioni agricole come frutta, vigneti e ulivi e fino agli anni ’70 Tursi ospitava nel centro storico frantoi, mulini e botteghe artigianali ora chiusi, ma ancora simbolo culturale. Antichi palazzi, cappelle gentilizie, frantoi, mulini e botteghe artigianali ora chiusi, ma ancora simbolo culturale, raccontano la vita e il lavoro delle comunità di un tempo. Gli edifici e i palazzi storici progettati con architetture essenziali e funzionali, sono costruiti con materiali locali come pietra, legno, mattoni e riflettono uno stile rustico e autentico. Soffitti con travi a vista e pavimenti in pietra o terracotta custodiscono le tracce di vite laboriose. Punto di partenza della visita durante le Giornate FAI d’Autunno sarà Piazza Antonio Popia, nel cuore della Rabatana, per un percorso tra storia, fede, tradizioni e poesia. La visita condurrà alla scoperta dell’antico frantoio dei primi del ‘900, di una tipica abitazione del borgo e della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Scendendo verso il rione San Michele, si passerà davanti all’omonima chiesa, prima cattedrale di Tursi, fino alla Casa Museo di Albino Pierro. Qui, il racconto della sua vita e la lettura di alcune delle sue poesie accompagneranno i visitatori alla scoperta del profondo legame del poeta con Tursi, i suoi paesaggi e la memoria della sua terra. Il percorso proseguirà in Piazza Plebiscito, con la Chiesa di San Filippo, patrono di Tursi, Palazzo Brancalasso, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e due cappelle gentilizie. Si raggiungeranno poi la Cappella della Madonna delle Grazie, la Cattedrale e il Palazzo Vescovile.
Bernalda (MT)
CASTELLO DI BERNALDA
La struttura esistente del Castello di Bernalda, la cui origine risale al XV secolo per volontà del principe Pirro del Balzo, riporta le tracce della sua evoluzione storico-architettonica, a partire dalla torre normanna su cui si è innestato un impianto fortilizio quadrangolare, poi ampliato e rimodulato dal feudatario Bernardino de Bernaudo. L’ultimo ampliamento testimonia il passaggio dei duchi spagnoli “Perez Navarrete”, che diedero al maniero l’aspetto di un palazzo ducale del XVIII secolo. Il restauro ad opera del Comune di Bernalda ha evidenziato una traccia muraria retrostante e più antica di quella frontale, con architravi lapidei che indicano originarie aperture, così come sul muro del retro del castello è evidente ora la stratificazione delle feritoie inserite nelle varie epoche diversificate per la tipologia delle armi usate. Allo stato attuale sono stati restaurati il piano terraneo con stalle e sale varie e tramite l’androne centrale a corte è accessibile il piano soprano, l’antica residenza padronale.
In occasione della Giornate FAI d’Autunno, oltre ai due livelli fruibili del castello, in via eccezionale per la prima volta, i visitatori saranno accompagnati nei sotterranei del castello, per scoprire segreti e straordinarie novità.
Il percorso si completerà con la visita dello Spazio Pinacoteca Arte e Creatività Contemporanea (SPACC), che raccoglie opere in pittura, scultura, grafica, fotografia e ogni altro manufatto di epoca moderna e contemporanea realizzate da artisti italiani e internazionali altamente rappresentativi della realtà socio-culturale del territorio lucano e che hanno un legame con esso.
Potenza
LA VILLA DI SANTA MARIA – GIARDINO STORICO E ORTO BOTANICO
Villa Santa Maria, estesa per circa un ettaro, si trova nel quartiere omonimo di Potenza, oggi pienamente integrato nel tessuto urbano. La villa conserva i caratteri di un giardino storico nato con finalità scientifiche, agrarie e ornamentali. L’antico Orto era organizzato in viali e aiuole, con settori destinati a piante ornamentali e medicinali, frutteti, vivai e colture sperimentali, oltre a serre e strutture per l’irrigazione. Oggi la Villa mantiene un impianto segnato da ampi viali alberati e da un ricco patrimonio arboreo, nel quale prevalgono ippocastani, tigli, cipressi, pini e aceri, oltre a due esemplari di tasso. Elemento caratterizzante è la storica fontana con vasca circolare posta in asse con la Caserma Lucania. Nel grande Viale delle Acacie fu realizzato nel 1923 il Parco della Rimembranza, con la piantumazione di 96 aceri montani dedicati ai caduti potentini della Grande Guerra. Il valore ambientale della Villa risiede soprattutto nella persistenza, nel cuore della città contemporanea, di un’area verde che conserva la memoria dell’antico Orto Agrario Sperimentale e della sua straordinaria biodiversità ottocentesca.
Durante le Giornate FAI d’Autunno la visita permetterà di riscoprire Villa Santa Maria oltre la sua consueta funzione di parco urbano, ricostruendo la storia dell’antico Orto Agrario Sperimentale istituito nel 1823. Percorrendo i viali alberati, i visitatori scopriranno un luogo che nell’Ottocento fu laboratorio di innovazione agricola e botanica, dove si coltivavano centinaia di specie e varietà provenienti anche da territori lontani. Il percorso consentirà di leggere le tracce ancora presenti dell’antico impianto, dalla fontana centrale al patrimonio arboreo. Documenti, testimonianze e curiosità restituiranno idealmente l’aspetto perduto dell’Orto e racconteranno personaggi, sperimentazioni e vicende che ne fecero un importante centro scientifico.
Villa di Santa Maria è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Genzano di Lucania (PZ)
CHIESA E MONASTERO DELLA SS. ANNUNZIATA
Il complesso monastico di S. Maria Annunziata si trova nella zona più antica di Genzano, non lontano dal tratto lucano dell’Appia Antica, e domina un promontorio circondato da tre profondi valloni, che offre una vista panoramica sull’antico fonte di Capo d’Acqua e sul Monte Vulture. Si tratta di uno dei più antichi insediamenti francescani della Basilicata, fondato nel 1321 da Aquilina di Monteserico; dopo la demolizione e la sua ricostruzione a metà del Trecento grazie a Roberto Sanseverino, il complesso subì modifiche e ampliamenti in seguito al Concilio di Trento, con lavori che continuarono fino alla metà del XVIII secolo. Fu abitato dalle religiose dell’Ordine di S. Chiara fino al 1905, quando passò in proprietà al Comune, per essere adibito a usi civili. Da metà del secolo scorso, però, permane in disuso e abbandonato. Durante le Giornate FAI d’Autunno il pubblico avrà l’opportunità di visitare la Chiesa e il cantiere di restauro dell’organo settecentesco, il chiostro, il giardino e alcuni ambienti del Monastero. La visita permetterà di immergersi in un magnifico scenario storico e paesaggistico, che spazia dalle grotte ipogee scavate nell’arenaria nei Valloni all’area naturalistica dell’antico Fonte di Capo d’Acqua. Con ben 10.481 voti, il complesso è stato scelto come il primo Luogo del Cuore in Basilicata e il ventunesimo nella graduatoria nazionale del Censimento FAI del 2022.
Pietragalla (PZ)
PARCO URBANO DEI PALMENTI
Il Parco Urbano dei Palmenti di Pietragalla è un vero e proprio paesaggio culturale, costituito da un complesso di circa 200 manufatti, estesi su due ettari di terreno esposti a sud-est e scavati nella roccia arenaria, dove avveniva la pigiatura delle uve e la fermentazione del mosto fino agli anni Settanta. Sapiente modellazione della natura da parte dell’uomo, i Palmenti sono un complesso di grotte, per lo più ipogee, la cui struttura attuale risale alla seconda metà del XIX secolo. Come altre costruzioni, seguono il principio elementare di economia costruttiva, utilizzando i materiali presenti entro i limiti ristretti dell’ambiente circostante. L’interno del palmento presenta generalmente tre vasche differenziate: nella più piccola e più alta si versava l’uva, trasportata da bestie da soma in bigonce, che veniva pigiata a piedi nudi. Il mosto, attraverso un foro, cadeva in una vasca sottostante che raccoglieva anche i raspi. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, il percorso di visita nella storia vitivinicola della civiltà contadina del luogo si conclude nelle rutt’ (grotte), anch’esse scavate nella roccia arenaria, esposte a nord-ovest (la parte più fredda del paese), dove veniva conservato il vino.
San Martino d’Agri (PZ)
ANTICO OPIFICIO ROMANO “MULINO E GUALCHIERA”
L’antico Opificio Romano è un tipico edificio del XVIII–XIX secolo, con un doppio sistema di torri per alimentare i macchinari del mulino e della gualchiera. Operante fino ai primi anni 20 del XX secolo, l’edificio non ha subito grossi rimaneggiamenti e ciò ha permesso di mantenere il carattere architettonico attuale. Recentemente recuperato sia nelle strutture che nei macchinari, rappresenta una rarità nel suo genere ospitando nello stesso luogo il mulino e la gualchiera. L’opificio è composto da due locali al cui interno sono ubicate le attrezzature del mulino e della gualchiera. È caratterizzato dalla presenza di due torri: una verticale alta 10 metri che alimentava la ruota verticale della gualchiera e una inclinata di 12 metri che alimentava la ruota orizzontale del mulino. Edificato totalmente su roccia affiorante in muratura di pietrame locale, con solai in legno di castagno e copertura in coppi di argilla, è accostato ad una parete rocciosa che funge da muro per il locale della gualchiera. Durante i lavori di restauro sono emersi alcuni reperti (cocci di ceramica e pietrame lavorato) che attestano la presenza dell’opificio sin dal 1400.
Nel corso delle Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitare l’intera struttura dell’opificio: il mulino e la gualchiera, le torri e il canale di adduzione dell’acqua.
Elenco completo dei luoghi aperti in BASILICATA e modalità di partecipazione all’evento su: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=BASILICATA
Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali. Nel corso delle Giornate FAI d’Autunno 50 siti storici, artistici e culturali destinatari di finanziamenti europei, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Europa nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale italiano ed europeo. Le Giornate FAI d’Autunno 2026 si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Basilicata, di tutte le Regioni e le Province autonome italiane. Si ringrazia per il sostegno Fondazione CARICAL.
Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari, e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che hanno concesso l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo. Si ringrazia il Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcune chiese di sua proprietà nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato con il Ministero dell’Interno. Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri e alla Croce Rossa Italiana.
Si ringraziano Confindustria e Museimpresa per la collaborazione nell’individuazione e nel coinvolgimento di imprese e musei d’impresa che, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, apriranno eccezionalmente le proprie porte al pubblico, quali testimonianze significative del saper fare italiano.
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 sono rese possibili grazie al fondamentale sostegno di importanti aziende illuminate:
Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e il patrimonio artistico e culturale del territorio, vicina al FAI in qualità di Partner. Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, amore per il Fatto a mano, responsabilità etica, formazione delle giovani generazioni, creatività e bellezza.
Groupama Assicurazioni, tra i principali player del settore assicurativo in Italia, da sempre impegnata nella salvaguardia del nostro patrimonio e già Corporate Golden Donor del FAI, rinnova il suo sostegno all’evento in qualità di Sponsor per il quarto anno consecutivo.
Nims, società del Gruppo Lavazza e specializzata nella vendita diretta dei sistemi Lavazza in Black e Lavazza Tablì con macchine da caffè in comodato d’uso gratuito, rinnova il suo sostegno al FAI come Sponsor dell’evento. Una collaborazione che prosegue guidata dall’amore per la bellezza e la cultura italiana e dalla condivisione di valori quali la cura e l’attenzione per i luoghi, la presenza capillare sul territorio e il desiderio di offrire esperienze autentiche.
Seda packaging Group, fondato ad Arzano (Napoli) e leader internazionale nella produzione di packaging alimentare in carta, è al fianco della Fondazione per il secondo anno consecutivo. Una collaborazione che rappresenta la naturale espressione dei valori dell’azienda e del suo impegno verso le generazioni future, in piena sintonia con la missione del FAI.
Italo, primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, rinnova il proprio sostegno al FAI, contribuendo a promuovere un turismo sostenibile e a favorire la scoperta dei luoghi più significativi del patrimonio culturale italiano.
Si ringrazia Ferrero, storica amica del FAI, da sempre impegnata nello sviluppo delle comunità e al rispetto dell’ambiente, per il prezioso sostegno all’evento.
Grazie, inoltre, a Ferrarelle Società Benefit, Partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI, che ha donato il proprio prodotto per l’iniziativa ed è presente tra i luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE), patrocinato FAI ed esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite, nonché di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico.
Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana di sensibilizzazione Rai dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 5 all’ 11 ottobre, come ormai da oltre 10 anni, Rai conferma l’impegno del Servizio Pubblico multimediale alla promozione, cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano. Rai sarà infatti in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay e RaiPlay Sound per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio. Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2026 anche attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.
Grazie di cuore per l’organizzazione e la gestione dell’iniziativa a tutti i Delegati della Rete territoriale del FAI – 19 Direzioni Regionali, 135 Delegazioni, 113 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture – e a tutti i volontari attivi in Italia.
Un ringraziamento speciale agli oltre 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei luoghi aperti, vivendo un’esperienza di cittadinanza attiva e partecipazione culturale.
Infine, un sentito grazie ai proprietari dei luoghi aperti e alle amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a rendere possibile questo straordinario evento diffuso.
EN PLEIN AIR/LANDMUSIC
Evento promosso dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con il FAI Basilicata, nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Produzione a cura di ARTErìa
10 Ottobre 2026 – ore 20:30
Casa Cava
Matera (Via S. Pietro Barisano, 47)
EN PLEIN AIR è un progetto di Land Music che nasce dall’incontro tra musica, paesaggio e immaginazione. Al centro del lavoro c’è la natura, intesa non soltanto come ambiente da rappresentare, ma come materia viva capace di generare suoni, immagini, memorie e stati d’animo.
La scrittura musicale parte da melodie originariamente concepite per il pianoforte e per differenti organici acustici, per essere poi attraversata e trasformata dall’uso di percussioni acustiche ed elettroniche, strumenti a fiato, pads e live electronics. La materia sonora viene mescolata, amplificata, contaminata e talvolta volutamente “sporcata”, dando origine a un linguaggio aperto nel quale convivono jazz, musica etnica, contemporanea, elettronica, progressive e improvvisazione.
Il paesaggio diventa così il filo conduttore di un viaggio che attraversa il Mediterraneo, il Nord Europa, l’Oriente, il Sudamerica e il mondo afroamericano, senza però cercare una rappresentazione folkloristica dei luoghi. Ciò che emerge è piuttosto lo sguardo di chi quei luoghi li abita, li attraversa o li osserva con meraviglia. Un paesaggio che è contemporaneamente geografico, antropologico e psicologico.
La dimensione sonora si intreccia con quella visiva in una performance in cui musica e immagini si influenzano reciprocamente. Il visual arricchisce il progetto con riprese satellitari di paesaggi reali che tramite elaborazioni estemporaneamente di video art diventano vere e proprie opere di arte contemporanea. Paesaggi in continuo movimento: montagne, fiumi, mare, colline, pianure e calanchi diventano parte della drammaturgia dello spettacolo.
EN PLEIN AIR è dunque un viaggio dentro e fuori di sé: memorie della terra lucana, viaggi oltreoceano, nostalgie, atmosfere tribali, boschi e paesaggi nordici, tanghi, immaginari cinematografici e frammenti di vita si trasformano in quadri sonori. Un’esperienza costruita attraverso l’ascolto e l’interplay, dove le diverse identità musicali non si sommano semplicemente, ma si contaminano fino a generare un unico paesaggio sonoro.
Una Land Music intima e aperta, capace di trasformare il paesaggio esteriore in paesaggio interiore e di restituirlo attraverso una musica immediata, istintiva e profondamente evocativa.
Francesco Rondinone – Michele Ciccimarra Drums and Pads
Pino Basile Percussions, Bubù, Frame Drums
Giuseppe Pascucci – Donato Pitoia El. Guitars and effects
Biagio Orlandi Sax
Emanuele Rigamonti (Guest) Cello
Mirko Macina Live Electronics, Bass
Loredana Paolicelli Piano and music
Luca Acito Visuals
LE DICHIARAZIONI RILASCIATE IN CONFERENZA STAMPA
Rosalba Demetrio, Presidente Regionale FAI Basilicata
“Alle origini della sua storia la Basilicata è stata un fulcro importante nel bacino del Mediterraneo. Oggi, con la designazione di Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo, si configura come autentico ponte proiettato verso i Paesi dello stesso bacino.
La mediterraneità della Basilicata è il tema unificante, non unico, delle nostre Giornate FAI d’Autunno, una edizione speciale condivisa negli intenti con la Fondazione Matera Basilicata 2019, con cui il FAI Basilicata ha siglato un accordo finalizzato a promuovere progetti culturali che possano contribuire alla conoscenza del patrimonio lucano in una prospettiva euromediterranea. Il contributo più importante, per il quale va il nostro ringraziamento alla Fondazione e al suo Direttore Generale Rita Orlando, riguarda il concerto dedicato al paesaggio mediterraneo, realizzato con il coinvolgimento musicale dell’associazione culturale “ARTErìa”, di Matera.
Ricordare la più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi è stata un’altra irrinunciabile ispirazione in Basilicata, dove il culto del Santo si diffuse a partire dalla metà del Duecento e il clima freddo, la scarsità di strade, la distanza tra i centri abitati favorirono la fondazione di insediamenti e conventi. Ne coglieremo le tracce esplorando alcuni luoghi francescani e particolarmente la Chiesa con il Convento di San Francesco a Ferrandina, al momento il Luogo del cuore più votato nella nostra regione, al venticinquesimo posto nella classifica nazionale.
Ricordiamo, infatti, che è in corso il programma dedicato ai Luoghi del cuore, invitando tutti a sostenere questo importante documento storico con il proprio voto. Si potrà firmare presso le nostre postazioni di accoglienza il 10 e 11 ottobre e fino al 15 dicembre anche online.
Come sempre il nostro sincero ringraziamento va alle Istituzioni, alle Scuole, ai Privati, che assicurando la collaborazione ci consentono di promuovere il più grande evento di piazza dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Un pensiero speciale agli Apprendisti Ciceroni, protagonisti di una Scuola viva e attiva nel territorio regionale e ai nostri instancabili Volontari, che nella rete straordinaria del FAI Basilicata rendono possibili le aperture di luoghi spesso inaccessibili, presentati attraverso le nostre esclusive narrazioni”.
Rita Orlando, Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019
“La partecipazione della Fondazione Matera Basilicata 2019 alle Giornate FAI d’Autunno consolida l’alleanza territoriale ed esalta le finalità della nostra missione, specialmente nell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Il Mediterraneo è una trama di suoni, storie ed ecologie umane. Per questo celebriamo questo appuntamento a Casa Cava con EN PLEIN AIR, il concerto per il paesaggio curato da Arteria. In questo viaggio sonoro, la natura si fa materia viva: le melodie acustiche si contaminano con l’elettronica, il jazz e l’improvvisazione, facendo risuonare la pietra della cava. Non è solo una rappresentazione del paesaggio, ma una riflessione geografica, umana e interiore che attraversa il Mediterraneo per raccontare la vocazione di Matera come luogo d’incontro, ascolto e dialogo”.
DELEGAZIONE FAI DI MATERA
Capo Delegazione Beatrice Volpe
Per Matera Capitale Mediterranea della cultura e del dialogo, la Delegazione di Matera punta sul maestoso Castello Tramontano, legato alla dominazione aragonese, e sulla chiesa rupestre di Santa Maria de Armenis, dove sono esposti manufatti in cartapesta di carri della Bruna a partire da sessanta anni fa. Altra apertura, ancora nei Sassi , le grotte sotto la Civita che ospitano una prestigiosa struttura alberghiera. La consueta incursione nell’architettura contemporanea riguarda la scuola IIS “G.B. Pentasuglia”, progettata dall’architetto Tommaso Giura Longo giusto 60 anni fa.
A Irsina parte della comunità straniera residente aprirà le proprie case e pure gli atelier, assieme a artisti del posto. Il tema del Mediterraneo attraverso il cibo torna a Montescaglioso, dove sarà aperto un frantoio nell’ottocentesco Borgo Andrisani. Il Gruppo FAI di Ferrandina ha incentrato le altre aperture sulla devozione francescana in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo: a Pomarico c’è la trecentesca Casa del miracolo, a Miglionico il convento costruito sul castello Normanno, a Salandra il chiostro comunale e la chiesa, a Ferrandina ancora la chiesa e il convento di San Francesco (un bene in ottima posizione nel censimento dei Luoghi del Cuore).
DELEGAZIONE FAI DI POTENZA
Capo Delegazione Mara Romaniello
La Delegazione FAI di Potenza, con i Gruppi che ad essa afferiscono – Gruppo FAI Giovani di Potenza, Gruppo FAI del Lagonegrese, Gruppo di Cancellara e dei centri del Potentino e Gruppo del Pollino lucano, propone per le prossime Giornate FAI di Autunno 13 aperture.
Nella città capoluogo verrà data attenzione ancora una volta ad un’istituzione, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, ospitata in un palazzo storico ubicato nei pressi del centro – il Palazzo degli Uffici Governativi – risalente alla metà dell’800. Sarà questa l’occasione per ricostruire la storia dell’edificio e dell’istituzione che ospita consentendo di aggiungere un altro tassello al racconto della città. Ad accogliere il pubblico saranno gli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico “Q. O. Flacco” di Potenza.
Un’apertura suggestiva sarà quella della villa di Santa Maria, curata dal Gruppo FAI Giovani di Potenza. Da orto agrario sperimentale a giardino pubblico, la villa di Santa Maria racconta oltre due secoli di storia della città di Potenza. Nata nel 1823 come luogo di ricerca e innovazione agricola, affascinò anche il poeta e viaggiatore Cesare Malpica. La visita vuole ripercorrere le trasformazioni della villa, tra botanica, storia e memoria: dalle sperimentazioni ottocentesche al Parco della Rimembranza, fino a oggi. Un’occasione per riscoprire uno dei luoghi più familiari ai potentini e conoscerne la storia meno nota. Il racconto sarà affidato agli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Statale “G. Galilei” e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Da Vinci-Nitti” di Potenza.
In attesa di ricostituire il Gruppo dell’Alta Val d’Agri la Delegazione ha accolto le proposte pervenute dal territorio per garantire continuità al lavoro svolto dai volontari e valorizzare siti che per vari motivi sembravano meritevoli di attenzione. In particolar modo a Sant’Arcangelo saranno proposte due aperture che si inscrivono nel filone degli eventi dedicati a San Francesco, a 800 anni dalla sua morte: la chiesa di San Michele, parte del convento dei Padri Francescani Riformati, e il complesso monumentale di Santa Maria di Orsoleo. Un’altra importante testimonianza di fede è rappresentata dal Casale di Marsico Nuovo, un antico complesso immerso in un contesto di grande suggestione in cui storia, fede, letteratura e tradizione popolare si intrecciano, conservando la memoria di oltre otto secoli di vita della comunità. Infine, nel cuore del Parco dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, sarà possibile visitare l’antico Opificio Romano di San Martino d’Agri, un tipico edificio del XVIII–XIX secolo caratterizzato da un doppio sistema di torri per alimentare i macchinari del mulino e della gualchiera, recentemente recuperato con fondi PNRR. Il racconto sarà curato dai volontari dell’Associazione Culturale Vincenzo Marinelli.
Ma le Giornate FAI d’Autunno accenderanno i riflettori anche su alcuni dei luoghi più suggestivi del Lagonegrese, invitando i visitatori a riscoprire tesori d’arte, fede e memoria spesso poco conosciuti. A Rivello aprirà il complesso monumentale di Sant’Antonio, con il chiostro cinquecentesco, gli affreschi del Todisco e la celebre Ultima Cena del 1559. A Lagonegro sarà protagonista la Chiesa di Sant’Anna, raffinata testimonianza dell’arte religiosa seicentesca lucana. A Castelluccio Superiore si potrà ammirare il prezioso paliotto in scagliola della Chiesa Madre di Santa Margherita di Antiochia, mentre a Castelluccio Inferiore la Chiesa di San Nicola di Myra svelerà il coro, la sacrestia e gli splendidi armadi lignei recentemente restaurati. Un viaggio tra capolavori, tradizioni e identità locali, reso ancora più speciale, a Rivello e Lagonegro, dalla presenza degli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti pronti ad accompagnare i visitatori alla scoperta del patrimonio del territorio, nel pieno spirito FAI.
Il Gruppo di Cancellara e dei Centri del Potentino propone altresì due aperture che puntano a riscoprire, in modo diverso, le tradizioni di cui le nostre comunità sono inevitabilmente intrise. In particolar modo a Pietragalla sarà possibile visitare i palmenti e le cantine che un tempo erano destinati ai vari processi di trasformazione dell’uva; a Tito sarà invece aperto al pubblico Palazzo Laurini, che custodisce la storia di una delle famiglie più importanti del paese. Due realtà che consentiranno di approfondire le radici storiche di questi due centri.
Anche a Senise c’è un palazzo che sembra custodire il tempo dietro le sue mura di pietra: il palazzo Guerriero con il suo salone di rappresentanza, la biblioteca, le camere private dove scorreva la vita quotidiana, in un’epoca in cui il potere nobiliare si intrecciava con le sorti del paese. Ma nel corso delle Giornate FAI sarà possibile conoscere la storia anche di altre “chicche” del centro storico di Senise: Palazzo Sole, appartenuto alla famiglia del poeta e patriota Nicola Sole, e i numerosi portali in pietra, lavorati con grande cura decorativa, veri e propri biglietti da visita di chi vi abitava. L’apertura è stata ideata e sarà curata dal Gruppo FAI del Pollino lucano.
DELEGAZIONE FAI DELLA COSTA JONICA
Capo Delegazione Franca Digiorgio
La Delegazione FAI della Costa Jonica con il Gruppo FAI di Pisticci e della Valle dei Calanchi per le Giornate FAI di Autunno 2026 propone aperture che si sviluppano attorno al tema della “Mediterraneità in Basilicata”, in particolare nel Metapontino.
L’idea nasce dall’obiettivo di valorizzare il concetto di accoglienza, ospitalità con la promozione degli esempi di rappresentazione dell’identità culturale, anzi multiculturale, del territorio del Metapontino caratterizzato dal passaggio nella sua storia millenaria di popoli di varia provenienza. Dagli etruri, achei, saraceni, arabi, albanesi, spagnoli e i francesi, che giunti sulla Costa Jonica l’hanno attraversata, colonizzata, dominata, vissuto, lasciando ognuno, segni materiali ed immateriali nel patrimonio artistico-culturale ed architettonico, nelle tradizioni e nei costumi, radicando culture e religioni altrettanto diverse.
L’esempio tangibile della convivenza ed omologazione tra queste culture e testimonianze diverse, tuttora riscontrabili, non può che essere un esempio da condividere e diffondere. Proprio a ciò si ispira il programma per le GFA 2026.
Un tour per il secondo weekend di ottobre, che partendo da Rotondella, farà scoprire itinerari urbani con racconti, aneddoti e storie che intrecciano memoria e identità dei borghi antichi della “Rabatana” di Tursi, del rione “Terravecchia” di Pisticci e dei centri storici di Montalbano Jonico e di Bernalda.
Architetture fortificate e religiose saranno visitabili a Craco dove nell’ex Monastero di San Pietro, si potrà seguire con un percorso immersivo la civiltà contadina. A Pisticci, nella suggestiva cornice dell’Abbazia del Casale di Pisticci, i visitatori parteciperanno alla rievocazione dell’atto di donazione del 1087 da parte dei Maccabeo all’Abate Nicola, con il quale un vasto territorio viene affidato alla comunità benedettina. A Bernalda, durante la passeggiata nel centro storico si potrà visitare la Chiesa Madre dedicata a San Bernardino da Siena, dove si potrà ammirare il pregevole e complesso restauro della statua ritrovata della Madonna delle Grazie; il Castello di Bernalda sarà raccontato seguendo la descrizione riportata nell’Atto di Apprezzo dell’ing. Donato Antonio Cafaro del 1673, alla ricerca delle sue fasi evolutive dalle origini fino ai recenti interventi di restauro. La storia è protagonista anche nella passeggiata naturalistica della Bufalara, un bosco ricco di storia, oggetto di secolari lotte contadine tra le comunità di Bernalda e Montescaglioso.
Un itinerario, che ancora una volta il FAI ci aiuta a promuovere e scoprire, tra chiese, palazzi e castelli, memorie nascoste e ritrovate, dove ogni angolo sembra conservare un racconto e ogni pietra una traccia, tutte insieme una unica identità multiculturale della Costa Jonica Lucana.
DELEGAZIONE FAI DI TRICARICO E DELLA LUCANIA INTERNA
Capo Delegazione Sabrina Lauria
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 nella Delegazione di Tricarico e della Lucania interna individuano itinerari diversificati nei vari borghi spaziando tra natura, storia, arte e architettura.
I piccoli borghi della montagna e collina materana propongono la visita a piccole chiese che custodiscono capolavori di arte come Grottole con la chiesa di San Rocco e il polittico seicentesco di Pietro Antonio Ferro e Pietrapertosa con la cappella di San Cataldo l’antica chiesetta del protettore delle rocce che si affaccia sulla vallata sottostante immersa nell’ impareggiabile paesaggio delle Dolomiti Lucane.
Borghi piccolissimi che trovano spunti per raccontarsi come Cirigliano che propone un percorso lungo le mura medievali e un vecchio lavatoio del 1950.
Itinerari all’insegna della natura ad Albano di Lucania con il Bosco Cuopolicchio ad oltre 1000 metri di altitudine e San Chirico nuovo che propone un’esperienza rilassante ed immersiva con il Bagno di bosco.
San Mauro Forte ci condurrà nel campo dei mandorli e dei melograni per illustrare nuove e antiche colture che diventano occasioni di sviluppo per il territorio.
Una performance “Giulia la Santarcangelese” con le narratrici Rocchina Lepore, Ida Tricarico e Mariarosaria Menta e intermezzi musicali di Rosanna Vitacca al violoncello accompagneranno la visita ad Aliano sulle tracce di Carlo Levi immersi nel paesaggio dei calanchi.
Architettura e storie del passato con la visita a Calciano, Palazzo Annunziata una piccola architettura domestica con le vicende di una famiglia locale che si intreccia con le storie dei briganti. Montemurro antica realtà produttiva con i suoi frantoi e il percorso sull’olio e il museo del lago.
TRICARICO abbraccia il suggerimento per il 2026 dalla Presidenza Regionale, coniuga il tema artistico con la visita alla Chiesa e convento del Carmine e agli affreschi di Pietro Antonio Ferro con il tema della MEDITERRANEITÀ, influenze, contaminazioni e antica sapienza artigiana col racconto dei terrazzamenti coltivati, dei muretti a secco, degli orti saraceni, in un luogo a ridosso dei QUARTIERI ARABI, testimonianza di una consolidata realtà di integrazione e multiculturalità.
Un evento, il sabato pomeriggio, PIATTI E PRODOTTI DAL MEDITERRANEO: CONTAMINAZIONE E INTEGRAZIONE, in collaborazione con la cooperativa “La Mimosa” e la Caritas, racconterà le tradizioni culinarie, le affinità, le curiosità, con degustazioni preparate dagli ospiti stranieri, che attualmente vivono a Tricarico, a base di prodotti che in passato sono arrivati nelle nostre realtà proprio dai paesi del Mediterraneo.
Il FAI ancora una volta come presenza costante, punto di riferimento culturale e occasione di conoscenza ma anche di integrazione.
DELEGAZIONE FAI VULTURE MELFESE ALTO BRADANO
Capo Delegazione Paola D’Antonio
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 celebrano il cuore del Vulture Melfese Alto Bradano, accendendo i riflettori su una terra ricca di contaminazioni e tesori celati. Le motivazioni di questo itinerario risiedono nella volontà di valorizzare il patrimonio artistico e storico lucano, spesso escluso dalle grandi rotte turistiche.
L’apertura della Chiesa e Monastero della SS. Annunziata di Genzano di Lucania risponde al bisogno di riscoprire uno dei più antichi insediamenti francescani.
Questo complesso, votatissimo come “Luogo del Cuore”, unisce la meraviglia di un portale rinascimentale a una vista mozzafiato sulla valle e sul Monte Vulture. La sua riapertura permette di esplorare ambienti e chiostri storici, restituendo alla comunità la memoria dell’antico e nobile stemma dei Sancia.
Spostandosi a Oppido Lucano, le Giornate FAI rivelano il misticismo medievale della spettacolare Chiesa Rupestre di Sant’Antuono. Questo sito è un gioiello di architettura ipogea, composto da diciannove suggestive grotte interamente scavate nel tufo. La motivazione cardine della sua inclusione risiede nella tutela dell’inestimabile ciclo di affreschi trecenteschi dedicati alla vita di Gesù. Questi dipinti rappresentano un rarissimo e prezioso punto di incontro culturale tra l’iconografia occidentale e le antiche tradizioni dell’arte orientale.
Infine, l’apertura del borgo di Ginestra mira a promuovere l’identità unica e le radici storiche delle minoranze etno-linguistiche locali. Ginestra è una comunità Arbëreshë che si erge fiera alle pendici del Vulture, custode di tradizioni secolari e di una grande anima culturale.
L’obiettivo del FAI è far camminare i visitatori tra le trame di un borgo smart e green, dove la pietra incontra la cultura e l’accoglienza.
Riunire questi tre siti significa ricucire la narrazione di un territorio poliedrico, fatto di monachesimo, arte rupestre e borghi accoglienti.
Le Giornate d’Autunno diventano così un forte motore di coesione sociale e di rilancio economico attraverso il turismo sostenibile. È un’occasione irripetibile per trasformare luoghi di nicchia in fari di bellezza e di profonda identità lucana per tutta l’Italia.
CASA NOHA
Responsabile Donatella Acito
In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, Casa Noha resterà chiusa al pubblico per consentire lo svolgimento di lavori di ristrutturazione e manutenzione, in vista della futura riapertura. Stiamo preparando nuovi contenuti e allestimenti che arricchiranno l’esperienza di visita e che saranno aperti al pubblico prossimamente.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre, alle ore 16 con partenza da piazza Duomo, prenotando in anticipo, sarà possibile partecipare al tour guidato “Sassi e il Cinema”, un percorso alla scoperta del patrimonio UNESCO di Matera e del particolare legame tra la città e il cinema.
Il paesaggio dei Sassi con le sue abitazioni scavate nella roccia e il rapporto diretto con il torrente Gravina, ha attirato nel tempo registi e sceneggiatori italiani e internazionali. La particolare conformazione di Matera e il suo aspetto, in molti luoghi rimasto invariato, hanno fatto della città un sito cinematografico particolarmente adatto a raccontare epoche e ambientazioni diverse.
A partire dagli anni Cinquanta, Matera è stata scelta sempre più spesso come set per produzioni cinematografiche italiane e internazionali. I Sassi e il paesaggio murgico sono diventati lo sfondo di numerosi film, contribuendo a costruire nel tempo uno stretto legame tra la città e il cinema.
Il percorso, tra i Sassi, permetterà di conoscere alcune delle principali location che hanno fatto da sfondo a film come La Lupa, Il Vangelo secondo Matteo, Ben-Hur, The Passion of the Christ e L’uomo delle stelle, fino alle più recenti produzioni internazionali, tra cui l’ultimo capitolo della saga di James Bond, No Time to die.
Un itinerario per conoscere i Sassi anche attraverso il cinema e scoprire come gli stessi luoghi siano stati interpretati e raccontati da registi diversi nel corso degli anni.
Informazioni e prenotazione su https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/casa-noha-72474/
La fotogallery della conferenza stampa (foto www.SassiLive.it)



