Sabato 20 dicembre 2025 alle ore 19 al cineteatro don Bosco a Potenza è in programma lo spettacolo “Diario di un trapezista” di Sifrido Ranucci. Di seguito i particolari. Summa (Spi Cgil Basilicata): “Emblema della battaglia per la libertà di informazione in Italia, tema cruciale e pilastro della democrazia”
“La libertà di informazione è un tema oggi più che mai cruciale e pilastro per la tenuta democratica del Paese. Siamo quindi orgogliosi di ospitare come Spi Cgil Basilicata sabato 20 dicembre il giornalista Sigfrido Ranucci, l’emblema della battaglia per la libertà di informazione in Italia”. Così il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, nell’annunciare lo spettacolo “Diario di un trapezista” di e con Sigfrido Ranucci sabato 20 dicembre alle 19 al cineteatro don Bosco di Potenza, già sold out. Il racconto della parte più intima e segreta del giornalista di inchiesta, parallela a quello che siamo abituati a vedere in onda: il giornalista che per realizzare le inchieste ha dovuto fare delle scelte, anche in pochi secondi, che hanno condizionato per sempre la sua vita.
“Ranucci, a cui già come Spi Cgil Basilicata abbiamo consegnato il premio speciale EuroMed, e già a Potenza per presentare il libro “La scelta”, dal 2017 è il conduttore di Report, programma arrivato alla sua 28esima stagione, nato nel 1994. La durata – afferma Summa – è già un segno inconfondibile della qualità del lavoro di questa squadra, anche se ogni anno sappiamo che tornare in onda sulla Rai non è semplice. Sigfrido ormai è l’emblema della battaglia per la libertà di informazione. Tema oggi più che mai cruciale, un pilastro per la tenuta democratica del Paese. Abbiamo un governo che querela sistematicamente i giornalisti che si occupano di notizie scomode. Abbiamo una presidente del Consiglio che evita come la peste le conferenze stampa e le domande, se non quelle dei giornalisti amici. Abbiamo editori amici del governo che tendono a emarginare i cronisti che invece vogliono restare amici della verità. Guardiamo con molta preoccupazione a quanto sta succedendo nel mondo dell’informazione: la vendita del Gruppo Gedi che comprende testate fondamentali come la Stampa, Repubblica, Limes da parte di Ellkan ad un imprenditore greco, apre interrogativi sul futuro della stampa libera nel nostro paese. Solo affermare pubblicamente che c’è un’emergenza informazione in questo paese fa saltare i nervi alla destra di Governo, che non tollera nessun controllo, dalla Corte dei Conti appunto alla stampa”. Ma per Summa c’è dell’altro. “Il dissenso nei confronti della destra di governo è sempre meno tollerato e questo non riguarda solo la libera stampa, come dimostra il decreto sicurezza che limita la libertà di manifestare – continua il dirigente sindacale – Sono molti i provvedimenti per condizionare il lavoro dei giornalisti: c’è la stretta sulla pubblicazione delle ordinanze, quella sulle intercettazioni, le intercettazioni ai giornalisti. E poi c’è il capitolo Rai. Basta accendere la tv pubblica per vedere TeleMeloni; scorrono le immagini del modello culturale neoreazionario che la destra di governo vorrebbe imporre.
La Commissione di vigilanza è ormai da anni bloccata perché la maggioranza non accetta di condividere le scelte con l’opposizione, cosa che dovrebbe essere normale in un organismo di garanzia.
Da anni chiediamo una riforma delle fonti di nomina della governance del servizio pubblico e non dimentichiamo che l’attuale legge è sbagliata e cieca, perché appunto in mano alla destra riduce facilmente la Rai a uno strumento di propaganda. Resistono poche aree di professionalità libere, come quella appunto di Sigfrido Ranucci. La forza di Report è nella semplicità della scelta: offrire ai cittadini la narrazione dei fatti, attraverso un rigoroso lavoro di ricerca.
Sigfrido, con la sua redazione ogni giorno vaglia informazioni, ascolta voci, decide come raccontare notizie che qualcuno vorrebbe rimanessero sotto silenzio. Questo è il punto: fra gli attacchi alla Costituzione e al suo garante, il presidente della Repubblica Mattarella, c’è l’attacco all’art.21, quello che tutela la libertà di informazione e la sua autonomia. L’informazione, come la magistratura, sono poteri che hanno una fondamentale funzione di controllo rispetto agli altri poteri dello Stato e, come tali, vanno tutelati e riconosciuti.
Non è un caso che con il referendum costituzionale questa destra voglia impartire una “lezione esemplare” anche ai magistrati. Puntano a restringere gli spazi di libertà, puntano alla democratura, all’ autoritarismo delle destre di tutte le latitudini, da Trump a Putin, a cancellare i contropoteri: e la magistratura e l’informazione sono i primi della lista. Serve allora vigilanza democratica – conclude Summa ,- una mobilitazione permanente, una lotta per far crescere ogni giorno di più la consapevolezza che la tenuta della democrazia dipende da noi”.

