Giovedì 3 settembre 2026 alle ore 16:30 nel Centro DesTEENazione in Via Torraca 113 a Potenza è in programma la presentazione della 18^ edizione del Città delle 100 Scale Festival che si terrà a Potenza e Matera dal 7 settembre al 15 dicembre 2026. Di seguito i particolari
Dal 7 settembre al 15 dicembre 2026 torna il Città delle 100 Scale Festival, giunto alla sua diciottesima edizione. Con il titolo “In-deroga”, la manifestazione riconferma la sua spiccata vocazione multidisciplinare e la capacità di connettere i linguaggi della creazione contemporanea con le trasformazioni dei paesaggi urbani e umani tra Potenza e Matera.
“In un mondo che sembra precipitare nel caos, il titolo scelto per l’edizione 2026, In-deroga – hanno affermato Giuseppe Biscaglia e Francesco Scaringi, direttori del festival – esprime la volontà di scompaginare le griglie ordinarie della percezione e dei luoghi, costruendo uno spazio critico in cui la creazione artistica dialoga con il pensiero teorico e la trasformazione dei paesaggi antropici per aprire soglie di possibilità per il futuro.
Il festival propone un palinsesto di alto profilo nazionale e internazionale in cui la danza e il teatro contemporaneo dialogano con il pensiero critico.
La sezione coreografica vede protagoniste figure di rilievo come Maguy Marin (con Singspiele, interpretato da David Mambouch), Virgilio Sieni (con l’omaggio a Pasolini Ma a che serve la luce?), Alessandro Sciarroni (Op. 22 No. 2 con Marta Ciappina), Dorothée Munyaneza, François Chaignaud con Aymeric Hainaux, Marco D’Agostin (Asteroide, Premio Ubu 2025), Ginevra Panzetti / Enrico Ticconi, Daniele Ninarello, Luna Cenere e Giovanfrancesco Giannini.
Sul fronte teatrale e performativo, il programma intreccia maestri e nuove drammaturgie: da Romeo Castellucci / Societas (Credere alle Maschere) a Motus (Frankenstein), da Emma Dante (L’angelo del focolare) ad Antonio Latella (Bùbaro dei Bùbari), fino alle opere di Licia Lanera (Altri libertini, Premio Ubu 2025), Fabiana Iacozzilli (La classe), Dewey Dell, Marco Baliani, Antonio Viganò / Teatro La Ribalta, Ateliersi, Muta Imago e Frosini / Timpano. Chiude il festival Dino Lopardo con “Rigetto”.
A coronamento dello spettacolo dal vivo, un ruolo centrale è affidato ai workshop e alle pratiche laboratoriali. Spicca il laboratorio d’architettura “PAESAGGI IN-DEROGA. Oltre il progetto” (22–26 settembre), curato da Annalisa Metta, Luca Catalano, Alberto Petrone e Gerardo Sassano e diretto da Peppe Biscaglia e Francesco Scaringi. Attraverso un’esplorazione tra il Vallone Santa Lucia e il Palazzo ex Enel, il workshop interpreta la “deroga” come la condizione ordinaria del paesaggio contemporaneo, in cui spazio, tempo e trasformazione si intrecciano. Superando le rigide categorie urbanistiche, l’obiettivo non è redigere un piano di riqualificazione, ma mappare e riconoscere i processi biologici, climatici e sociali già in atto nel territorio.
L’offerta laboratoriale si completa con le pratiche trans-corporee per adolescenti di Piersandra Di Matteo, i percorsi di mnemotecnica e respirazione sonora di Alessandro Bosetti, e la sperimentazione sulle tecnologie digitali Comunità Seriali 3 con le scuole.
Il programma teorico e culturale si arricchisce degli incontri filosofici firmati da Roberto Esposito, Francesco Bellusci, Enrica Lisciani Petrini (affiancata dal concerto pianistico di Gabriele Joima) e Giacomo Fronzi, delle performance di Diana Lola Posani e Kinkaleri, e delle proposte musicali di Silent Carnival, Toni Cutrone (Mai Mai Mai) e dell’Orchestra Maldestra.
Per favorire un’ampia e trasversale partecipazione, la biglietteria prevede numerose agevolazioni e formule di abbonamento pensate per associazioni, studenti, famiglie e persone anziane. Attraverso soluzioni modulari e carnet dedicati, ciascun spettatore potrà così tracciarsi un personalissimo percorso di visione all’interno del ricco cartellone.
A fare da cassa di risonanza a questa pluralità di linguaggi è una geografia diffusa dei luoghi: a Potenza la programmazione attraversa il Teatro Francesco Stabile, la Galleria Civica Gerardo Cosenza, Il Piccolo Teatro | Cesam, il Teatro Don Bosco, le palestre della città, il Vallone S. Lucia e la rete degli spazi pubblici, trovando nel Palazzo ex Enel il suo hub polifunzionale per incontri, arte, laboratori e musica, mentre a Matera il festival abita lo scenario suggestivo del Parco delle Chiese Rupestri.

