Elena Righele con il corto teatrale “76947 C’è un punto della terra” di Giuliana Tedeschi vince a Matera il concorso nazionale Ritagliatti 2017: report e fotogallery

1 Aprile, 2017 22:14 |
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Con una struggente  interpretazione scenica senza un testo scritto del corto teatrale “76947 C’è un punto della terra” di Giuliana Tedeschi per Schio Teatro Ottanta l’attrice amatoriale Elena Righele ha vinto la settima edizione del concorso nazionale di corti teatrali “Ritagliatti” che si è svolta in serata a Matera presso l’Auditorium della parrocchia “Maria Madre della Chiesa”. Il secondo posto è stato assegnato alla compagnia teatrale materana “Centro di Cultura Teatrale Skené” con “Granita di Limone” di Aldo Nicola, per la regia di Lello Chiacchio. Terzo premio per la compagnia “TeatrOltre” di Sciacca con il monologo “Il palazzone industriale di spalle al mare” del regista e attore Marco Mittica”.  Le tre compagnie teatrali che sono salite sul podio virtuale sono state selezionate da una giuria tecnica composta da Nicola Rizzi, Angelo Roberti, Rossella Rubino, Giancarlo Guercio, Giovanni Zurzolo, Maria Adele Popolo.

La giuria dei giornalisti, composta da Giuseppe Balena, Michele Capolupo, Felice Griesi, Franco Martina e Sissi Ruggi ha premiato come miglior attrice caratteristica a marchigiana Alessalndra Lazzarini, nei panni di una divertente donna delle pulizie nello corto La Sibilla della Compagnia dei Donattori di Ascoli Piceno mentre il premio come miglior attore caratterista è stato assegnato al calabrese Marco Mittica per l’ottima intepretazione del suo monologo, per la scelta del testo e per la scenografia realizzata con cinque cassette di bibite.

Alla serata, condotta dalla giornalista Antonella Ciervo, hanno partecipato anche Nicola Grande, consigliere Uilt con delega all’organizzazione di Ritagliatti, il presidente regionale della Uilt Gianluigi Pagliaro e il direttore del Centro Studi Leonardo Chiorazzi.

L’evento si è concluso con la rappresentazione fuori concorso del corto “L’Ulivo canta per me” di Maria Adele Popolo, adattamento teatrale di Davide Di Prima e Francesco Evangelista. Una lettura drammaturgica di Francesco Evangelista, per la regia di Davide Di Prima e Adriano Nubile.

Di seguito le sinossi dei corti teatrali presentati sul palco dell’Auditorium della parrocchia Maria Madre della Chiesa, gli attori sul palco delle rispettive compagnie tetrali e il Il mesaggio di Isabelle Huppert per la Giornata Mondiale del Teatro 2017  

Sinossi
1) La notte porta consiglio di Fonte Nuova Roma presenta Loro l’Italia (noi briganti) di Francesco Ziccardi e Lisa Bueti
Chi era davvero Garibaldi? Come ha fatto un esercito di poco più di 1.000 uomini a sconfiggere a Palermo il potente esercito borbonico che contava più di 15.000 soldati? E perché il popolo del sud si è ribellato al processo di unificazione? Questi sono solo alcuni dei troppi interrogativi che pesano come un macigno sulla storia del nostro Paese, di cui i libri di storia forniscono una versione sempre molto limitata e fin troppo di parte. Con “Loro l’Italia (noi briganti)”, corto semifinalista nel 2015 del Festival “Teatri Riflessi”, la compagnia La notte porta consiglio attraverso una scacchiera racconta una “partita” che è stata già vinta, prima ancora di essere giocata.In scena Francesco Ziccardi, Lisa Bueti, Davide Muntoni

2) La compagnia teatrale dei Donattoni di Ascoli Piceno presenta La Sibilla di Alessandra Lazzarini.
La Sibilla, personaggio realmente esistito e presente nella mitologia greca e romana è una profetessa innamorata del cavaliere errante il Guerrin Meschino in cerca delle sue origini, incontra due improbabili donne di pulizia del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno che accompagnano un professore che si reca a Matera a fare una conferenza sui Miti e leggende dell’Appenino, evocando proprio l’apparizione della profetessa. Dall’incontro scaturiscono una serie di gags che divertono molto con una comicità leggera basata sulle parole e su qualche classico luogo comune. In scena: Lazzarini Alessandra, Marica Cataldi,Soletti Vanessa.

3)Schio Teatro 80  presenta: 76847 C’è un punto sulla terra di Giuliana Tedeschi
È la storia di una professoressa che nel mentre inizia la sua lezione, il suo dire viene interrotto da una raffica di mitra. I soldati tedeschi sono venuti a prelevarla. Unica colpa è essere “ebrea”. Insieme ad altri prigionieri viene condotta ad Auschwitz in Polonia ed assegnata al Commando delle scarpe con il compito di assemblare tutte le scarpe di coloro che sono stati uccisi nelle camere a gas, togliendo i lacci e le suole in cuoio. Tra le scarpe ci sono anche un paio di scarpette da bimbo che la commuovono e le ricordano le figlie lontane. Un giorno nel mentre sta riordinando le scarpe arriva l’annuncio della liberazione. Sfinita cade a terra con le scarpe di un bimbo: Saranno proprio quelle scarpe che le daranno la forza di rimettersi in cammino verso un futuro migliore. In scena: Elena Righele.

4) La Compagnia teatrale TeatOltre di Sciacca presenta Il Palazzone industriale di spalle al muro di Marco Mittica di Canolo Reggio Calabria
Il palazzone industriale di spalle al muro è il progresso materiale a svantaggio di quella morale. La scalata del palazzone con la promessa della vista del mare è l’inganno che mio padre ha perpetrato nei confronti miei e di mia madre illudendoci che si potesse costruire una famiglia solo dal lato economico. Sarà la malattia di mia madre a svelare la fragilità della famiglia. Mi ritroverò senza madre e senza padre, e sulle macerie della famiglia d’origine costruirò la mia nuova famiglia di fronte al mare. In scena Marco Mittica.

5) Compagnia Teatrale “Tutto esaurito” di Matera presenta Le Mogli  di Francesco Sciannarella. Denise è morta, ma non del tutto! Dopo essersi suicidata per la delusione d’amore ricevuta da suo marito Valerio, è tornata a dargli il tormento sotto forma di spirito che solo lui vede. Nella vita di Valerio, però, non è l’eterea presenza della sua prima moglie l’unico problema, ma anche la profonda crisi con Roberta, la sua seconda moglie che gli spiattella in faccia quanto è affranta, delusa e avvilita. Perderà anche la sua seconda moglie. Se le troverà entrambe sotto forma di spirito come suoi angeli custodi. In scena: Daniela Allegretti, Pino Rondinone. Giovanna Lauria.

6 Il Centro di Cultura Teatrale Skené di Matera presenta Granita di Limone  di Aldo Nicolai.
“Granita di limone” ci fa riflettere come il turbinio del quotidiano fa dimenticare affetti e valori; sulla comunicazione difficile tra le generazioni; sulla insoddisfazione giovanile di non poter sognare un futuro sereno; su un amore che è solo eros e non philia; su un linguaggio, talvolta, dai toni “grassi”, che vuole essere un antilinguaggio di protesta dei giovani nei confronti delle istituzioni tanto è vero che Lella dice: il nostro motto è proibito proibire. Una commedia che tratta temi moderni e di stretta attualità. In scena Milena Vizziello, Rosanna Colucci, Emanuele Paolicelli, Marianna Dimona, Mary Pirato.

7)La compagnia Teatrale Lost Orpheus Multimedia di Potenza presenta Un teatro della mente  di Antonio De Lisa.
Il testo è rappresentato da due attori che impersonano uno stesso personaggio. Il “Primo Io”è l’entusiasta, apprezza le novità. Gode delle sorprese; il “Secondo Io” è l’osservatore, l’indagatore, il freddo analista dei sentimenti del primo. In questo teatro della mente i due giocano la loro finzione. In scena Antonio De Lisa e Noemi Franco

Fuori concorso
8) L’Ulivo canta per me di Maria Adele Popolo
adattamento teatrale di Davide Di Prima e Francesco Evangelista
Lettura drammaturgica di Francesco Evangelista
regia di Davide Di Prima e Adriano Nubile
Peppino Lo Bianco, scende spesso con lo sguardo dalla sua timpa fino a valle e  giù  fino al mare che appare nitido e azzurro, a volte oscuro e minaccioso, a  volte si  mescola e si confonde con le nuvole.
Ma prima di lui altri incontri fa il suo sguardo. I prati germogliati di oro e gli  alberi  colorati di arancio e rosa, e le vigne dipinte di viola. Non può trattenere  l’emozione e  tutto diventa tremolante e i colori si confondono e macchiano le  sue lacrime che  cadono giù come piccole gocce d’arcobaleno….”….
Cosa sei tu oh maestoso albero? In ginocchio a te vengo, mi prostro alla tua magnificenza poiché sei maestro di vita e di conoscenza. Hai vissuto nei secoli dei secoli, hai sofferto e combattuto e alla tua vista uomini e donne e santi sono passati. Hai dato a noi miseri uomini la speranza di una nuova terra, il coraggio di lottare per la pace e la vita, lo spirito del sacrificio e di accettazione del dolore e delle sofferenze. Tu sei tutto questo, ti guardo e vedo l’eternità tra le rughe della tua scura corteccia, e vedo la mia misera vita che non è altro che una scheggia della tua. E così il frutto del tuo seme, liquido d’oro verde che tanto sacro è all’uomo fin dai tempi dei tempi. Ci nutre, ci consola e ci depura nei riti sacri e profani. Temuto e venerato, l’uomo ricorre all’ olio sacro durante la sua vita per purificarsi anima e corpo e con lui si accompagna per la dipartita dal mondo terreno.

Il mesaggio di Isabelle Huppert per la Giornata Mondiale del Teatro 2017

Eccoci dunque di nuovo, è da 55 anni che ogni primavera si svolge la Giornata
Mondiale del Teatro. Una giornata, cioè 24 ore che cominciano con il Teatro
NO e Bunraku, passano per l’Opera di Pechino e il Kathakali, si soffermano tra
la Grecia e la Scandinavia, vanno da Eschilo ad Ibsen, da Sofocle a Strindberg,
poi passano tra l’Inghilterra e l’Italia, da Sarah Kane a Pirandello, e attraversano
anche la Francia, tra gli altri, dove siamo noi e dove Parigi è ancora la città che
accoglie il maggior numero di compagnie teatrali straniere in tutto il mondo.
Poi le nostre 24 ore ci portano dalla Francia alla Russia, da Racine e Molière a
Cechov, e poi attraversano l’Atlantico per finire in un campus della California,
dove forse dei giovani reinventano il teatro. Perché il teatro risorge sempre
dalle proprie ceneri. Non c’è convenzione che non si debba instancabilmente
abolire. E’ così che il teatro resta vivo. Il teatro ha una vita rigogliosa che sfida
lo spazio e il tempo, le opere teatrali più contemporanee si nutrono dei secoli
passati, i repertori più classici diventano moderni ogni volta che li si mette in
scena di nuovo.
Una Giornata Mondiale del Teatro non è ovviamente una giornata nel senso
banale della nostra vita quotidiana. Essa fa rivivere un immenso spazio-tempo
e per evocare lo spazio-tempo vorrei citare un drammaturgo francese, tanto
geniale quanto discreto, Jean Tardieu. Lo cito: “Per lo spazio, si chiede qual è il
percorso più lungo da un punto ad un altro … Per il tempo si suggerisce di
misurare in decimi di secondo il tempo necessario a pronunciare la parola
‘eternità’ ”. Per lo spazio-tempo inoltre dice: “Fissate nella vostra mente prima
di dormire due punti qualsiasi nello spazio e calcolate il tempo impiegato in
sogno per andare da un punto all’altro”. E’ la parola ‘in sogno’ che mi resta.
Sembrerebbe che Jean Tardieu e Bob Wilson si siano incontrati. Possiamo
anche riassumere la nostra giornata mondiale del teatro ricordando ciò che
Samuel Beckett fa dire a Winnie nel suo stile rapido : “Oh, anche questo sarà
un altro giorno felice”.
Pensando a questo messaggio, che ho l’onore di scrivere, mi sono ricordata di
tutti questi sogni di tutte queste scene. Quindi non sarò sola in questa stanza
UNESCO, tutti i personaggi che ho interpretato sul palco mi accompagnano, dei
ruoli che si ha l’impressione di lasciare quando si finisce, ma che portano in voi
una vita sotterranea, pronta ad aiutare o a distruggere i ruoli che seguiranno:
Fedra, Araminta, Orlando, Hedda Gabbler, Medea, Merteuil, Blanche DuBois
….mi accompagnano anche tutti i personaggi che ho amato e applaudito come
spettatrice. E lì io appartengo al mondo intero. Sono greca, africana, siriana,
veneziana, russa, brasiliana, persiana, romana, giapponese, marsigliese,
newyorkese, filippina, argentina, norvegese, coreana, tedesca, austriaca,
inglese, proprio di tutto il mondo. La vera globalizzazione è qui.
Nel 1964, in occasione di questa giornata del teatro, Laurence Olivier
annunciava che, dopo più di un secolo di lotte, era stato finalmente creato in
Inghilterra un teatro nazionale, che egli aveva subito voluto che fosse un teatro
internazionale, quantomeno nel suo repertorio. Sapeva che Shakespeare
apparteneva a tutti nel mondo.
Mi ha fatto piacere sapere che il primo messaggio di queste Giornate Mondiali
del Teatro nel 1962 è stato affidato a Jean Cocteau, designato – non è vero?-
in quanto autore di “un giro del mondo in 80 giorni “. Io ho fatto il giro del
mondo in modo diverso, l’ho fatto in 80 spettacoli o in 80 film. Includo i film
perché non faccio differenza tra recitare a teatro e recitare al cinema, cosa che
sorprende ogni volta che la dico, ma è vero, è così. Nessuna differenza.
Parlando qui io non sono me stessa, non sono un’attrice, sono solo una delle
tante persone grazie alle quali il teatro continua ad esistere. È un po’ il nostro
dovere. E il nostro bisogno. Come dire: noi non facciamo esistere il teatro, ma
è piuttosto grazie a lui che esistiamo. Il teatro è molto forte, resiste, sopravvive
a tutto, alle guerre, alle censure, alla mancanza di denaro. Basta dire “la
scenografia è una scena nuda di un’epoca indefinita” e far entrare un attore. O
un’attrice. Che cosa farà? Che cosa dirà? Parleranno? Il pubblico aspetta, lo
saprà, il pubblico senza il quale non c’è teatro, non lo dobbiamo mai
dimenticare. Una persona nel pubblico è un pubblico. Anche quando non ci
sono troppe sedie vuote! Tranne per Ionesco … Alla fine la Vecchia dice: “Sì, sì
moriamo in gloria … Moriamo per entrare nella leggenda … Almeno avremo la
nostra strada …”
La Giornata Mondiale del Teatro esiste da 55 anni. In 55 anni sono l’ottava
donna a cui viene chiesto di scrivere il messaggio, anche se non so se la parola
“messaggio” sia appropriata. I miei predecessori ( il maschile è d’obbligo!)
parlano di teatro d’immaginazione, di libertà, di origine, hanno evocato il
multiculturalismo, la bellezza, le domande senza risposte… Nel 2013, solo
quattro anni fa, Dario Fo diceva: “La sola soluzione alla crisi è sperare che
contro di noi e soprattutto contro i giovani che vogliono apprendere l’arte del
teatro si organizzi una forte caccia alle streghe: una nuova diaspora di
commedianti che senz’altro, da quella imposizione, sortirà vantaggi
inimmaginabili per una nuova rappresentazione”. Ivantaggi inimmaginabili è
una bella formula degna di figurare in un programma politico, no? Poiché sono
a Parigi poco tempo prima di un’elezione presidenziale, suggerisco a coloro che
sembrano aver voglia di governarci di fare attenzione ai vantaggi
inimmaginabili apportati dal teatro. Ma nessuna caccia alle streghe!
Il teatro per me è l’altro, il dialogo, l’assenza di odio. L’amicizia tra i popoli, non
so bene che cosa significhi, ma credo nella comunità, nell’amicizia tra gli
spettatori e gli attori, nell’unione di tutti quelli che il teatro riunisce, quelli che
scrivono, che traducono, quelli che lo illuminano, lo vestono, lo decorano,
quelli che lo interpretano, quelli che lo fanno, quelli che ci vanno. Il teatro ci
protegge, ci dà rifugio… Sono convinta che ci ama… tanto quanto noi
l’amiamo…Mi ricordo di un vecchio direttore di scena all’antica, che prima di
sollevare il sipario, dietro le quinte, diceva ogni sera con voce ferma: “Spazio al
teatro!”. Questa sarà la parola finale. Grazie.
Nota: Traduzione dal testo originale francese di Roberta Quarta del Centro
Italiano dell’International Theatre Institute.

La Giornata Mondiale del Teatro è un’iniziativa promossa dal 1962
dell’International Theatre Institute Worldwide.

Compagnia dei Donattori
Ascoli Piceno
FITA    La Sibilla
di Alessandra Lazzarini
Lazzarini Alessandra
Marica Cataldi
Soletti Vanessa

Schio Teatro Ottanta
Schio VI
C’è un punto della terra
di Giuliana Tedeschi
Elena Righele

Teatro Oltre
Sciacca (AG)
Il palazzone industriale di spalle al mare
di Marco Mittica – Canolo RC
Marco Mittica

Tutto esaurito
Matera
Le mogli
di Francesco Sciannarella
Daniela Allegretti
Pino Rondinone
Giovanna Lauria

Centro di Cultura Teatrale Skené
Matera
Granita di limone
di
Aldo Nicolai
Marianna Dimona
Emanuele Paolicelli
Mary Pirato
Rosanna Colucci
Milena Vizziello

Lost Orpheus Teatro
Potenza
Un teatro della mente
di Antonio De Lisa
Antonio De Lisa
Noemi Franco

Fuori concorso
Senza Teatro – Ferrandina
L’Ulivo canta per me di Maria Adele Popolo
adattamento teatrale di Davide Di Prima e Francesco Evangelista
Lettura drammaturgica di F. Evangelista
regia di Davide Di Prima e Adriano Nubile

La fotogallery del settimo concorso “Ritagliatti” (foto www.SassiLive.it)

 

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