Questa sera nella sede della complesso Le Monacelle a Matera è stato proposto al pubblico lo spettacolo “Napoli Emigrata” del Duo Chaminade” con Antonella De Vinco, pianoforte, e Caterina D’Amore, flauto per la rassegna VivaVerdì Multikukti di Arterìa.
Cosa accomuna la canzone napoletana al tango argentino e al jazz? Come hanno influenzato anche altre espressioni artistiche? Partendo dalle loro origini popolari, tra malinconia ed emozioni, hanno lasciato testimonianze musicali entrate nel patrimonio culturale internazionale oltre l’arte dei suoni. E su questo filo conduttore che il concerto della rassegna VivaVerdi Multikulti ha offerto una sorta di antologia di esempi significativi con la esecuzione di celebri melodie da parte del “Duo Chaminade”, con Antonella De Vinco al pianoforte e Caterina D’Amore al flauto.
Duo Chaminade è un progetto artistico che il cartellone ideato e organizzato dall’Associazione Arterìa ha presentato in collaborazione con l’Accademia Internazionale Musicale “Arturo Toscanini” di Atripalda (Avellino).
Il Duo Chaminade delle musiciste Caterina D’Amore e Antonella De Vinco, con apprezzamenti di pubblico e di critica, si è esibito nel Festival di Bellagio e del Lago di Como in Bellagio; per le attività culturali promosse dal centro di ricerca scientifica Biogem in Ariano Irpino; nella rassegna internazionale di concerti, concorsi ed eventi di Noci (Bari), per la Fondazione F. maestro Napolitano di Napoli, per il Festival Autunno Musicale di Cosenza. Nelle Rassegna Slow Flute Festival di Parma, rassegne internazionali a Matera, Potenza, Capri e Anacapri, Spoleto e Terni. Per il Teatro Petruzzelli di Bari, l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia e di Cracovia, il Consolato di Breslavia, per il Festival Internazionale di Tarnov e di Francoforte, l’ambasciata Italiana a Sofia e l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia.
I brani in programma: “Tanti anni prima” (Astor Piazzolla); “Summertime”, “The man I love”, “Fascinating rhythm”, “I got rhythm” (George Gershwin ); “C’era una volta in America” – medley (Ennio Moriccone); “Por una cabeza” (Carlos Gardel); “Oblivion”, “Libertango” (Astor Piazzolla); “Canzone antica napoletana” (Salvatore Pappalardo); “Souvenir de Naples” (Emanuele Krakamp); “Era de Maggio” (Costa – Di Giacomo);” I te vurria vasà” (Eduardo Di Capua); “La Danza” (Gioacchino Rossini).
Note di sala sulle due composizioni in programma a cura del chitarrista e musicologo Ettore Scandolera: “Questo programma è un viaggio musicale che attraversa oceani e culture, seguendo i destini intrecciati della canzone napoletana, del tango sudamericano e del jazz americano. Tutti questi mondi, in fondo, parlano la stessa lingua: quella dell’emozione, della malinconia e della vitalità popolare che si fa arte. Astor Piazzolla apre il percorso con Tanti anni prima, pagina sospesa e intima, che introduce il colore nostalgico del tango nuevo. L’eco della malinconia argentina dialoga idealmente con le melodie americane di George Gershwin: da Summertime, ninna nanna intrisa di blues, fino al brio trascinante di I Got Rhythm e Fascinating Rhythm, veri ritratti della vitalità di Broadway. In The Man I Love, invece, emerge la dolcezza sognante di una melodia che è diventata simbolo universale di attesa amorosa.
Il Novecento cinematografico trova voce nelle pagine di Ennio Morricone: il medley da C’era una volta in America restituisce tutta la potenza evocativa della musica da film, sospesa tra ricordo e mito. E dal grande schermo ritorna anche Por una cabeza di Carlos Gardel, tango appassionato che ha attraversato generazioni e continenti. Piazzolla ritorna poi con due dei suoi capolavori più noti: Oblivion, struggente canto di oblio e desiderio, e Libertango, manifesto di libertà artistica e stilistica.
Dall’America il percorso approda di nuovo a Napoli, cuore pulsante di una tradizione che ha nutrito musicisti di ogni epoca. Salvatore Pappalardo con la sua Canzone antica napoletana e il flautista Emanuele Krakamp con il suo Souvenir de Naples evocano l’Ottocento partenopeo, elegante e lirico. Seguono alcuni tra i vertici della canzone classica napoletana: Era de maggio di Costa e Di Giacomo, poesia d’amore che si rinnova a ogni stagione; I’ te vurria vasà di Eduardo Di Capua, intima e struggente serenata; fino a Rossini con La danza, tarantella travolgente che suggella il legame tra Napoli popolare e Napoli colta.
Il concerto intreccia così melodie e ritmi nati sulle due sponde dell’Atlantico. Come i viaggi degli emigranti, anche queste musiche portano con sé radici e nuove contaminazioni, restituendoci l’immagine di una Napoli che emigra e ritorna, sempre capace di trasformare la nostalgia in canto».
La fotogallery del concerto (foto www.SassiLive.it)






