Questa sera nella Chiesa di San Giuseppe, all’interno del complesso Le Monacelle a Matera, è stato proposto al pubbilco concerto di musica antica “Il sublime dialogo” per la 30^ edizione della rassegna VivaVerdi Multikulti. Un concerto che ha riportato gli spettatori indietro di un secolo, nelle stanze romane di Palazzo Barberini, dove un clavicembalo e una tiorba misero a punto la grammatica stessa del dialogo fra strumenti, un’eredità che attraverserà i decenni fino a Bach. Due capitoli distinti, dunque, ma entrambi pensati come tappe di quella stessa conversazione fra epoche e culture che dà il nome all’intera edizione 2026 della rassegna.
Il concerto ha messo a confronto due strumenti che incarnano l’essenza del basso continuo barocco, il clavicembalo e la tiorba, ricostruendo un capitolo fondativo della musica strumentale romana del primo Seicento, scritto sotto il mecenatismo di papa Urbano VIII e della sua famiglia, i Barberini.
«La rivoluzione artistica del Barocco nasce a Roma negli anni venti del Seicento, su impulso di Papa Urbano VIII raffinato cultore delle arti e della sua stessa famiglia: i Barberini. Mecenati delle arti, i Barberini commissionavano opere ad artisti di primo piano come Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona. Nelle stesse stanze di Palazzo Barberini, il clavicembalo del ferrarese Girolamo Frescobaldi dialogava con il liuto di Giovanni Girolamo Kapsberger, detto “il tedesco della tiorba”. La loro grande arte eccelleva nell’espressione dei vari affetti, dilettando gli animi con una varietà di stili, tempi, ritmi, consonanze e dissonanze tra Toccate, Partite ed elaborazioni di temi tratti dalla musica popolare. Cento anni dopo in Germania, Johann Sebastian Bach raccoglie l’arte di Frescobaldi e di Kapsberger, componendo opere nuove per clavicembalo e liuto ma legate all’antica e raffinata arte del contrappunto».
Sul palco Francesco Cera al clavicembalo e Francesco Romano al tiorba e all’arciliuto, con Maria Antonietta Cancellaro nel ruolo di relatrice.
Il programma si è aperto con la Toccata prima dal quarto libro di Giovanni Girolamo Kapsberger, musicista di origine tedesca noto a Roma come “il tedesco della tiorba”, e prosegue con la Toccata decima dal secondo libro di Girolamo Frescobaldi. I due autori si sono intrecciati nelle Partite sopra Ruggiero, elaborazione condivisa su uno dei bassi ostinati più diffusi del primo Seicento, prima che il programma torni a Kapsberger con la Canzone prima e a Frescobaldi con il Capriccio sopra la Bassa Fiamenga.
A seguire il Canario e la Bergamasca di Kapsberger, e una Passacaglia firmata congiuntamente da Frescobaldi e Kapsberger. Il programma si è concluso con un salto di un secolo verso la Germania di Johann Sebastian Bach: la Toccata dalla Partita VI in mi minore BWV 830, l’Allemanda e la Sarabanda dalla Suite in sol minore BWV 995 e il Contrapunctus IV dall’Arte della Fuga BWV 1080.
La fotogallery del concerto (foto www.SassiLive.i)








