Il concerto del Franco D’Andrea Trio a Casa Cava nei Sassi di Matera ha concluso questas era la 38^ edizione del Gezziamoci Jazz Festival di Basilicata 2025. Il jazz di D’Andrea quarant’anni dopo. Il pianista amico dell’Onyx da vecchia è stato il protagonista del concerto a Casa Cava con Roberto Gatto e Gabriele Evangelista per presentare l’album “Something bluesy and more”. La sua prima volta a Matera fu per lo storico concerto del Perigeo nello storico cinema Quinto. Era il 1974. L’esperienza nel gruppo di Giovanni Tommaso, affacciatosi sulla scena musicale negli anni ’70 con un genere improntato alla fusion e al rock progressivo, durò circa cinque anni. Poi le strade si divisero, a favore di un ritorno al suo primo amore, il jazz. Una storia mai interrotta. Da jazzista ritornò a Matera il 23 gennaio 1984 quando l’Onyx Jazz Club era ancora in una fase embrionale, per merito di un nucleo di appassionati denominato Amici del Jazz, costola della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina fondata da Lucio Marconi. A quei tempi Franco D’Andrea, protagonista di questo grande ritorno, era l’anima di un quartetto composto da Tino Tracanna, Attilio Zanchi e Gianni Cazzola. Da allora ha stabilito un solido legame con la città e con l’associazione culturale materana organizzatrice del Gezziamoci. Del Jazz festival della Basilicata il pianista altoatesino è stato ospite nel 1985, nel 1992, nel 1995, nel 2005 e nel 2006. Uno dei suoi concerti più emozionanti fu una produzione originale del Gezziamoci che lo vide suonare in duo con il grande sassofonista Steve Lacy il 18 gennaio 1992. Era quasi naturale perciò che fosse lui a chiudere la 38ª edizione del festival. D’Andrea, oggi ottantaquattrenne, è tornato a Matera per presentare il suo ultimo album, “Something bluesy and more”, con Roberto Gatto, uno dei più prestigiosi batteristi europei, e il giovane e apprezzatissimo contrabbassista Gabriele Evangelista.
Dopo prime esperienze con la tromba, sax soprano e clarinetto, D’Andrea incominciò a suonare piano a 17 anni. Nel corso della sua carriera ha suonato con musicisti quali Gato Barbieri, con cui incise il suo primo disco nel 1964, Pepper Adams, Barry Altschul, Jon Christensen, Palle Danielsson, Joe Farrell, Dexter Gordon, Johnny Griffin, Slide Hampton, Lee Konitz, Dave Liebman, Jean Luc Ponty, Enrico Rava, Max Roach, Toots Thielemans e tanti altri.
“Penso che di definitivo non ci sia nulla. Non si può mai dire. Si cerca sempre di capire come un disco ha retto nel corso del tempo. Questo è semplicemente un altro bozzetto, uno schizzo che butto lì e che ha a che vedere con la storia del jazz, musica che amo alla follia. Non dimentico che ho cominciato con il jazz tradizionale, ascoltando in particolare Armstrong”, ha dichiarato D’Andrea in un’intervista di Flavio Caprera pubblicata su Musica Jazz ad ottobre per parlare del nuovo album. Il musicista rivisita il piano trio accanto a Gatto ed Evangelista. L’idea alla base dell’incontro è quella di portare nella formula del trio le invenzioni ritmiche e intervallari e la libertà tipiche della musica di D’Andrea, e di confrontarsi con un repertorio poco frequentato da questo tipo di formazione: dal blues al jazz delle origini, passando per Ellington e Coltrane, alla pura invenzione. D’Andrea recupera dalle origini del jazz un feeling bluesy che permea la poetica del trio e dà vita a una musica libera, gioiosa ed estremamente comunicativa.
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La fotogallery del concerto (foto www.SassiLive.it)







