E’ uscito il saggio “Lo spettatore inquieto – critica della ragione visionaria” di Armando Lostaglio, edito da EditricErmes Potenza (pagg.160).
Il libro è stato presentato durante il Montecatini International Short Film Festival diretto da Marcello Zeppi alla presenza di studenti spagnoli e armeni e a Roma al “Corti da mare” festival diretto da Virginia Barrett.
Il libro è stato adottato dal liceo artistico Alfieri di Asti, con il regista Giuseppe Varlotta.
Mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 18 il libro di Armando Lostaglio sarà presentato nel salotto letterario di Cantine del Notaio a Rionero in Vulture, per iniziativa del padrone di casa, Gerardo Giuratrabocchetti e del CineClub “Vittorio De Sica” Cinit. Con i saluti di Giuratrabocchetti, di George Almaz (CineClub De Sica) e dell’Editore Lucio Attorre (già docente Unibas), discuteranno con l’autore la dirigente scolastica dell’I.I.S. “Fortunato” Antonella Ruggieri, il presidente dell’Università Popolare “Nitti” Michele Masciale, con le conclusioni di mons. Ciro Fanelli Vescovo della Diocesi Melfi, Rapolla, Venosa.
Nella presentazione del libro si evidenzia: “È ampio il campo semantico del termine visione. Una sorta di sguardo che segna l’esistenza, la sua comprensione. Una riflessione sulle ragioni della visione, come critica ed approfondimento. Parliamo di cinema e di come si approccia lo spettatore alla partecipazione, alla condivisione, alla sua prossemica. Si offrono ulteriori spunti per indicare ed eventualmente analizzare la visione come un evento di cultura, riflessa e dunque solidale, per noi bene collettivo com’è il cinema. Visione come orizzonte nel quale lo spettatore ripone il suo mondo interiore e le relazioni esteriori. I sogni e i bisogni nello spettatore, le sue inquietudini scaturite dalla visione di un film. Laddove lasciar correre l’immaginazione, abbandonarsi a idee vaghe e fantasiose. Sognare qualcuno o qualcosa. In questo excursus vige l’intento di rivolgersi ad un pubblico di lettori che si affacci alla visione con atteggiamento o sguardo non banale o superficiale, quanto mai critico, creandosi una propria coscienza visuale e quindi interiore: nessuna pretesa pedagogica né didascalica, bensì l’acquisizione di immagini e concetti con i quali crearsi un diverso approccio alla partecipazione.”
A corredo del saggio di Lostaglio, vi è una elaborazione di intuizioni ispirate da critici, scrittori ed artisti, con la proposta di alcune recensioni, di versi ispirati al cinema e un Pantheon vivente di personalità che hanno accompagnato il percorso culturale dell’autore. Seguendo questo suo concetto: Cinema ovunque, come impegno civile, come memoria da custodire. E dubbi da coltivare.


