Dall’IA applicata alla memoria dell’emigrazione lucana ai progetti educativi sullo storytelling, fino alla riflessione sul silenzio che può alimentare bullismo e cyberbullismo: 3 incontri raccontano una Basilicata dinamica e contemporanea.
Ultima giornata per gli editori lucani al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove tre iniziative hanno animato lo stand del Consiglio regionale della Basilicata nel Padiglione Oval, offrendo uno spaccato della vivacità culturale e progettuale del territorio tra innovazione, formazione e narrativa contemporanea.
Ad aprire il programma è stato il talk “Le storie dell’emigrazione lucana dalla pagina all’AI. La rivista “La Basilicata nel mondo e il progetto BasiliCULT”, promosso dalla Biblioteca nazionale di Potenza in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library e Dot Beyond. L’incontro ha rappresentato la prima presentazione pubblica nazionale di BasiliCULT, progetto di valorizzazione del patrimonio culturale digitale realizzato nell’ambito del PNRR. Al centro dell’iniziativa la storica rivista “La Basilicata nel mondo” (1924-1927), significativa testimonianza dell’emigrazione lucana del primo Novecento, custodita nel patrimonio della Biblioteca nazionale di Potenza. Attraverso l’impiego dell’Intelligenza Artificiale, BasiliCULT punta a trasformare questi contenuti in nuovi linguaggi narrativi e divulgativi – testuali, audio e visivi – per renderli accessibili a pubblici diversi, con particolare attenzione alle nuove generazioni e agli utenti non italofoni. Il progetto si propone così di coniugare memoria storica e innovazione tecnologica, rafforzando il ruolo delle biblioteche come presìdi culturali dinamici e aperti alla sperimentazione digitale. A discuterne Fabiana Ciafrei, Giuliano Romalli, Chiara Fauda Pichet, Vito Antonio Telesca e Chiara Zanola.
A seguire, spazio alla dimensione educativa e internazionale con la presentazione di “Narradrama. The Power of Storytelling for Youth”, pubblicazione collettiva edita da MTS Edizioni di Maria Teresa Sisinni. L’incontro ha coinvolto Domingo Ferrandis, Maria Teresa Sisinni, Ana Maria Solis e studenti lucani e spagnoli in un confronto dedicato al valore dello storytelling come strumento di crescita, inclusione e dialogo interculturale. Le storie raccolte nel volume, ambientate tra le alluvioni della DANA di Valencia e le notti più difficili dell’adolescenza, diventano atti di resilienza collettiva: “chi racconta la propria storia non ne è più prigioniero”, ha sottolineato Maria Teresa Sisinni, profondamente emozionata e “ricordiamo sempre che la scrittura può essere un testimone, non un giudice”. Il progetto Narradrama ha lavorato sulla condotta suicidaria e sul trauma spontaneo legato alle alluvioni del 29 ottobre 2024, mostrando come scrittura, teatro e racconto autobiografico possano trasformarsi in strumenti concreti di ascolto, consapevolezza e condivisione tra giovani di culture diverse. L’iniziativa ha inoltre evidenziato l’importanza delle reti internazionali nel campo dell’educazione e della cultura, mostrando come il linguaggio della narrazione possa diventare uno strumento concreto per affrontare temi legati all’inclusione sociale, alla cittadinanza attiva e alla valorizzazione delle differenze, diventando anche parola terapeutica.
La giornata si è conclusa con la presentazione del romanzo “Il silenzio degli altri” di Patrizia Malvasi, pubblicato da Edizioni Magister, alla presenza di Marica Biglieri, Marco Michele Chiauzza, Luigi De Lorenzo, Timoteo Papapietro e dell’autrice. Al centro dell’incontro non vi è stata soltanto la storia della protagonista Elena, ma soprattutto il significato profondo del silenzio, evocato già dal titolo del romanzo e presentato come una delle grandi fragilità delle relazioni contemporanee. Nel corso del confronto, Patrizia Malvasi ha riflettuto sul silenzio come “prigione” capace di incatenare chi subisce, chi assiste e persino gli adulti che tendono a minimizzare. Un silenzio che nasce molto prima dell’adolescenza e che diventa terreno fertile per bullismo, cyberbullismo ed esclusione sociale. Non è soltanto il silenzio di chi ha paura di parlare, ma anche quello di chi ride per sentirsi accettato, di chi sceglie di voltarsi dall’altra parte o di chi non riesce a cogliere il disagio dell’altro. L’autrice ha sottolineato come il romanzo nasca da una riflessione personale e profonda sulle dinamiche relazionali nelle scuole e nella società contemporanea, osservate con uno sguardo adulto ma capace di tornare alle fragilità vissute tra i banchi di scuola. Da qui l’esigenza di interrogarsi sulle radici del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni che “non nascono dal nulla”, ma si alimentano proprio nell’indifferenza e nell’assenza di ascolto. “Il silenzio è una prigione dalla quale difficilmente da soli riusciamo ad uscire: ci incatena, ci ingabbia e diventa terreno fertile per il bullismo, il cyberbullismo e per l’indifferenza di chi sceglie di restare a guardare”, ha spiegato Malvasi, evidenziando come il vero antidoto risieda nella forza delle parole, dell’ascolto e della responsabilità condivisa. Le parole, infatti, possono ferire ma anche “salvare e guarire”, diventando uno strumento concreto per spezzare il silenzio e costruire relazioni più autentiche, inclusive e consapevoli.
A conclusione dell’incontro di oggi è intervenuto il coordinatore della Struttura di Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi, Pierluigi Maulella Barrese, che ha portato il saluto del presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, tracciando un bilancio positivo di questa cinque giorni di incontri, confronti e dialoghi promossi dalle case editrici lucane e tutti orientati a valorizzare e trasmettere il significato profondo della cultura. “Il Salone del libro di Torino rappresenta una vetrina di grande rilievo per i nostri editori – ha dichiarato – e siamo presenti con una sinergia istituzionale insieme all’Apt e al suo direttore Margherita Sarli, che ringrazio per la collaborazione. Un’esperienza che conferma il ruolo centrale della Basilicata nel panorama culturale nazionale, rafforzando il dialogo tra istituzioni, editoria e territorio e aprendo nuove prospettive di crescita e promozione per l’intero comparto culturale regionale”.

