Si è chiusa con un bilancio ampiamente positivo l’undicesima edizione de “Il Paese dei Libri”, il festival che dal 17 al 19 luglio 2026 ha trasformato la storica Abbazia di San Michele Arcangelo in un luogo di incontro tra autori, artisti, lettori e protagonisti del panorama culturale italiano. Un’edizione che ha saputo coniugare letteratura, cinema, arte e benessere, mettendo al centro il tema della Cura come valore condiviso e rafforzando il legame tra cultura, territorio e comunità. La nascita dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Paese dei Libri” rappresenta inoltre un importante passo verso il futuro della manifestazione, confermandone la volontà di crescere e consolidarsi come uno degli appuntamenti culturali di riferimento della Basilicata.
L’edizione 2026 ha rappresentato un momento di svolta per la manifestazione grazie alla nascita dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Paese dei Libri”, costituita per raccogliere l’eredità del festival, garantirne la continuità e rafforzarne il ruolo nel panorama culturale regionale. Accanto alla nuova associazione hanno lavorato il Comune di Montescaglioso e numerose realtà associative del territorio, dando vita a un’organizzazione condivisa e partecipata.
Il vero cuore pulsante e operativo della manifestazione è stato rappresentato dalla sua storica redazione e dal gruppo di lavoro che da anni sostiene il progetto. A guidare la complessa macchina organizzativa, curando la selezione degli ospiti, i panel e la direzione artistica delle tre giornate, sono state Luisa Artuso, Gianfranca Buompastore, Cinzia Suglia, Maria Didio (moglie del compianto fondatore), insieme a Vittoria Natalia Abate e Cristina Contuzzi, presidente dell’associazione. Grazie al loro instancabile lavoro di coordinamento e alla profonda passione per l’associazionismo locale, il festival ha saputo fondere l’efficienza gestionale con un’atmosfera intima e comunitaria.
Il filo conduttore dell’undicesima edizione è stato “La Cura in tutte le sue forme”, un tema sviluppato attraverso la letteratura, il cinema, l’arte, il teatro e il benessere personale. I numerosi incontri hanno affrontato il concetto della cura come attenzione verso sé stessi, gli altri, il territorio e le nuove generazioni, offrendo al pubblico spunti di riflessione da molteplici prospettive.
Ad alternarsi sul palco dell’Abbazia sono stati protagonisti del panorama letterario e artistico nazionale. La serata inaugurale ha visto lo scrittore Graziano Gala presentare il romanzo Sangue di Giuda in dialogo con Cinzia Suglia. A seguire, Emanuele Aruta ha approfondito la figura di Michael Jackson insieme a Cristina Contuzzi, mentre il regista e scrittore Mariano Lamberti ha raccontato il suo percorso tra cinema e narrativa. Di rilievo anche l’intervento della giornalista Anna Giammetta, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra curiosità e retroscena del grande schermo.
Particolare attenzione è stata riservata ai giovani con la presentazione dell’opera poetica della studentessa Jenifer Patricia Kiss, testimonianza concreta della volontà del festival di valorizzare le nuove generazioni e promuovere nuovi talenti.
Il programma non si è limitato alle tradizionali presentazioni di libri, ma ha proposto un ricco calendario di attività esperienziali. Laboratori di lettura guidata, sessioni di danzamovimentoterapia dedicate al benessere emotivo e corporeo, proiezioni cinematografiche e momenti di confronto hanno coinvolto attivamente il pubblico, rendendo il festival un’esperienza culturale partecipata.
Grande spazio è stato dedicato anche all’editoria indipendente, con gli stand delle case editrici che hanno animato gli spazi della Badia benedettina, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere nuove realtà editoriali e promuovendo il valore della bibliodiversità.
Tra gli appuntamenti più apprezzati anche la proiezione del cortometraggio “04:47”, scritto da Emanuele Aruta e diretto da Rosanna Marotta, e la mostra “Scrittori al Cinema”, esposizione collettiva che ha visto artisti locali reinterpretare le celebri locandine dei film tratti da grandi opere letterarie.
Il festival ha inoltre promosso un progetto di bookcrossing, attraverso una raccolta cittadina di libri destinati a rifornire le postazioni pubbliche presenti nel centro storico, con l’obiettivo di diffondere la lettura e rendere i libri accessibili a tutta la comunità.
Come nelle precedenti edizioni, l’intera manifestazione è stata vissuta nel ricordo di Pippo Bellone, ideatore del festival, ricordato come il visionario che ha saputo immaginare un percorso di rilancio culturale per Montescaglioso. La sua eredità continua a essere il punto di riferimento della redazione e di tutti coloro che, anno dopo anno, contribuiscono alla crescita dell’iniziativa.
La chiusura dell’undicesima edizione conferma “Il Paese dei Libri” come un laboratorio culturale capace di unire letteratura, arte, partecipazione e valorizzazione del territorio. Con la nascita della nuova Associazione di Promozione Sociale, il festival guarda ora al futuro con basi ancora più solide, pronto a consolidare il proprio ruolo tra gli eventi culturali di riferimento della Basilicata e a continuare a fare della cultura uno strumento di crescita, inclusione e sviluppo per l’intera comunità.
Lug 22



