Domenica 6 settembre 2026 ale ore 18 al teatro Stabile di Potenza sarà presentato il film documentario diretto da Roberto Mazzarelli. All’evento interverrà anche Marina Pecoriello, sorella dell’artista e Presidentessa dell’associazione “Montereale nel cuore”. L’evento è realizzato nell’ambito della programmazione Estate in città, promossa dal Comune di Potenza – Assessorato alla Cultura e promosso con il fondamentale sostegno dell’associazione Montereale nel cuore, vedrà la partecipazione straordinaria di Marina Pecoriello, Presidentessa dell’associazione nonché sorella dell’artista. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Paolo Pecoriello, in arte Piko, è stato un artista dal talento puro e cristallino, scomparso prematuramente a causa di una grave malattia dopo un’esistenza complessa e sofferta. Il documentario ripercorre integralmente la sua parabola umana e artistica: dalla formazione musicale agli anni vissuti tra Potenza, Roma e la Germania, toccando senza filtri anche i momenti più bui legati alla tossicodipendenza. Il racconto della sua produzione musicale si snoda attorno all’esperienza con la band Dalfango, con cui Piko diede vita a due album diventati di culto e oggi purtroppo irreperibili: Fatu, registrato a Roma con la collaborazione di Simone Sello (storico chitarrista di Vasco Rossi), ed Essere umano, inciso in Germania. Due opere di assoluto valore che attendono ancora di essere riscoperte e restituite al grande pubblico. Ma la figura di Piko travalica i confini della musica. Attraverso il ricchissimo archivio privato conservato negli anni da Paolo – fatto di testi, poesie e diari intimi – emerge la statura di un artista completo e visionario. Una sezione fondamentale dell’opera è dedicata alla sua produzione pittorica, dominata dai suoi quadri enigmatici e potenti, caratterizzati dal ricorrente elemento visivo del “groviglio di cavi elettrici”. Il film restituisce tutta la forza di Piko come cantautore, chitarrista e performer grazie a rari filmati d’epoca reperiti tra archivi privati, storici locali come il Carpediem o l’Associazione Multietnica di Potenza, e materiale storico restaurato. A fare da filo conduttore sono le testimonianze toccanti di familiari, amici intimi e dei musicisti che con lui hanno condiviso il palco e la vita.
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