“Il cinema è industria, non solo cultura. Senza una visione industriale si resta spettatori di decisioni prese altrove”.
Lo ha dichiarato l’attore e imprenditore materano Walter Nicoletti commentando la scelta di non effettuare altre riprese nella città dei Sassi da parte della produzionje del film “The Resurrection of the Christ”, inizialmente previste dal 20 aprile nel Parco della Murgia materana. La produzione sta girando in Puglia, in particolare a Gravina in Puglia, con campo base a Ginosa. Le nuove riprese erano previste dal 20 aprile nel Parco della Murgia materana ma nel film saranno inserite le immagini girate tra il 18 e il 19 febbraio scorso nell’area della Murgia materana.
“Matera non perde in termini di posizionamento reputazionale, che resta elevato ma emerge una criticità nella capacità di trattenere stabilmente produzioni ad alto budget. Il punto non è attrarre singoli progetti, ma garantire continuità industriale”. Più che un’occasione persa, dunque, “un indicatore tecnico”, che segnala la necessità di “rafforzare la competitività internazionale del sistema locale”. Secondo Nicoletti, la città deve evolvere “verso un modello di production hub, con strumenti stabili, interoperabili e scalabili secondo gli standard degli Studios e delle piattaforme”.
Sul futuro della fiction Rai Imma Tataranni – Sostituto procuratore, ancora incerto per l’indisponibilità della protagonista Vanessa Scalera, Nicoletti richiama “una variabile più rilevante dal punto di vista industriale”, trattandosi di una produzione seriale, quindi di un flusso economico continuativo. “Occorre intervenire su leve strutturali in modo integrato allineandosi alle best practice internazionali: incentivazione selettiva e continuativa, con strumenti fiscali calibrati sulle serie, maggiore efficienza amministrativa e investimenti nel capacity building territoriale, rafforzando la filiera locale per ridurre la dipendenza da risorse esterne”.
Nel modello contemporaneo, precisa, una produzione sceglie una location non per ragioni estetiche ma per efficienza sistemica:
“La differenza tra un territorio competitivo e uno occasionale è la capacità di offrire un ecosistema prevedibile, efficiente e immediatamente operativo. È su questo piano che si gioca la competizione, più che sulla bellezza delle location”.

