“Tracce di Rocco”, cortometraggio documentario di Marina Resta sul poeta Rocco Scotellaro e i luoghi della Basilicata, vince il premio Catap per la miglior videopoesia italiana al concorso internazionale “La poesia che si vede”, giunto alla quinta edizione, nell’ambito del festival “La punta della lingua” organizzato dall’associazione Nie Wiem. Il premio è stato assegnato alla regista il 26 giugno alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
«La proposta “Tracce di Rocco” – si legge nelle motivazioni della giuria – è particolarmente apprezzabile per il suo lavoro di ricerca archivistica e documentaria che ben si è saputa coniugare con i versi poetici nel quadro di un acceso ricircolo fra le atmosfere presenti e quelle passate. Ciò che ci ha colpito di più, è stata la volontà di scorgere un tratto antropologico e arcaico nelle manifestazioni poetiche della terra di Lucania. In ciò è risultata imbattuta. La migliore è quindi per noi Tracce di Rocco».
Il film, della durata di 17 minuti, presentato in anteprima nell’aprile 2023 a Matera nell’ambito delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita del poeta lucano, in due anni è stato selezionato in oltre 60 festival in tutto il mondo.
Tra questi, nel 2023, The Memories Film Fest (Bocchigliero, Cosenza) dove ha ottenuto la menzione speciale della giuria, Lucania Film Festival (Pisticci, Matera), Mykonos Biennale (Grecia), Dokubazaar – Ljubljana Independent Documentary Film Festival (Slovenia), Bristol Radical Film Festival (Regno Unito), Festival Fotogenia (Città del Messico).
Nel 2024 si segnalano Ribalta Experimental Film Festival (Vignola, Modena), Sipontum Arthouse International Film Festival (Siponto, Foggia) dove ha vinto il premio per il miglior cortometraggio documentario, Filmare la storia (Torino), Europanorama Film Days (Riga, Lettonia), Interrobang Film Festival (Des Moines, USA), dove ha vinto il premio Best of Show, ShorTS International Film Festival (Trieste), Social World Film Festival (Vico Equense, Napoli), Premio Vittorio De Seta nell’ambito del Clorofilla Film Festival (Catanzaro) dove ha ottenuto la menzione speciale, San Diego Italian Film Festival (San Diego, USA), DokuBaku (Baku, Azerbaigian), Festival International de Cinéma et Memoire Commune (Nador, Marocco),
Nel 2025, tra gli altri, Izdoc – Izmir International Documentary Festival (Izmir, Turchia), Goga Film Fest (Roma) e Encuentro Internacional de Cineastas (Monterrey, Messico) dove la proiezione si svolge oggi 27 giugno.
Il film
“Tracce di Rocco” è un viaggio attraverso le narrazioni della Basilicata di ieri e di oggi, sulle tracce di Rocco Scotellaro. Sviluppato nell’ambito del Premio Zavattini 2018/2019 e prodotto da Marina Resta per Working Title Film Festival, in collaborazione con Fondazione Aamod – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce accosta materiali audiovisivi eterogenei – d’archivio e girati ad hoc con stile osservativo – generando cortocircuiti tra passato e presente. Un viaggio attraverso la Basilicata del passato e del presente, alla ricerca delle tracce iconografiche e metaforiche di Rocco Scotellaro. A questo link è disponibile un trailer-estratto del film: https://vimeo.com/818140100.
«Ho cercato di confrontarmi con Scotellaro e con ciò che rappresenta per la Basilicata, lavorando sulla sua assenza – commenta la regista Marina Resta –. Assenza fisica, assenza di materiali audiovisivi che lo ritraggono, assenza di testimoni diretti (per motivi anagrafici). Allora il mio lavoro è stato quello di ricercare le sue tracce e poi di disseminarle nel film. Tracce intese sia come segni della sua vita, ma anche le tracce iconografiche che ne preservano e tramandano la memoria».
«La Basilicata, e in generale l’Italia meridionale – prosegue Marina Resta –, ha subìto (e continua a subire) le narrazioni di sguardi esterni, che tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’60 erano polarizzate tra il “luogo puro fuori dalla Storia” che incarna la visione leviana e le promesse di sviluppo tecnico e infrastrutturale legate alla retorica della Riforma Agraria e dell’attuazione del Piano Marshall. Una terza narrazione che si affianca a queste nel film è quella legata a Matera 2019 – Capitale europea della cultura, lo storytelling del riscatto culturale di una città e di un territorio a lungo considerati “la vergogna d’Italia”, oggi invasi dai turisti. Nel film si intrecciano tutti questi fili – le diverse narrazioni e retoriche e le tracce di Scotellaro – mettendo a confronto i materiali d’archivio dell’Aamod e dell’Istituto Luce con le immagini osservative girate oggi in quegli stessi luoghi. Tuttavia la mia scelta è stata quella di non celare l’eterogeneità dei materiali e la loro diversa provenienza, ma anzi di evidenziarla, rendendo palese la parzialità di ogni narrazione e in definitiva l’impossibilità di raggiungere una visione sulla Basilicata, se non frammentaria e a volte contraddittoria. Allo stesso modo Rocco Scotellaro resta nel film una figura sfuggente, fantasmatica, di cui si può aspirare a trovare sempre nuove tracce».
Marina Resta (Altamura, Bari, 1984) ha studiato cinema all’Università di Bologna e alla Freie Universität Berlin. Ha frequentato il corso di Documentario alla Scuola Civica Luchino Visconti a Milano e il Master in Produzione e Comunicazione per l’Audiovisivo e i Digital Media all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Come filmmaker ha realizzato “Milano fa 90” (2013) e “L’acqua calda e l’acqua fredda” (2015), presentati in diversi festival tra cui Sguardi Altrove a Milano e Foggia Film Festival. Nel 2018 “Tracce di Rocco” è tra i 10 progetti finalisti del Premio Zavattini. Insegna Discipline Audiovisive e Multimediali al Liceo Artistico Boscardin di Vicenza. Nel 2016 ha fondato a Vicenza Working Title Film Festival – Festival del cinema del lavoro, di cui è direttrice artistica e organizzatrice.
Credits
Digitale HD 16:9, colori, b/n, stereo
Anno: 2023
Durata: 16’46”
Ricerca archivi, soggetto, sceneggiatura, regia, montaggio: Marina Resta
Fotografia, suono in presa diretta: Marina Resta, Giulio Todescan
Assistente alla regia: Giulio Todescan
Mix audio, sound design: Luca Scapellato, Frank Martino
Color grading: Giorgia Ripa
Graphic design e poster: Andrea Xausa
Prodotto da Marina Resta per Working Title Film Festival in collaborazione con Fondazione AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Istituto Luce

