Il fotografo materano Gaetano Plasmati in una nota annuncia con rammarico che non sarà realizzata la mostra “Acqua, deserti, monsoni” proposta per Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026 da realizzare in occasione della giornata mondiale dell’acqua in prevista il prossimo 22 marzo.
Di seguito la nota integrale.
Non c’è più tempo per il 22 marzo. La nostra proposta si ferma ancora una volta.
Tema del 2026 “Acqua e Genere – Dove scorre l’acqua, cresce l’uguaglianza” – Water and Gender – Where Water Flows, Equality Grows, focalizzato sul legame tra accesso all’acqua, diritti e parità di genere. L’obiettivo è evidenziare come la carenza idrica colpisca maggiormente #donne e #bambine, spesso incaricate della raccolta.
Clima: Matera Mostra su acqua, deserti e monsoni. Trent’anni di reportage tra Sahara, Sahel, Asia e Mediterraneo.
Un grande racconto fotografico sui cambiamenti climatici e sul destino dell’acqua nel mondo. #Matera, città patrimonio mondiale dell’Unesco e simbolo millenario del rapporto tra uomo e risorse idriche.
Il progetto “Acqua, deserti, monsoni” riunisce oltre trent’anni di lavoro dei fotografi Gaetano Plasmati e GMB Akash, impegnati da decenni nel documentare le trasformazioni ambientali e sociali in alcune delle regioni più fragili del pianeta.
Dai deserti del #Sahara alle regioni del #Sahel, dalle aree monsoniche dell’#Asia fino alle rotte migratorie del Mediterraneo. Libia, Algeria, Marocco, Libano, Siria, Giordania, Niger, Mali, Eritrea. Il progetto costruisce un grande archivio visivo sui cambiamenti climatici e sul rapporto tra acqua, territorio e comunità.
Le immagini raccontano paesaggi estremi e culture millenarie: dalle città storiche di Timbuktu e Djenné, alle pitture rupestri del Tassili n’Ajjer e dell’Hoggar nel cuore del Sahara, fino ai paesaggi del Medio Oriente come #Petra e la #Cappadocia.
Accanto ai deserti e ai monsoni, il progetto documenta anche le nuove geografie umane del Mediterraneo. Le isole di #Lesbo e #Lampedusa diventano simboli delle migrazioni contemporanee, dove conflitti, crisi economiche e cambiamenti climatici spingono migliaia di persone verso le coste europee.
Il lavoro racconta inoltre l’incontro con numerose comunità africane e sahariane – Tuareg, Songhai, Afar, Berberi, Peul e Wodaabe – che da secoli vivono in territori fragili e oggi sono tra i primi testimoni degli effetti della crisi climatica.
Il progetto si estende anche alle aree interne del Sud Italia, tra Basilicata, Calabria e Sicilia, dove il cambiamento climatico sta trasformando paesaggi e sistemi ambientali.
In questo contesto #Matera assume un valore simbolico: i Sassi e l’antico sistema di raccolta dell’acqua rappresentano uno dei più straordinari esempi storici di adattamento umano a un ambiente caratterizzato da scarsità idrica.
La mostra accompagnata da un catalogo, incontri e momenti di confronto dedicati ai temi dell’acqua, del clima e del dialogo #mediterraneo, con il coinvolgimento di istituzioni culturali e organizzazioni internazionali tra cui la Food and Agriculture Organization e iniziative legate alle United Nations Fao Water dedicate alla tutela delle risorse idriche.
L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale che guarda a Matera come capitale mediterranea del dialogo, proponendo la città come luogo di incontro tra arte, ambiente e cooperazione internazionale.
Attraverso oltre trent’anni di reportage, “Acqua, deserti, monsoni” racconta come l’acqua – tra scarsità e abbondanza – stia ridisegnando territori, società e migrazioni nel XXI secolo.

