Inaugurata nel tardo pomeriggio all’interno della sede di Palazzo Lanfranchi dei Musei Nazionali di Matera la mostra fotografica “Mimmo Jodice. Mediterraneo”, a cura di Carlo Sala. Sono intervenuti il Ministero della Cultura, Alessandro Giuli, il Direttore Generale dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministro della Cultura, Angelo Piero Cappello, il Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Costantino D’Orazio, il Presidente del MUNAF Museo Nazionale di Fotografia Davide Rondoni, il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, l’assessore comunale alla Cultura, Simona Orsi, la Direttrice Generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Rita Orlando, la Direttrice dei Musei Nazionali di Matera-Direzione Regionale Musei Nazionali della Basilicata, Raffaella Bonaudo, Barbara Jodice per Mimmo Jodice Studio, il curatore Carlo Sala e Giovanni Cotroneo, prestatore delle opere di Mimmo Jodice.
Prima dell’incontro Alessandro Giuli ha rilasciato un’intervista ai giornalisti, che riportiamo integralmente di seguito nel video di SassiLive Podcast.
“E’ la mostra giusta, al posto giusto e nel momento migliore perché Matera e la Basilicata rappresentino l’Italia in tutto il Mediterraneo”. “Ho avuto l’onore conoscere personalmente Mimmo Jodice: credo che, considerando il suo stile, il suo amore per il Mezzogiorno d’Italia, d’Europa, del Mediterraneo intero, sarebbe veramente contento di sapersi qui, a Matera. Jodice è l’esemplificazione perfetta di una fotografia che parla di noi al Mediterraneo e ci autorappresenta come parte di una grande comunità internazionale. La qualità artistica di Jodice è
eccelsa, la città di Matera è più che degna di ospitare una mostra così importante”.
In sala, Giuli ha rimarcato che “Matera è il luogo ideale per ospitare l’esposizione dedicata a Mimmo Jodice, un appuntamento che arriva nel momento migliore, quello in cui in cui Matera e la Basilicata possono rappresentare l’Italia in tutto il Mediterraneo.
L’arte assolve a un’alta funzione sociale quando le istituzioni la rendono accessibile e la pongono al servizio delle persone e delle comunità. Non può restare chiusa tra le pareti di una casa o riservata a pochi: deve essere condivisa, vissuta, capace di generare confronto e futuro”, ha proseguito il Ministro.
Matera dimostra ancora una volta di non vivere il proprio straordinario patrimonio in forma statica. Qui esso diventa partecipazione e confronto. È uno spazio di ricomposizione, nel quale le diverse rive del Mediterraneo possono incontrarsi attraverso la bellezza, l’arte e la memoria.
Giuli ha quindi richiamato il ruolo della Basilicata e di Matera nel panorama internazionale: “Dalla ricerca di Jodice all’opera di Michelangelo Pistoletto nel complesso rupestre della Madonna delle Virtù, Matera sta delineando un disegno coerente e ambizioso, che consolida la sua vocazione di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Un disegno nel quale la cultura – ha concluso il Ministro – è una leva concreta di cooperazione, sviluppo e pace”.
Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha dichiarato: “La mostra che ci apprestiamo ad inaugurare oggi rappresenta un altro tassello del grande mosaico che Matera capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 sta componendo insieme alla città di Tétouan”. “Matera – ha aggiunto Bardi – non celebra soltanto un titolo, ma una visione. La visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione.
E la mostra di Mimmo Jodice, uno dei maestri che più profondamente ha saputo raccontare il Mediterraneo come spazio di luce, di memoria e di inquietudine creativa, è un prezioso esempio di questo percorso che insieme stiamo compiendo.
Ringrazio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli per l’attenzione che ha manifestato sin da subito verso questo riconoscimento e dunque verso Matera e la Basilicata tutta.
I nostri luoghi continuano ad aprire le loro porte al pubblico. Qualche giorno fa, alla presenza del Capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura Massimo Osanna, abbiamo riaperto dopo lunghi anni il castello di Lagopesole, uno dei monumenti medievali più belli d’Europa. La cultura non può che essere inclusiva, deve appartenere a tutti: alle comunità che vivono i territori, ai giovani che cercano strumenti per interpretare il presente, alle persone che arrivano da altre sponde e portano con sé storie, lingue, immaginari.
È il caso anche di ricordare l’accordo quadro che abbiamo sottoscritto con la Provincia di Matera, il comune e l’Università degli Studi della Basilicata per il rilancio della Biblioteca “Stigliani”. La Regione, da parte sua, ha sottoscritto un impegno finanziario pari a 1,5 milioni di euro in tre anni per garantirne la funzionalità, assicurando la presenza di personale qualificato con competenze nell’ambito biblioteconomico. In virtù di questo accordo mercoledì prossimo inaugureremo la biblioteca centrale d’Ateneo all’interno della Stigliani, una iniziativa voluta dal nostro Rettore uscente, Ignazio Mancini, finalizzata a potenziare i servizi e a offrire una gestione integrata e innovativa del patrimonio bibliotecario provinciale.
La cultura quando esprime inclusività, genera partecipazione, responsabilità, comunità. Il gemellaggio con Tetuan rafforza proprio questo principio: la cultura appartiene a tutti perché nasce dall’incontro, non dalla separazione.
Palazzo Lanfranchi è uno di quei luoghi che sa accogliere, stupire, unire. L’esposizione delle opere fotografiche dell’artista, tra le più autorevoli figure della fotografia italiana del Novecento, racconta di un Mediterraneo plurale in una città, Matera, che diventa la porta italiana del Mediterraneo.
Attraverso il suo sguardo, Mimmo Jodice trasforma i luoghi in soglie: soglie geografiche, ma soprattutto temporali. Le sue immagini ci ricordano che il Mediterraneo è un territorio dove il passato non è mai distante e il presente non è mai isolato. Matera incarna questa stessa vocazione. Qui il passato dialoga con il presente, e da questo dialogo nasce il futuro. Matera agisce con lo sguardo rivolto al futuro, e la Basilicata, attraverso Matera, conferma la propria volontà di essere una regione che attraversa soglie, che si apre, che si proietta oltre i confini.
Con questa mostra e con quella su Caravaggio che porteremo a settembre al Museo archeologico provinciale di Potenza, la regione Basilicata dimostra di avere un progetto a lungo termine, capace di proiettare i nostri territori oltre i confini e di dare loro voce. E soprattutto dimostra di avere la capacità, grazie anche alla preziosa collaborazione con il governo nazionale, di portare i grandi eventi nella nostra terra”
Uno sguardo contemporaneo sull’antico, capace di restituire ai nostri giorni e rinnovare nel tempo odierno l’aura originaria di opere e monumenti di un Mediterraneo perduto. Una immersione nella visione del passato attraverso immagini potenti, frutto di un’arte fotografica trasformativa. È questo e altro “Mimmo Jodice. Mediterraneo” la mostra a cura di Carlo Sala che dal 7 luglio all’8 novembre 2026 accoglie il pubblico nella sede di Palazzo Lanfranchi dei Musei Nazionali di Matera, per poi approdare al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco dagli inizi di dicembre 2026 a metà febbraio 2027.
Promossa dall’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Matera, la Fondazione Matera Basilicata 2019, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e lo Studio Jodice grazie alla disponibilità dei Musei nazionali di Matera presso Palazzo Lanfranchi, e con la consulenza scientifica della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’esposizione rientra nell’ambito di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026, in un legame anche simbolico tra le due sponde del Mediterraneo.
In mostra sono esposte ben 83 opere fotografiche, di cui 68 sono stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio realizzate dall’artista stesso tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta e appartenenti alla celebre serie Mediterraneo: provengono dalla Collezione privata “i Cotroneo, Roma” e sono state concesse in prestito a fini espositivi dal collezionista stesso e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ne conserva in deposito e ne espone una parte. Completano e integrano la mostra 5 opere di grande formato 140×100 cm della serie Danzatrici e a un’appendice di 10 opere vintage e moderne dedicata alle ricerche più recenti di Mimmo Jodice sul Mediterraneo, provenienti dallo Studio Jodice. Insieme costituiscono il corpus della prima grande mostra monografica istituzionale dopo la scomparsa dell’artista, indiscusso protagonista della storia della fotografia europea contemporanea, e una grande occasione per ripresentare al pubblico e aggiornare la serie ormai storica di Mediterraneo, dimostrando come l’artista sia tornato su queste ricerche in maniera costante e dolcemente caparbia negli anni.
Le immagini sono il frutto di numerose ricognizioni dedicate alla cultura mediterranea e all’archeologia, a partire dalla terra natale, a cui Jodice fu sempre legato, con le visioni di Paestum, Pompei, Cuma, Baia. Lo sguardo poi si allarga a un Mediterraneo più ampio, che va dalla Grecia alla Turchia, dalla Giordania alla Tunisia, dalla Francia alla Libia.
Fra le opere più celebri ci sono gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e Le Danzatrici, conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in cui le antiche sculture emergono da ombre che le rendono dinamiche, quasi animate da uno slancio vitale. Si tratta di immagini dal forte pathos emotivo, così come tutte quelle in mostra ritraenti monumenti e statuaria, reso possibile dal sapiente uso tecnico della fotografia sia in fase di ripresa, che in camera oscura, dove l’artista ha accentuato i contrasti e reso i neri profondi e i bianchi abbacinanti.
La mostra è inoltre l’occasione per la riedizione ampliata e aggiornata del libro Mediterraneo, dato alle stampe dalla casa editrice newyorchese Aperture, che accompagnò una prima rilevante mostra delle immagini di Jodice al Philadelphia Museum of Art nel 1995 e che ora viene pubblicato da Marsilio con il design grafico di Studio Sonnoli e integrato con ulteriori opere legate alla celebre serie Mediterraneo. Il volume contiene il saggio curatoriale di Carlo Sala, ripropone il testo di Predrag Matvejević pubblicato nell’edizione del 1995 e include un contributo di Salvatore Settis, già apparso nel catalogo della mostra Attesa (Electa, 2016) e qui presentato nella sua versione definitiva.
“Nelle immagini del fotografo – si legge nel testo di Carlo Sala che introduce il volume realizzato in occasione della mostra – sono le statue i soggetti connotati dal maggiore pathos espressivo perché i loro volti si caricano di una umanità palpitante dove il bronzo e il marmo perdono l’algida perfezione formale voluta dai loro anonimi autori e si fanno materia emotiva capace di trasmettere una varietà di sentimenti che dall’uomo antico risuona nelle coscienze di quello contemporaneo.”
Queste fotografie dialogano a loro volta con immagini nate dal percorso dell’artista nell’indagine di un paesaggio mediterraneo quasi metafisico, con visioni di un mare privo di ogni segno antropico del presente, verso cui Jodice – in un’atmosfera silenziosa e sospesa – cerca di assumere lo stesso sguardo degli abitanti dell’antichità.
“Il mare è vissuto da Mimmo Jodice come uno sbocco a una specie di saluto – scrive Predrag Matvejević nel suo contributo scritto all’epoca e ora riproposto nella riedizione da parte di Marsilio – un’isola al largo, un porto di pace, in grado di accoglierci alla fine di un periplo. La speranza là è ancora ammessa. Là termina il malessere, si dissolve l’angoscia. La luce è a volte intensa, a volte fragile, delicata. Il sole viene osservato con pietà […]. La geometria è figlia del Mediterraneo. Anche le distruzioni continuano a conservarne le tracce. In ciascuna delle sue fotografie Jodice ricerca almeno un frammento di superficie dove sia rimasta una disposizione ordinata o regolare.”
“Il suo sguardo sulle onde dello Ionio e del Tirreno, sulle cadenti murature di Ostia o di Pergamo, sui volti di pietra e di bronzo di Pompei e di Ercolano – ricorda Salvatore Settis nello scritto dedicato a Mimmo Jodice nel 2016 e nel 2020 e anch’esso presente nella riedizione – ha un respiro di ampiezza inconsueta. […] Pochi fotografi hanno saputo mostrare quanto lui che la fotografia non è registrazione, ma interpretazione e ri-creazione della realtà che ci circonda; che l’istante in cui l’obiettivo scatta può essere moltiplicato e scomposto, in una sorta di fissione dell’atomo che è materia dell’esperienza e dell’immaginazione.”
Così il Direttore Generale dell’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, Angelo Piero Cappello: “Le immagini di Mimmo Jodice ci ricordano che il Mediterraneo non è una frontiera che divide, ma uno spazio che unisce: un mosaico straordinario di identità, culture, colori, odori, sensibilità e memorie differenti che trovano, proprio nella loro pluralità, una comune radice. Una radice antica e vitale, splendidamente ramificata nel tempo e nello spazio.”
Commenta Davide Rondoni, Presidente del Museo Nazionale di Fotografia: “La mostra e il libro, a cui il Munaf collabora con piacere ed emozione, vedono capitali del Mediterraneo dialogare, e Mimmo Jodice è l’artista più indicato per mettere a fuoco questa doppia chance, della Storia e della Fotografia. Un gesto composto e unico di un grande artista che fotografia e Mediterraneo aveva nelle vene. E ancora ce ne fa dono.”
Dice Angela Jodice: “Nel 1993 Micheal Hoffman ed una giovane Melissa Harris, facendo una ricerca sulla fotografia europea, vennero a trovarci in studio. Mimmo mostrò loro il lavoro sull’archeologia e sul Mediterraneo che aveva iniziato. Hoffman rimase entusiasta del progetto, delle stampe e della nuova visione di racconto. Ci chiesero di completare il lavoro per poterlo proporre negli Stati Uniti. Lavorammo intensamente spinti da quel riconoscimento, da un mare all’altro, da una costa all’altra, sempre affascinati da luoghi straordinari. Quando il Direttore del Philadelphia Museum of Art vide il lavoro rimase senza fiato e lo eravamo anche noi per l’opportunità e per il riconoscimento alla grande arte di Mimmo.”
Dichiara Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera: “L’arte della fotografia ha un profondo legame con Matera, non solo perché la città è stata nel mirino di grandi autori del Novecento. È, forse, il rapporto della “città di pietra” con il tempo a costituire il legame più forte con quell’arte che, dal tempo, estrae un momento, fissandolo nella verità di un’immagine. Nell’arte di Mimmo Jodice questo rapporto col tempo si moltiplica e si arricchisce di significati. Aveva lavorato a Matera, e oggi il ruolo di “capitale mediterranea” rende questo legame attuale, fino a rendere questa esposizione un’occasione di valorizzazione del patrimonio culturale che accomuna i popoli delle due sponde del Mediterraneo. La mostra propone una riflessione sul rapporto tra memoria, archeologia, paesaggio e civiltà mediterranea, offrendo al pubblico una lettura profonda di un patrimonio storico e culturale condiviso.”
“La mostra di Mimmo Jodice è un’espressione immediata e necessaria delle intuizioni che hanno fondato la candidatura di Matera a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. – dichiara la Direttrice Generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Rita Orlando – La sua ricerca per immagini restituisce un Mediterraneo senza tempo, una condizione culturale che non si esaurisce nella costa ma si sedimenta nella pietra, nel paesaggio, nella memoria dei territori interni: c’è un legame profondo con la visione che abbiamo posto a fondamento di Matera 2026. Quello sguardo entra oggi a pieno titolo nel programma “Terre Immerse” e ne costituisce una soglia interpretativa autentica per accedere alla lettura del Mediterraneo di cui Matera intende farsi voce.”
Aggiunge Raffaella Bonaudo, Dirigente dei Musei nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata: “Palazzo Lanfranchi accoglie con grande soddisfazione la mostra di Mimmo Jodice, maestro della fotografia contemporanea, offrendo al pubblico l’opportunità di confrontarsi con una delle più significative esperienze artistiche del nostro tempo. L’esposizione si inserisce pienamente nel percorso culturale del Museo: come Carlo Levi e Luigi Guerricchio, Jodice compie un viaggio nella memoria, trasformando l’immagine in uno strumento di conoscenza e partecipazione. Le sue fotografie superano la semplice rappresentazione della realtà e invitano ciascuno a riconoscere sé stesso, la propria storia e il proprio rapporto con la comunità. Questo fa di Jodice potenzialmente una parte integrante del patrimonio culturale di Palazzo Lanfranchi.”
Orari di apertura della mostra fotografica: dal lunedì alla domenica, dalle ore 9 alle ore 20, il martedì dalle ore 14 alle ore 20, ultimo ingresso alle ore 19.
Costi di ingresso Adulti: € 10,00 Ingresso cumulativo valido per 2 giorni per tutte le sedi del Museo Nazionale: € 15,00 Abbonamento annuale valido per tutte le sedi del Museo Nazionale: € 25,00 Studenti (per ogni sede del Museo Nazionale): € 2,00 Minorenni (sotto i 18 anni): Gratis Ragazzi (dai 18 ai 25 anni): € 2,00 Militari, forze dell’ordine, giornalisti,
Il libro “Mimmo Jodice. Mediterraneo” a cura di Carlo Sala testi di Predrag Matvejević, Salvatore Settis e Carlo Sala design grafico Studio Sonnoli ITA / ENG / FRA Venezia, Marsilio ed., 2026.
Al termine della visita della mostra sulla terrazza di Palazzo Lanfranchi i rappresentanti di Slow food Magna Grecia e Slow food Matera hanno offerto una degusatzione con i vini della cantina Rogen Vini e i prodotti da forno di Villa Paradiso e Agricola Cicirelli.
DI SEGUITO VIDEO INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE BASILICATA, VITO BARDI
DI SEGUITO VIDEO INTERVISTA AL MINISTRO DELLA CULTURA, ALESSANDRO GIULI
La fotogallery dell’inaugurazione della mostra (foto www.SassiLive.it)






































































































