Lunedì 20 aprile 2026 alle ore 17 nell’Open Space dell’Apt Basilicata in piazza Vittorio Veneto a Matera è in programma l’inaugurazione della mostra fotografica itinerante “Matera e Basilicata” organizzata da Fondazione Architetti della provincia di Potenza, Michele Graziadei, Annamaria Verrastro e Angelo Cicerchia. In esposizione gli scatti di Rocco Scattino, Salvatore Laurenzana e Marilena Divito.
La mostra è stata già allestita in diversi conventi di Venosa, Pietrapertosa, Tito, Brienza, Ferrandina e Potenza e presentata a Capodistria, Trieste, ad Isola in Slovenia e a Lima, Arequipa e Cusco in Perù ed è stata candidata a rappresentare l’Italia alla Fiera Internazionale dell’Editoria che per il 2025 si è tenuta a Lima.
E’ l’unica mostra fotografica con colonne sonore; per ognuno dei tre autori è stata composta apposita musica da musicisti lucani. La visione delle 45 opere è ulteriormente arricchita da didascalie d’autore e dalla musica che ognuno può seguire dal proprio cellulare dopo aver scaricato tutto il lavoro. Di seguito i particolari
Il soggetto proponente è la Fondazione Architetti della Provincia di Potenza che, come si legge nello statuto, è nata con lo scopo specifico della promozione e valorizzazione del territorio regionale con particolare riferimento all’aspetto naturalistico, paesaggistico, urbanistico, architettonico e culturale con attenzione alle tradizioni e alle innovazioni che in esso sono presenti. La fondazione pur facendo riferimento ad un nucleo di architetti paesaggisti si è arricchita con la presenza di soci di tutte le professioni, compresi operai, studenti ecc. Lo staff fa capo ad un gruppo di circa una decina di persone che in maniera più assidua si dedicano e comunque può contare sulla disponibilità dei soci che si prodigano tutti al raggiungimento dello scopo sociale. Per ciascuna iniziativa la Fondazione si avvale della partecipazione di specifiche personalità come in questo progetto nel quale sono stati coinvolti nelle loro specifiche competenze professionali sia i tre autori della rassegna fotografica che i musicisti che hanno realizzato le musiche di accompagnamento. Lo staff è costituito da: arch. Michele Graziadei, arch. Annamaria Verrastro, arch. Angelo Cicerchia. Per l’attuazione del progetto si utilizzerà la collaborazione di tre fotografi professionisti, Salvatore Laurenzana, Marilena Divito, Rocco Scattino nonché del musicista Domenico Filitti che ha composto e realizzato le musiche e del giornalista Vito Verrastro che curerà la comunicazione.
L’idea nasce quale iniziativa che la nostra Fondazione vuole attivare per “Matera 2019”, designata Capitale Europea della Cultura.
E’ il riferimento alla storia di una città, di un territorio e di un popolo che, nel corso dei millenni, ha lasciato tracce della sua esistenza e oggi le consegna a noi perfettamente integre ed emozionanti. Matera, per tutto il 2019, è stata un riferimento culturale non solo italiano ed europeo ma anche internazionale; in tutto il mondo sono state previste iniziative per festeggiare l’evento e per far conoscere questo piccolo pezzo d’Italia che da “Vergogna Nazionale” è, oggi, riconosciuta quale patrimonio mondiale dell’Unesco e Capitale Europea della Cultura.
Matera porta segnato nelle sue pietre la storia dell’umanità̀ dal paleolitico fino a oggi e rappresenta anche il più̀ grande esempio di resilienza e di rigenerazione urbana che gli uomini abbiano saputo attuare. È molto significativo che in un paese come l’Italia, ricco di storia e di un immenso patrimonio culturale, sia stata scelta quale capitale Europea della Cultura una piccola città, in una piccola regione del sud, in una terra poco conosciuta ma che evidentemente trabocca di valori e significati che possono essere apprezzati in tutto il mondo.
Il progetto che proponiamo si intitola “Matera e la Basilicata” e vuole essere un racconto per immagini di questa città e di questa regione non solo per farla apprezzare al mondo, ma anche per farla riscoprire ai tanti che credono di conoscerla ma che, nella fretta quotidiana, non hanno mai avuto occasione di coglierne i reali valori. Il progetto si attua attraverso una mostra di quadri fotografici e una conferenza che per abbiamo preparato da tenere in tre lingue: italiano, spagnolo e inglese.
“Matera e la Basilicata” è una mostra di quadri fotografici, è un viaggio nella storia della città e della regione per raccontare il passato e il “moderno presente” che rimane imprescindibilmente legato alla nostra storia, ai valori e alle tradizioni.
Gli autori degli scatti sono tre artisti lucani, ben conosciuti anche a livello nazionale, individuati secondo una precisa scelta progettuale che la Fondazione ha voluto perseguire.
1) Rocco Scattino è un fotografo che vive nell’area materana e che offre una interpretazione della città dei Sassi “da dentro” ovvero da chi vive quotidianamente questa città e ne sa cogliere le intime connotazioni. Ha in repertorio produzioni originali, ricche di glamour, apprezzate e riconosciute “toto corde” dai free lance che operano oltre il confine cittadino, con i quali condivide uno job sharing. Ad una consolidata esperienza nella creazione di flash fotografici fortemente personali, dallo stile travolgente, Scattino crea nei suoi lavori più arditi una coreografia di straordinaria sensibilità̀ artistica. È il caso di “rubbish make’s art”, scatti estemporanei tratti da scarti industriali, con i quali l’autore crea, plasma la materia e la assimila alle forme di oggetti che fanno parte del vivere quotidiano.
2) Salvatore Laurenzana fotografo e videomaker. Vive e lavora a Potenza e ci offre una lettura, di Matera e della Basilicata, più distaccata ma comunque confidenziale. Usa il mezzo fotografico e audiovisivo come ponte per esplorare e interpretare visivamente gli aspetti della vita e della conoscenza collaborando con architetti, paesaggisti, filosofi, sociologi e poeti sia come interprete visivo di concetti e tematiche che come documentatore di eventi culturali. La ricerca personale converge verso il racconto, nelle sue varie declinazioni visive, del rapporto che intercorre fra gesto umano e impatti conseguenti.
3) Marilena Divito Ha conseguito il diploma/laurea all’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata a Roma. Vive e lavora in Basilicata, nel suo paese d’origine Brienza. Da sempre interessata alla bellezza e al fascino mistico della sua terra, ha realizzato progetti personali tra cui : “luoghi dell’abbandono” (riguardanti i quattro paesi fantasma lucani) e “a panza chiena” dove il cibo, prettamente lucano, va a toccare ricordi, emozioni e sensazioni. Gran parte della sua produzione fotografica coglie tracce di vita quotidiana mettendo in risalto l’uomo e il suo interagire con l’ambiente. Propone una lettura di Matera e della Basilicata con la sensibilità̀ femminile e di una giovane professionista.
Le immagini sono a colore con una risoluzione tale da poter avere ottima nitidezza nel formato 50×70 cm. Per ogni artista sono stati selezionati 15 scatti di cui 10 su Matera e 5 sul resto della regione.
La Fondazione, nella figura del Presidente, arch. Michele Graziadei, è committente e produttore della mostra, l’arch. Annamaria Verrastro è curatrice della stessa e l’arch. Angelo Cicerchia è l’organizzatore logistico.
Le opere sono allestite su pannelli rigidi 50x70cm., spessore 10 mm. in kapafix ignifugo e sono state preparate e incorniciate già pronte per essere esposte.
Ad ogni quadro è stata abbinata una didascalia tratta da espressioni di celebri personaggi come Eraclito, Giovanni Pascoli, Renzo Piano, Rocco Scotellaro, Carlo Levi ed altri, con l’intento di comunicare l’immagine fotografica anche con poche ma significative parole.
Il lavoro è interamente riportato su un catalogo, “a libretto” 22×22 cm., in quadricromia con copertina lucida.
La mostra è interamente musicata con tre colonne sonore, una per ogni artista, appositamente composte dai musicisti lucani Domenico Filitti e Dario Satriano. Collegandosi con lo smartphone al QRCode si ha accesso alle note e si può scaricare l’intero catalogo. Ogni brano si ripete finché non si cambia la visione delle foto di ciascun artista.
Alla sala dove sono esposti i quadri dovrà̀ sempre essere annessa una sala conferenza/proiezioni per tenere, in occasione della cerimonia di inaugurazione della mostra, la conferenza su “Matera e la Basilicata”.
La conferenza, sotto forma di racconto e con suggestive immagini proiettate, inizia con brevi cenni geografici e storici della Lucania per offrire, in successione, l’immediato riferimento spaziale e temporale per una conoscenza più̀ approfondita su ciò̀ che oggi la Regione offre. Non si riuscirà̀ a trattare tutti gli argomenti che caratterizzano questa terra per cui saranno effettuati solo brevi cenni su molti temi mentre si effettuerà̀ un particolare approfondimento sulla città di Matera.
Matera, è stata considerata “vergogna nazionale” per le antigieniche condizioni in cui viveva la sua popolazione nei Sassi. Nel 1993 l’Unesco ha dichiarato, proprio quel quartiere Sassi, patrimonio mondiale dell’umanità̀ e, come se non bastasse, a ottobre del 2014 Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019.
È una città tra le più̀ antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso i millenni di questa lunghissima storia.
Oggi Matera è conosciuta come la città dei Sassi per il suo nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più̀ complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali.
La città è al centro di un incredibile paesaggio rupestre che conserva un grande patrimonio di cultura e tradizioni, ed è sede di eventi espositivi di grande prestigio nazionale ed internazionale.
La sua storia è affascinante e complessa: città di confine, di contrasti, di competizione nonché́ fusione di paesaggi, civiltà̀, culture, diverse. Dalla civiltà̀ rupestre a quelle di matrice bizantina ed orientale fino all’avvento dei Normanni con il sistematico tentativo di riduzione della città rupestre alle regole della cultura delle città europea. Con il romanico, il rinascimento ed il barocco sono stati otto secoli di costruzione e rifinitura della città in cui c’è stato il tentativo di plasmare e vincere le naturali resistenze del preesistente habitat rupestre, determinando architetture e sistemazioni urbane di particolare qualità̀ ed originalità̀. Oggi, nel segno della cultura urbanistica europea, gli aspetti della sfida della riqualificazione, del recupero sostenibile, della riconquista dell’identità̀ perduta sono le attività̀ che hanno riportato alla ribalta questa città unica diventata a ragione patrimonio mondiale dell’umanità̀.
Sulla scorta di questa particolare vicenda storica, Matera offre l’affascinante sensazione di scoprire, sul filo originale della propria cultura e delle proprie emozioni, le tracce, a volte apparentemente umili, a volte colte, di quella competizione che ha a lungo caratterizzato la città.
L’architettura irripetibile dei Sassi racconta la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente e al contesto naturale, utilizzando con maestria semplici caratteristiche come la temperatura costante degli ambienti scavati, la “calcarenite” del banco roccioso per lo scavo delle grotte e la successiva costruzione delle abitazioni fuori terra nonché́ l’utilizzo dei pendii per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorici.
Detta conferenza tratterà̀ aspetti storici, antropologici, architettonici e paesaggistici ad integrazione della mostra allestita.
La Fondazione curerà̀ la conferenza assicurando sempre la presenza di n. 2 suoi conferenzieri.
Seguirà sempre un ampio dibattito.
Sia la mostra che la conferenza l’abbiamo tenuta in vari ambiti regionali, extraregionali e internazionale ed abbiamo raccolto sempre grande apprezzamento.
Sono due strumenti molto efficaci per far conoscere la Basilicata dentro e fuori dai confini regionali. Attraverso le immagini, le didascalie, le colonne sonore e la conferenza si costruisce un racconto molto intimo ma anche estremamente realistico.
Nelle location in cui si attuerà il progetto si ipotizza una grande partecipazione di pubblico. Il coinvolgimento dei giovani rappresenta un ulteriore elemento di forza per la conoscenza della nostra regione e della sua storia. Potrà essere prevista anche una seconda conferenza di replica (oltre quella dell’inaugurazione della mostra) per consentire la partecipazione delle studentesche.




