Inaugurata nel pomeriggio Salone degli Stemmi dell’Episcopio in piazza Duomo a Matera è la mostra “Luce da Luce. Nicea 1700 anni dopo”, aperta al pubblico fino al prossimo 26 marzo.
Curata dalla Pontificia Università della Santa Croce e dall’Associazione Patres, la mostra è stata presentata nell’agosto 2025 al Meeting di Rimini.
L’iniziativa nasce in occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, evento di straordinaria portata storica non solo per la tradizione cristiana, ma anche per la cultura del Mediterraneo.
La mostra è stata illustrata in un incontro coordinato dal responsabile ufficio comunicazione della Diocesi Matera-Irsina, Erasmo Bitetti che ha coinvolto Monsignor. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico e Monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo emerito di Taranto. In sala tra gli altri il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico e il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto.
In quel contesto, la Chiesa delle origini si confrontò, in dialogo con la cultura del proprio tempo, con una delle questioni più decisive della propria identità: dare ragione del fatto che in Gesù Cristo Dio è entrato nella storia umana.
Da questo confronto, maturato in un mondo attraversato da visioni e sensibilità differenti, emerse un cammino comune di ricerca di senso e di unità: Nicea divenne così uno dei primi grandi laboratori di mediazione culturale del Mediterraneo.
La mostra propone un percorso storico e culturale che non si limita a rievocare un evento del passato, ma ne evidenzia la sorprendente attualità, accompagnando il visitatore nella comprensione dell’origine della fede cristiana.
In questa prospettiva, la mostra si configura come un’occasione preziosa per promuovere un confronto su temi di grande attualità: il rapporto tra tradizione e contemporaneità, tra identità e dialogo, tra pluralismo culturale e costruzione della pace.
Il progetto trova una significativa consonanza con il tema “Terre Immerse”, scelto per Matera – Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026: l’immagine dell’antica basilica di Nicea, oggi sommersa dalle acque del lago di Iznik, diventa una metafora eloquente di ciò che, pur apparendo lontano o sommerso, continua a sostenere il presente.
Nei giorni di apertura della mostra (orario: 10-13 e 16-19) saranno organizzate visite guidate gratuite per cittadini e visitatori nonché percorsi dedicati a scuole e università, anche con l’ausilio di audioguide.
L’iniziativa culturale è promossa dalla Fraternità di Comunione e Liberazione che nelle scorse settimane, e in accordo con le diocesi lucane, ha portato la mostra anche in altri comuni della Basilicata, tra cui Potenza, Bernalda e Senise.
La mostra ha ricevuto il patrocinio della Fondazione Matera-Basilicata 2019, del Comune di Matera e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata.
La fotogallery della mostra (foto www.SassiLive.it)









