Inaugurata questa mattina a Matera “The Sea Is Closer Than You See”, mostra collettiva diffusa dedicata al rapporto tra arte contemporanea, tecnologie digitali, intelligenza artificiale e cultura mediterranea, a cura di Chiara Canali, con la collaborazione di Simona Spinella. La mostra si potrà visitare fino al prossimo 8 dicembre. Si tratta di una mostra “itinerante”, con le opere accolte in diversi spazi culturali della città di Matera: un ipogeo del Musma, la sala 10 e la sala della Grafica. Palazzo Lanfranchi, le sale immersive dell’Open Space Apt Basilicata nel Palazzo dell’Annunziata e il nuovo spazio del TAM (Tower Art Museum).
Il progetto è promosso dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Comune di Matera con il sostegno del Ministero della Cultura nell’ambito del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
La mostra è realizzata in collaborazione con Musei Nazionali di Matera, Apt Agenzia di promozione territoriale di Basilicata e i musei Musma e Tam. L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio istituzionale dell’Ambasciata della Repubblica di Cipro e dell’Ambasciata della Repubblica di Lettonia.
L’indagine critica scaturisce da una domanda apparentemente semplice: “quanto può essere lontano il mare da un luogo che appartiene profondamente al Mediterraneo?” e assume come punto di partenza una delle affermazioni fondanti del Dossier Terre Immerse: “direct access to the sea is not a prerequisite for belonging to the Mediterranean”. L’appartenenza mediterranea, infatti, non può essere definita esclusivamente dalla prossimità geografica alla costa. Il Mediterraneo è anche una rete di relazioni, scambi, migrazioni, memorie, economie, culture e trasformazioni che si estende profondamente nell’entroterra.
Città dell’interno lucano, Matera non costituisce un’eccezione alla geografia mediterranea. La sua stessa conformazione geologica conserva la memoria di un’antica presenza marina: la calcarenite dei Sassi racconta fondali emersi, mentre cisterne, sistemi di raccolta e ambienti ipogei testimoniano una relazione millenaria con l’acqua. Il mare, apparentemente distante, è dunque inscritto nella materia stessa della città.
È proprio questa distanza solo apparente a costituire il cuore concettuale di “The sea is closer than you see”. Il titolo non indica un mare da raggiungere, ma un mare già presente: invisibile eppure attivo, sedimentato nella pietra, nelle immagini, nelle memorie, nei corpi, nei percorsi umani e oggi anche nei flussi di dati e nei sistemi algoritmici.
Le opere di Studio Azzurro, Andrea Crespi, Martin Romeo, Valentinaki, Leonardo Antonio Avezzano con Valentin Ammann, Baris Gencel, Giuseppe La Spada, Silvio Giordano e Julius Horsthuis costruiscono un dialogo tra pratiche differenti: videoinstallazione, fotografia, olografia, installazione sonora, arte generativa, intelligenza artificiale, computer vision e ambienti immersivi.
La mostra interpreta i quattro nuclei di Terre immerse – Stratificazioni, Isolamenti, Contaminazioni e Transumanze – come altrettante modalità per leggere il Mediterraneo contemporaneo: territorio di sedimentazioni geologiche e culturali, spazio di relazione tra centro e margine, luogo di incontro e ibridazione, teatro di mobilità, migrazioni e circolazione di persone, linguaggi e saperi.
La riflessione della curatrice Chiara Canali trova un riferimento particolarmente significativo nel “Pensiero meridiano” di Franco Cassano, che invita a considerare il Mediterraneo come uno spazio in cui le differenze entrano in relazione tra loro. Il mare, nella sua stessa etimologia, è mediterraneus, ciò che sta “in mezzo alle terre”: non separa soltanto, ma mette in comunicazione. La distanza dalla costa non coincide quindi con la distanza dal Mediterraneo.
Nel pomeriggio nella Sala Conferenze di Palazzo Lanfranchi a Matera è in programma il talk “The Sea as a Medium: Art, Technology and Mediterranean Imaginaries”. Saranno presenti gli artisti. Il talk, introdotto da Rita Orlando, Direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019 sarà moderato da Chiara Canali.
La fotogallery della mostra (foto www.SassiLive.it)









