Conclusa 5^ edizione “Genius Gesualdo – Luci e ombre nel Rinascimento Italiano” a Venosa: report, intervento Anna Maria Gallo (Responsabile regionale Azzurro Donna Turismo culturale e arti performative).
Di seguito la nota integrale.
L’arte interpreta l’arte: Venosa celebra il Rinascimento Italiano
Ci sono eventi che non si limitano a essere rappresentazioni artistiche, ma diventano esperienze collettive capaci di lasciare un segno profondo nell’animo di chi vi assiste. È quanto accaduto a Venosa, nella splendida cornice dell’Auditorium San Domenico, dove il 20 maggio si è conclusa la quinta edizione di “Genius Gesualdo – Luci e ombre nel Rinascimento Italiano”, un percorso culturale intenso e coinvolgente dedicato alla figura di Carlo Gesualdo.
In qualità di Responsabile Regionale Azzurro Donna del Turismo e delle Arti Performative, non posso che esprimere orgoglio e gratitudine per l’impegno che la città di Venosa continua a profondere nella valorizzazione delle arti e della cultura come strumenti educativi, inclusivi e profondamente identitari.
La serata conclusiva ha visto protagonista lo straordinario spettacolo “Tableaux Vivants da Caravaggio”, inserito nel Festival dei Cinque Continenti di Pasquale Cappiello. Una rappresentazione intensa e suggestiva, capace di trasformare il corpo umano in opera d’arte viva, in perfetto equilibrio tra luce, ombra ed emozione.
Ragazzi straordinari, come ha sottolineato il professore critico d’arte Antonello Di Pinto, che hanno dato vita a una performance di rara bellezza: il potere della trasformazione, la forza dell’interpretazione visiva e la plasticità dei corpi hanno reso ogni scena un quadro pulsante di emozione.
Il pubblico, completamente immerso nell’atmosfera caravaggesca, ha vissuto una vera esperienza catartica.
L’arte, ancora una volta, ha dimostrato di parlare a tutti. Ha coinvolto spettatori di ogni età, indipendentemente dalla conoscenza approfondita del Caravaggio o delle arti performative. Perché la vera arte non ha bisogno di spiegazioni: arriva diretta, commuove, genera pathos e lascia dentro qualcosa di eterno. Uno spettacolo assolutamente estemporaneo, che avrebbe certamente conquistato anche Aristotele.
Tre intense giornate hanno celebrato Carlo Gesualdo tra musica, arte, storia e spettacolo, restituendo al pubblico la complessità e il fascino di uno dei personaggi più enigmatici del Rinascimento italiano.
Il 18 maggio, in Piazza Castello, si è svolto “Alla corte di Gesualdo: l’accordo perfetto tra luce della gloria e l’ombra del tormento”, con cortei storici, danze rinascimentali, scacchi viventi e arti sceniche curate dall’Istituto Comprensivo “Carlo Gesualdo da Venosa” e dall’Associazione La Quadriga.
Il 19 maggio, presso l’Abbazia della Santissima Trinità, spazio alla riflessione culturale e musicale con gli interventi del Prof. Antonio Vaccaro, autore della relazione “Carlo Gesualdo: tre nomi, tre volti. Percorsi di vita sulla partitura di una massima ebraica”, e del Maestro Walter Testolin con “Italia mia – Storia necessaria del Madrigale italiano”.
Di straordinario impatto anche il concerto del Rossoporpora Ensemble, “Son si belle le rose – Gesualdo e Ferrara”, insieme alle performance musicali del Liceo Musicale e dell’Istituto Comprensivo, che hanno saputo fondere formazione, talento e passione.
Una manifestazione resa possibile grazie alla collaborazione tra le scuole di Venosa e l’Amministrazione Comunale, con il patrocinio di Regione Basilicata, APT Basilicata, Città di Venosa, Città del Vino, I Borghi più belli d’Italia e Artistica Management.
Un plauso speciale va al Sindaco Francesco Mollica e all’assessora Rossella Centrone e all’intera amministrazione comunale per aver creduto nella forza della cultura come motore di crescita sociale, turistica e umana.
Venosa si conferma così non solo custode della memoria storica, ma autentico laboratorio di bellezza, dove il passato continua a dialogare con il presente attraverso il linguaggio universale dell’arte.

