La denuncia dell’imprenditore Franco Lasala: “Matera un po’ razzista e indifferente? Penso di sì”

25 Febbraio, 2020 08:47 |
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

L’imprenditore materano Franco Lasala ha inviato alla nostra redazione alcune riflessioni su alcuni episodi vissuti durante la sua attività professionale di agente immobiliare. Di seguito la nota integrale.

La città è un po’ razzista ed è indifferente? Penso di si.

Vi racconto alcuni episodi sgradevoli registrati nella nostra città.

Ricevo incarico per affittare un locale commerciale nel centro della città: un imprenditore cinese è interessato, ma attendo risposta dalla proprietaria: “No ai cinesi è questione di pelle”. Da premettere che la signora proprietaria è commerciante da due generazioni;

Lo scorso anno un “alto rappresentante delle Istituzioni” mi ha dato l’incarico per affittare un appartamento zona nord: iniziano i contatti e le visite (tutti extra-comunitari con regolare busta paga), ma il proprietario mette il “veto” dicendo: “sai Franco i condomini…”

Nella scorsa settimana ricevo un incarico da un “professionista” per affittare un appartamento di nuova costruzione.

Tra le persone referenziate “mi sta a cuore un signore diversamente abile” con doppia pensione pari a 1800 euro mensili, persona distinta, perbene e l’appartamento scelto è ideale perchè il cittadino non trova nessun ostacolo per l’accesso, sia esterno che interno.

Risposta del proprietario: “Franco potrei avere “problemi”. A quel punto gli ho risposto che il problema è del signore, non suo. Gli ho consegnato le chiavi e l’ho mandato al diavolo. Che schifo, che mondo di…, l’indifferenza regna sovrana, la sensibilità e il buonismo per modo di dire va sotto il tacco delle scarpe.

Non dimentichiamoci com’erano trattati i meridionali: a New York in quarantena in un isolotto, in Svizzera nelle baracche alle estreme periferie delle città; in Belgio per un patto scellerato fra lo Stato italiano e Bruxelles il “baratto” in cambio del carbone per l’Italia a costo politico e mano d’opera italiana nelle miniere. Risultato: “Oltre cento morti italiane per il crollo della miniera di carbone a Marcinelle”.

Questo è il popolo e quando la cosiddetta società civile, professionale e istituzionale si comporta cosi mi si accappona la pelle.

 

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

1 commento

  1. 1 mese  

    Nicolacritico

    la civiltà non si acquisisce comprandosi un titolo grazie ai giacimenti petroliferi, prendiamone atto.