Criticità accoglienza migranti all’hotel Old West di Ferrandina, lettera aperta di Siulp Basilicata e Fns Cisl Basilicata a Ministro Lamorgese, Governatore Bardi, Prefetto Argentieri, Questore Liguori e direttore regionale Vigili del Fuoco Boscaino

10 Agosto, 2020 01:06 |
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Il segretario generale regionale Siulp Basilicata, Remo Buonsanti e il segretario regionale FNS CISL Basilicata, Rocco Scarangella al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al governatore lucano Vito Bardi, al prefetto di Matera, Rinaldo Argentieri, al Questore di Matera, Luigi Liguori, al direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Giampietro Boscaino, al Comandante Provinciale reggente dei Vigili del fuoco di Matera Giampietro Boscaino e per conoscenza alla Direzione Centrale della Immigrazione e della Polizia delle Frontiere e Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza di Roma per denunciare le criticità riscontrate nell’accoglienza dei migranti all’hotel Old West di Ferrandina Scalo. Di seguito la nota integrale.

Un Giano bifronte continua a custodire le porte del Viminale

Illustrissime Autorità.

L’aumento esponenziale di approdi di migranti sulle nostre coste sta mettendo a prova la tenuta dell’apparato Sicurezza e Sanità. Detta situazione, data la mancanza di uomini, espone a stressanti carichi di lavoro il personale addetto, ponendo i mezzi e la logistica degli uffici della Questura di Matera, dei Commissariati e del Distaccamento Vigili del Fuoco di Ferrandina, allo stremo delle forze. A nostro avviso pregiudica i diritti del personale e la capacità operativa degli altri settori dell’attività di Polizia e del Soccorso Pubblico, compromettendo la tenuta del sistema della sicurezza e dei servizi al cittadino.
Com’è noto in questi giorni scorsi nella provincia di Matera, Ferrandina Scalo, con provvedimento ministeriale, la Prefettura di Matera si è fatto carico circa la sistemazione di un centinaio di cittadini di nazionalità Tunisina, condotti presso la struttura alberghiera “Old West”, in prossimità della strada statale 407 Basentana, strada ad alta intensità di traffico e con mezzi pubblici in transito, per le necessarie attività di routine.
A seguito dell’emergenza Covid-19 in una struttura alberghiera non si può gestire nessuno in quarantena, dato che alcuni ospiti sono già risultati positivi ai controlli; poiché molti ospiti escono abitualmente indisturbati, la struttura è inadeguata creando potenziali problematiche di sicurezza sanitaria.
A seguito delle recenti fughe dal suddetto Albergo, si avvalora la tesi sostenuta da sempre dal SIULP, cioè che queste “strutture di accoglienza” sono vere e proprie bombe ad orologeria. La fuga di clandestini, in attesa di rimpatrio, non è il risultato del caso ma del caos. Pare che l’immaginario Giano bifronte, frutto dell’appropriata metafora posta nel titolo continua sicuramente a custodire le decisioni del Dipartimento.
I “rinforzi” in emergenza richiesti finanche dalla Segreteria Provinciale del SIULP di Matera, esprimono le facce del Giano che porge una faccia attestando l’aumento del personale, ma dall’altra non garantisce la sicurezza degli operatori della Polizia di Stato trovandoci quindi al punto di partenza. Non sono state valutate attentamente le condizioni dell’organico per fronteggiare queste situazioni. Circa 12 uomini con l’ausilio di cinque unità della del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco del distaccamento del Comune di Ferrandina, rispetto a settantotto , potrebbero essere un numero proporzionato in condizioni diverse ma qui sottolineiamo che le ragioni che portano i migranti a scappare dalla struttura alberghiera dove sono alloggiati è la loro posizione quali “immigrati economici”, di cui 18 risultati positivi ai test COVID -19, che non hanno nulla da perdere, se non quello di fuggire come già accaduto per i trentadue fuggitivi dalla struttura alberghiera. In tutto questo marasma ogni giorno i poliziotti della Questura di Matera e dei Commissariati della provincia della città dei Sassi, da un solo giorno supportati dal Reparto mobile di Napoli, sono impegnati per la vigilanza, sono costretti a fare da semplici spettatori, non possono intervenire, non possono controllare chi rientra dopo la fuga.
La mancanza di una politica certa ed univoca circa la gestione e l’accoglienza degli immigrati, ne ha favorito una gestione da dover definire con servizi permanentemente provvisori, in cui le forze dell’ordine e la Polizia di Stato in primis, fronteggiano l’immane problema umanitario divenuto assurdamente un “problema polizia”. In Italia, purtroppo è di quotidiana gestione, il riuscire a mutare la natura di un problema anche e solo in base a chi ne viene affidata la gestione “emergenziale” pretendendo metamorfosi degne dei più famosi trasformisti che hanno visto i poliziotti professionisti dell’ordine pubblico e del controllo del territorio, gli investigatori, i Finanzieri ed i Carabinieri tutti, Vigili del Fuoco, diventare esperti di accoglienza, di umanità e di mediazione.
Anche se non si è verificata la fuga di massa, che avrebbe potuto rappresentare un problema anche per la sicurezza dei cittadini, di certo il mancato controllo sanitario per presunti casi asintomatici è di certo un serio problema per tutto il contesto. A Ferrandina scalo, un ALBERGO è stato trasformato in centro di accoglienza, dove gli operatori della Polizia di Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, svolgono i loro turni a bordo dei mezzi. Bisognerebbe domandarsi secondo quale scienza, coscienza e criterio, è stata decretata l’idoneità di questo sito e chiedersi il perché non sono state valutate altre soluzioni alternative.
I poliziotti e gli operatori del Soccorso pubblico in servizio sono a pezzi, in senso fisico e anche morale e soprattutto allarmati per l’emergenza sanitaria a seguito della pandemia da COVID -19. Fanno del loro meglio per evitare fughe e probabili rivolte, pur essendo consapevoli che avranno la peggio.
Nonostante gli eccezionali sforzi profusi dalle nostre Amministrazioni per assicurare la sicurezza degli operatori in servizio, dotando gli stessi di tutti gli strumenti necessari per la protezione dal Covid, le interminabili operazioni successive allo sbarco, generano giustificate preoccupazioni per la sicurezza e la salute degli agenti impiegati, delle loro famiglie, finanche dei cittadini delle località in cui vengono successivamente ospitati tali soggetti. Non ci si può esimere da una seria riflessione che porti alla realizzazione di un protocollo di sicurezza che garantisca che tali situazioni non vadano a generare cortocircuiti di una gravità tale da diventare poi ingestibili
Ebbene, se già più volte il Siulp si è espresso rappresentando che l’immigrazione non può e non deve essere considerato soltanto un problema di ordine pubblico, richiedendo a più riprese, la partecipazione alle operazioni degli sbarchi ed alla successiva gestione della presenza di tali cittadini extracomunitari nel territorio nazionale, di altre componenti della nostra società, adesso la situazione già di per se insostenibile, rischia di mettere in crisi l’apparato della sicurezza che la Polizia di Stato deve garantire.
Non possiamo permettere che giorno dopo giorno, con le fughe gli immigrati si portano via “un pezzo di tutti i sacrifici” dovuti dal lockdown per contrastare il dilagare del contagio da COVID-19, ma soprattutto un pezzo dell’integrità fisica dei dipendenti.
In tale contesto, non possiamo sempre e comunque lasciare il “cerino” in mano agli operatori della Polizia di Stato e del Soccorso pubblico, benché rappresentano l’help professional, rivolto alla salvaguardia dei cittadini nella delicata attività di controllo, cercando di essere per primi, i garanti di sicurezza sanitaria, pertanto parte della soluzione e non del problema.
Per il bene di tutti, siamo quindi a chiedervi uno “scatto di reni” e fortunatamente, stiamo tutt’ora interloquendo con persone che per quanto ci riguarda, dimostrano competenza in materia e una spiccata inclinazione nel confronto con le OO.SS. e ancor più con il Siulp e la Federazione Nazionale Sicurezza CISL massime espressioni sindacale nel Comparto Sicurezza e Soccorso Pubblico.
Perciò, alla luce di quanto finora esposto, queste OO.SS., sentono forte la necessità e il dovere di chiamare in causa il Presidente della Regione Basilicata Vito BARDI, del Prefetto di Matera, Rinaldo Argentieri in cui il SIULP e la F.N.S. CISL lucano vorranno trovare interlocutori giustamente attenti alle responsabilità generali dell’O.P. e della sicurezza pubblica nella provincia e la sovraintendenza all’attuazione delle direttive emanate in materia per assicurare unità di indirizzo e di coordinamento dei compiti e delle attività della Forza Pubblica.
Il senso di responsabilità e il ruolo che il Siulp da oltre 41 anni ha assunto, e della F.N.S. CISL ci pongono su un gradino più in altro rispetto a chi, almeno fino ad ora, non è stato in grado di sollevare la questione.
Siamo quindi a rivendicare con forza il nostro ruolo, quello di un Sindacato non solo competente nella intrinseca materia della sicurezza, ma prodromico alla tutela del personale. Pertanto saremo intransigenti laddove qualcuno, in questa fase, vorrà relegarci ad una mera funzione di consultazione. Siamo della convinzione che nelle relazioni più moderne, è invece necessario che le parti condividano obiettivi comuni per ridare al cittadino servizi qualitativamente più esigibili ed evitare conflittualità con il proprio datore.
Il Siulp Basilicata, e la Federazione Nazionale Sicurezza CISL nelle more di indire una specifica conferenza stampa, fin d’ora chiedono alla politica ed al Prefetto di Matera il trasferimento degli ospiti alloggiati presso la struttura alberghiera Old West in strutture adeguate che garantiscano a chi è alloggiato una degna permanenza, tenuto conto che in caso di quarantena potrebbe durare anche mesi, ma in particolare modo per i lavoratori della Polizia di Stato e degli operatori del Soccorso pubblico che devono assicurare la sicurezza ai cittadini dei Comuni limitrofi alla struttura, sia da un punto di vista prettamente di Ordine pubblico che in generale di natura sanitaria.
Sarà loro premura, in tal caso, portare lo stato della vertenza ad un livello di attenzione maggiore coinvolgendo il Ministro degli Interni e se necessario interpellare le fonti parlamentari, benché siamo convinti che le Autorità locali, a ben donde, sapranno affrontare energicamente e bene la questione.
Nel porci a disposizione per qualsivoglia audizione ed in attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.

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