“L’ampio risalto dedicato all’attivazione dei due nuovi corsi di laurea triennale dell’Università della Basilicata, Sistemi agroalimentari sostenibili a Matera e Scienze e Tecnologie per il Verde Urbano a Potenza, dimostra quanto il tema del futuro dei nostri giovani e della tutela del territorio sia ormai maturo e sentito dall’opinione pubblica. Si tratta di un’ottima notizia, che si inserisce anche nella sfida lanciata poche settimane fa con la mia lettera aperta al Magnifico Rettore. Affinché questa nuova offerta formativa non rimanga confinata sulla carta o si trasformi nell’ennesima illusione per le giovani generazioni, la politica ha però il dovere di promuovere un radicale cambio di paradigma istituzionale”.
Lo dichiara il consigliere regionale del centrosinistra e presidente della Commissione Bilancio, Roberto Cifarelli.
“Il nuovo corso di laurea dedicato ai sistemi agroalimentari, istituito a Matera, deve necessariamente incrociare i bisogni reali del territorio e connettersi in maniera strutturale con il cuore produttivo del Metapontino. Parliamo di un’area d’avanguardia, caratterizzata da produzioni ortofrutticole di assoluto pregio, come le fragole e le nettarine, che necessita di una forte regia pubblica per governare le transizioni tecnologiche ed ecologiche. Non ha senso formare i giovani nelle aule universitarie senza integrare tirocini, Living Lab e dottorati con le sperimentazioni applicate e con il tessuto economico delle nostre imprese agricole”.
Secondo Cifarelli, la vera sfida si gioca sul terreno di un riformismo radicale.
“L’ALSIA nacque nel 1996, esattamente trent’anni fa, come evoluzione del vecchio ESAB, ereditando e gestendo il patrimonio legato alla storica Riforma fondiaria degli anni Cinquanta. In questi tre decenni, però, l’agricoltura è cambiata profondamente. Oggi la competizione globale si affronta puntando sulla sostenibilità energetica, sulla tracciabilità delle filiere, sulla robotica e sulle biotecnologie. Il riformismo radicale impone di non limitarsi alla manutenzione passiva dell’esistente o ai bonus distribuiti senza una strategia, ma di trasformare profondamente le strutture pubbliche. Per questo, a trent’anni dalla sua nascita, l’ALSIA deve essere completamente riformata e diventare formalmente l’Agritech della Basilicata, un vero hub regionale per il trasferimento tecnologico e l’innovazione nel settore agricolo”.
“All’interno di questo nuovo disegno – conclude Roberto Cifarelli – è fondamentale il rilancio strategico dell’eccellenza scientifica rappresentata dal centro di ricerca Metapontum Agrobios, che deve operare in raccordo organico e strutturale con l’UniBas. Alla ripresa dei lavori consiliari di settembre avanzeremo alla maggioranza di centrodestra proposte precise: una legge di riforma dell’ALSIA in chiave Agritech; un accordo quadro strutturale tra UniBas, ALSIA e Agrobios, affinché i laboratori di Metaponto diventino veri campus applicativi per i nuovi studenti; lo stanziamento di borse di studio finanziate con le risorse No Oil, per garantire pienamente il diritto allo studio ai giovani lucani che scelgono di investire nel settore primario. L’agricoltura e la tutela del paesaggio del futuro non si costruiscono con le passerelle o con gli annunci estivi, ma attraverso la lungimiranza della programmazione istituzionale”.
Potenza, 6 agosto 2026

