Con il documento approvato all’unanimità, si ribadisce che: “davanti a un territorio ferito, è dovere delle istituzioni essere credibili, dire la verità, decidere in fretta, distinguere gli strumenti, trovare le risorse e rendere conto dei risultati.
Dopo la pausa estiva, il Consiglio regionale della Basilicata, presieduto dalla Vicepresidente Maddalena Fazzari, è tornato a riunirsi in seduta straordinaria, dedicando il confronto ai gravi danni provocati dalla tromba d’aria che lo scorso 2 settembre ha colpito Policoro. L’Assemblea ha approvato all’unanimità dei presenti una Risoluzione unitaria, primi firmatari Napoli e Lacorazza, i quali hanno evidenziato il grande senso di responsabilità che ha caratterizzato la discussione sulla questione.
Con il documento si ribadisce che: “Davanti a un territorio ferito, il primo dovere delle istituzioni è essere credibili. Credibili significa dire la verità, decidere in fretta, distinguere gli strumenti, trovare le risorse e rendere conto dei risultati. La Regione non promette ristori senza regole e non lascia nessuno senza ascolto: mette in sicurezza, sostiene la ripartenza, difende presso lo Stato le ragioni della Basilicata e prepara il territorio a eventi che non possono più essere considerati eccezionali soltanto perché imprevedibili nel giorno e nell’ora. La risposta al 2 settembre deve diventare un patto concreto tra Regione, Comune di Policoro, territori, imprese e Governo nazionale per salvare oggi il lavoro e il reddito; ricostruire domani con più sicurezza; impedire che alla prossima emergenza si riparta ancora da zero. Questo è il compito di una maggioranza che governa: assumere la responsabilità delle scelte, unire le istituzioni e trasformare la vicinanza in fatti”. Contemplato in 28 punti l’impegno richiesto al Presidente e alla Giunta regionale.
In apertura di seduta la Presidente Fazzari, dopo aver rivolto il saluto dell’Assemblea al sindaco di Policoro, Enrico Bianco, presente ai lavori, e ringraziato tutti coloro che si sono adoperati nel prestare un primo soccorso, si è soffermata sui danni subiti dal comparto balneare e, soprattutto, da quello agricolo. “Fortunatamente – ha precisato – non ci sono stati danni alle persone ed è questo l’aspetto più importante. Ora è necessario che maggioranza e opposizione lavorino insieme per il bene della comunità”. Successivamente la guida dei lavori è stata affidata al vicepresidente Chiorazzo.
Sul tema si è sviluppato in Aula il confronto tra i consiglieri regionali, con particolare attenzione alle iniziative da mettere in campo per accompagnare la comunità di Policoro nella fase di emergenza e di ripartenza e alle interlocuzioni con il Governo nazionale per assicurare le necessarie risorse, e all’impegno non più rinviabile di una precisa e puntuale programmazione sulla governance del territorio. Ad inizio dei lavori le comunicazioni dell’assessore alle Infrastrutture, Reti Idriche, Trasporti e Protezione Civile, Pasquale Pepe, dell’assessore all’Agricoltura, Carmine Cicala, e dell’assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione, Istruzione e Sport, Franco Cupparo. Sono seguiti gli interventi dei consiglieri regionali: Leone, Casino, Verri, Morea, Tataranno, Picerno, Chiorazzo, Cifarelli, Marrese, Aliandro, Lacorazza, Napoli.
Il testo della risoluzione
Eventi meteorologici del 2 settembre 2026 nei territori di Policoro e della costa ionica – Misure per l’emergenza, la ripartenza, il ristoro dei danni e la prevenzione
Oggetto: Indirizzi alla Giunta regionale per una risposta unitaria, tempestiva e verificabile all’evento del 2 settembre 2026
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA
Premesso che
il 2 settembre 2026, nel pomeriggio, un evento meteorologico di eccezionale violenza ha investito Policoro e altri territori della fascia ionica lucana, con pioggia intensa, grandine e raffiche di vento superiori a 100 chilometri orari; in meno di venti minuti sono stati abbattuti centinaia di alberi e sono stati colpiti servizi, viabilità, abitazioni, imprese, stabilimenti balneari e aziende agricole;
l’evento, per intensità, rapidità e diffusione degli effetti, ha messo in pericolo persone e beni e ha prodotto danni al patrimonio pubblico e privato, alle reti, al verde urbano, alla fascia costiera e retrodunale, alle strutture turistiche e balneari, agli impianti produttivi, alle colture e alle strutture agricole;
il comparto agricolo, già esposto a una crescente frequenza di eventi estremi, ha subito danni a produzioni di alto valore, serre, tunnel, reti, coperture, telai metallici, impianti, magazzini, sistemi irrigui e viabilità poderale, con il rischio concreto di perdere non soltanto il raccolto, ma l’intera annata e quote di mercato;
il territorio di Policoro, insieme agli altri Comuni della costa ionica, rappresenta un nodo essenziale dell’agricoltura, del turismo, dell’occupazione e dell’immagine della Basilicata; la sua ripartenza non è una questione locale, ma un interesse dell’intera regione;
la presenza in Aula, del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di Policoro testimonia una collaborazione istituzionale che deve proseguire nel rispetto delle competenze, con decisioni rapide, informazioni univoche e un confronto permanente con chi opera sul territorio;
Preso atto che
alla data del 14 settembre 2026, la piattaforma SIA-RB, attiva fino al 30 settembre, registra 38 segnalazioni per una prima stima di circa 5 milioni di euro; i dati sono provvisori, devono essere verificati, depurati da duplicazioni e classificati per tipologia di danno e strumento attivabile;
le prime segnalazioni agricole, riguardano circa 155 ettari e sono riferite per circa il 95 per cento del valore alle colture: 78 ettari di fragola, con danni stimati intorno a 2 milioni di euro, 17 ettari di kiwi, 12 ettari di ortive e 9 ettari di agrumi; sotto il profilo territoriale, circa 130 ettari ricadono a Policoro, 10 a Scanzano Jonico e 10 a Tursi;
le strutture finora segnalate, interessano circa 5.000 metri quadrati; il numero complessivo delle segnalazioni potrebbe avvicinarsi a 50 entro la chiusura della piattaforma, fermo restando che soltanto l’istruttoria tecnica potrà accertare danni, nesso causale e ammissibilità;
dal 2 settembre, la Regione, il Comune di Policoro, la Provincia, la Protezione civile, il Dipartimento Agricoltura, ALSIA, il Consorzio di bonifica, gli uffici forestali e del demanio marittimo, le organizzazioni professionali e le strutture operative hanno avviato sopralluoghi, rimozione dei pericoli, ripristino della viabilità e raccolta delle segnalazioni;
con deliberazione n. 893 del 4 settembre, il Consorzio di bonifica ha disposto, con decorrenza 3 settembre e per sessanta giorni, la sospensione dei pagamenti correnti e della riscossione coattiva dei contributi irrigui per le aziende consorziate di Policoro, per un valore indicativo compreso tra 1,5 e 2 milioni di euro, riservandosi una successiva delimitazione alle imprese effettivamente danneggiate;
il 4 settembre, il Consorzio di bonifica è intervenuto nel territorio comunale con quattro squadre, ventiquattro lavoratori e sei mezzi, mentre ALSIA ha autorizzato gli interventi urgenti di bonifica e messa in sicurezza nelle aree di propria competenza;
il 10 settembre, Ufficio Foreste, ALSIA, Demanio marittimo e Consorzio di bonifica hanno sottoscritto un verbale congiunto per definire ruoli, priorità e un quadro operativo condiviso;
il 5 settembre, la presenza a Policoro del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e del Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha espresso la vicinanza dello Stato; alla Regione spetta ora tradurre tale attenzione in una documentazione completa e in richieste tecnicamente solide;
Visti
– il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, Codice della protezione civile, e in particolare gli articoli 7, 11, 24 e 25;
– la legge regionale 17 agosto 1998, n. 25, e in particolare l’articolo 18-bis, in materia di emergenze di impatto regionale o locale;
– la deliberazione della Giunta regionale n. 460 del 5 agosto 2025, recante criteri e modalità per il riconoscimento e la gestione dello stato di emergenza regionale;
– il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni, relativo agli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole;
– il Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027 e il Complemento regionale per lo sviluppo rurale della Basilicata, con particolare riferimento agli interventi di prevenzione e ripristino del potenziale produttivo agricolo;
– la normativa dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, che impone l’accertamento del danno e del nesso diretto con l’evento, lo scomputo di assicurazioni e altri indennizzi e il divieto di sovracompensazione;
Considerato che
lo stato di emergenza regionale consente di organizzare la risposta straordinaria e finanziare gli interventi ammissibili di soccorso, messa in sicurezza, ripristino dei servizi essenziali e rimozione delle situazioni di pericolo, ma non produce automaticamente il ristoro generalizzato dei danni privati;
l’eventuale stato di emergenza nazionale è deliberato dal Consiglio dei ministri quando intensità ed estensione dell’evento richiedono mezzi e poteri straordinari; la relativa richiesta deve essere sostenuta da una ricognizione attendibile e da una prima stima del fabbisogno, senza attendere la conclusione di ogni singola perizia e senza sospendere gli interventi regionali già possibili;
la risposta efficace richiede percorsi distinti ma coordinati: protezione civile per il soccorso e la sicurezza; strumenti agricoli per produzioni, impianti e strutture; misure specifiche per turismo, balneazione, commercio e altre attività produttive; strumenti dedicati per abitazioni e beni privati;
AgriCAT può intervenire soltanto nei casi, per gli eventi e sulle componenti di danno previsti dalla relativa disciplina; l’accesso non è automatico e deve essere verificato sulla base della causa effettiva del danno. Le domande devono essere presentate tramite MyAgriCAT o per il tramite dei CAA. Lo strumento non copre, in via ordinaria, serre, tunnel, reti, telai e fabbricati;
il Complemento regionale per lo sviluppo rurale prevede, nell’ambito dell’intervento SRD06, risorse per la prevenzione pari a 1,544 milioni di euro, di prossima attivazione, e una dotazione programmata di 3,6 milioni di euro per il ripristino del potenziale produttivo; tali misure devono essere rese coerenti con i danni effettivamente accertati e con le regole del programma;
l’ipotesi di uno strumento rotativo di liquidità da valutare con ISMEA o con il Consorzio di difesa, può essere utile per evitare che il tempo amministrativo faccia perdere la stagione produttiva, ma necessita di una verifica puntuale di fattibilità, sostenibilità finanziaria, garanzie e compatibilità con la disciplina europea;
gli eventi di aprile nei territori di Nova Siri e Rotondella e quelli del 2 settembre a Policoro mostrano che, in pochi mesi, la stessa area è stata colpita più volte: non si tratta più di episodi da affrontare isolatamente, ma di un rischio territoriale che richiede prevenzione strutturale;
Ritenuto che
la politica responsabile non debba promettere tutto a tutti, ma dire con chiarezza che cosa può essere fatto, con quale strumento, in quale tempo e con quali risorse;
la maggioranza di governo debba garantire unità di comando, rapidità amministrativa, leale collaborazione tra istituzioni e controllo pubblico dei risultati, assumendosi la responsabilità delle decisioni;
la ripartenza debba essere immediata per salvare la prossima campagna produttiva e, nello stesso tempo, debba rendere imprese, infrastrutture e territorio più resistenti agli eventi futuri;
nessun livello istituzionale possa sottrarsi alle proprie competenze e nessuna polemica possa sostituire atti, istruttorie, coperture e risultati verificabili;
IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE
A. Governo dell’emergenza e sicurezza immediata
1. Stato di emergenza regionale: a concludere con la massima urgenza l’istruttoria prevista dalla legge regionale n. 25 del 1998 e dalla DGR n. 460 del 2025, motivando la sussistenza dei presupposti e adottando gli atti conseguenti, con indicazione della durata, dell’ambito territoriale, della struttura responsabile e delle prime risorse disponibili;
2. Unità di comando: a istituire immediatamente una cabina di regia interdipartimentale, coordinata dalla Presidenza della Giunta, con Protezione civile, agricoltura, infrastrutture, attività produttive, ambiente, demanio, bilancio, Comune di Policoro, altri Comuni interessati e Provincia di Matera, definendo per ogni azione responsabile, scadenza e fonte finanziaria;
3. Priorità operative: a completare la rimozione dei pericoli e del materiale vegetale, il ripristino della viabilità e dei servizi, la verifica della stabilità degli alberi, la messa in sicurezza di aree pubbliche, reti, litorale e fascia retrodunale, assicurando il corretto trattamento dei materiali rimossi e la tutela ambientale;
4. Spese degli enti locali: a impartire istruzioni uniformi sulle spese ammissibili e sulla documentazione necessaria, a ricognire gli interventi urgenti sostenuti dagli enti e, nei limiti consentiti dalla legge e delle risorse disponibili, a riconoscerne o anticiparne tempestivamente la copertura, evitando che i Comuni siano lasciati soli nell’emergenza;
B. Ricognizione certificata, informazione e trasparenza
5. Completamento delle segnalazioni: a mantenere operativa la piattaforma SIA-RB fino al 30 settembre 2026, rafforzando l’assistenza tecnica e la comunicazione a imprese e cittadini; a valutare un’eventuale proroga soltanto se necessaria e motivata, senza rallentare l’istruttoria delle pratiche già complete;
6. Validazione dei danni: a concludere, entro quindici giorni dalla chiusura della piattaforma, una prima validazione tecnica delle segnalazioni, eliminando duplicazioni e distinguendo: produzioni; serre, tunnel, coperture e reti; impianti e dotazioni; fabbricati e magazzini; sistemi irrigui; viabilità aziendale; beni pubblici; attività turistiche, balneari, commerciali e produttive; abitazioni e altri beni privati;
7. Dati aperti e verificabili: a pubblicare un quadro aggiornato per Comune, settore e tipologia di danno, indicando numero delle segnalazioni, stime validate, pratiche istruite, strumenti attivati, risorse stanziate, somme impegnate ed erogate, nel rispetto della protezione dei dati personali;
8. Sportello unico: ad attivare un solo punto regionale di informazione e assistenza, fisico e digitale, con modelli uniformi, elenco dei documenti, scadenze, recapiti e una scheda chiara che indichi, per ciascun danno, lo strumento utilizzabile e l’amministrazione competente;
C. Agricoltura: salvare la stagione, ricostruire il potenziale produttivo
9. AgriCAT e CAA: ad affiancare le aziende, tramite Dipartimento Agricoltura, ALSIA, organizzazioni professionali e CAA, nella verifica delle condizioni e nella presentazione delle denunce attraverso MyAgriCAT o CAA, precisando pubblicamente i limiti di copertura e impedendo false aspettative;
10. Produzioni e strutture: a separare nell’istruttoria il danno alle colture dal danno a strutture, impianti e capitale produttivo, individuando per ciascuna voce la base giuridica e finanziaria utilizzabile ed evitando sovrapposizioni tra aiuti, assicurazioni e fondi mutualistici;
11. Ripristino SRD06: a predisporre senza ritardo, e comunque entro trenta giorni dalla prima validazione dei danni, gli atti necessari per attivare la componente di ripristino dell’intervento SRD06, utilizzando la dotazione programmata di 3,6 milioni di euro e verificando la possibilità di rafforzarla mediante economie, riprogrammazione o ulteriori risorse compatibili;
12. Prevenzione SRD06: a pubblicare l’intervento di prevenzione, dotato di 1,544 milioni di euro, orientandone i criteri verso investimenti realmente capaci di ridurre il rischio: strutture più resistenti, sistemi frangivento e antigrandine, protezione degli impianti, regimazione delle acque e tecnologie di monitoraggio;
13. Liquidità ponte: a concludere entro trenta giorni una verifica tecnica con ISMEA, sistema bancario, Consorzio di difesa e soggetti competenti per uno strumento rotativo o di garanzia che assicuri liquidità alle aziende economicamente sane ma colpite, riferendo al Consiglio su costi, rischi, beneficiari, condizioni e compatibilità europea prima dell’attivazione; a considerare, a tal fine, in sede di assestamento di bilancio l’apertura di un capitolo di spesa e/o finanziamento dedicato.
14. Contributi irrigui: a promuovere con il Consorzio di bonifica, una volta validata la ricognizione, l’estensione mirata della sospensione alle imprese effettivamente danneggiate e a valutare le misure regionali necessarie affinché l’agevolazione non comprometta la gestione e la manutenzione del servizio irriguo; a valutare, completata la ricognizione, e terminata l’eventuale sospensione della riscossione dei contributi, misure finanziarie, a totale e/o parziale ristoro in favore dei danneggiati.
15. Confronto con il Ministero: ad avviare immediatamente un’interlocuzione tecnica e politica con il Ministero dell’Agricoltura, utilizzando anche il metodo seguito per gli eventi di aprile a Nova Siri e Rotondella, al fine di individuare la procedura più rapida e solida per le componenti di danno non coperte dagli strumenti ordinari;
D. Imprese, turismo, famiglie e beni privati
16. Attività economiche non agricole: a predisporre, sulla base dei danni validati, una misura specifica per stabilimenti balneari, attività turistiche, commerciali, artigiane e produttive, definendo beneficiari, spese ammissibili, intensità dell’aiuto, coperture e tempi nel rispetto della disciplina europea e del divieto di sovracompensazione;
17. Continuità delle imprese: a verificare strumenti regionali di garanzia, abbattimento degli interessi, microcredito o ristoro per spese urgenti e documentate, privilegiando gli interventi che consentano riapertura, tutela dell’occupazione e prosecuzione dei rapporti con clienti e mercati;
18. Famiglie e abitazioni: a completare la ricognizione dei danni alle abitazioni e ai beni mobili indispensabili e ad attivare gli strumenti consentiti dall’ordinamento, con priorità per l’abitazione principale eventualmente inagibile e per i nuclei in condizione di fragilità, rendendo espliciti requisiti e limiti;
E. Stato, Unione europea e coperture finanziarie
19. Richiesta nazionale: a richiedere la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale qualora l’istruttoria confermi che l’evento non è fronteggiabile con mezzi regionali ordinari, trasmettendo senza ritardo una prima relazione tecnica e una stima del fabbisogno, successivamente integrabile;
20. Risorse regionali: a presentare entro quindici giorni un quadro delle disponibilità immediatamente utilizzabili nei fondi di protezione civile e negli altri programmi regionali e, se insufficienti, a sottoporre al Consiglio le necessarie variazioni di bilancio, indicando con trasparenza priorità e criteri di riparto;
21. Compatibilità e niente doppi ristori: a istituire un controllo unico sugli aiuti affinché ogni beneficio sia fondato su danni accertati, nesso causale e costi ammissibili, con detrazione di assicurazioni e altri indennizzi e pieno rispetto dei massimali e delle regole europee;
F. Prevenzione e sicurezza della costa ionica.
22. Il Mediterraneo è riconosciuto dalla comunità scientifica uno dei principali hotspot climatici a livello globale, sottolineando la sua estrema vulnerabilità agli impatti dettati dai cambiamenti climatici, con conseguenze profonde sugli ecosistemi e sulle attività umane.
22.bis Piano costa ionica: a presentare entro novanta giorni, nel rispetto ed in attuazione delle norme statutarie, un piano intersettoriale per la resilienza della fascia ionica, con mappa delle vulnerabilità, priorità, costi e cronoprogramma, comprendente manutenzione del patrimonio arboreo, tutela della fascia retrodunale, regimazione delle acque, reti e viabilità strategiche, viabilità rurale, piani comunali di protezione civile e protocolli per strutture agricole, turistiche e balneari;
23. Allerta e conoscenza: a potenziare la rete agrometeorologica, i sistemi di previsione e allertamento, la comunicazione ai cittadini e agli operatori, la formazione e le procedure locali, assicurando che le informazioni siano tempestive, accessibili e tradotte in comportamenti concreti di autoprotezione;
24. Ricostruire meglio: a prevedere, ove tecnicamente possibile e giuridicamente ammissibile, che gli interventi finanziati con risorse pubbliche adottino standard più resistenti e soluzioni di adattamento, affinché la ricostruzione non riproduca le stesse vulnerabilità;
25. Gestione del rischio agricolo: a promuovere assicurazioni agevolate, fondi mutualistici e strumenti di gestione del rischio, sostenendo in sede nazionale ed europea, anche in vista della programmazione successiva al 2027, una politica agricola capace di proteggere reddito, investimenti e continuità produttiva;
G. Controllo politico e responsabilità dei risultati
26. Relazione al Consiglio: a trasmettere entro quarantacinque giorni una relazione complessiva su danni validati, interventi eseguiti, risorse attivate, atti adottati, interlocuzioni con il Governo, misure per ciascuna categoria e criticità ancora aperte;
27. Aggiornamento periodico: a riferire alla Commissione consiliare competente almeno ogni trenta giorni fino alla conclusione della fase emergenziale e, successivamente, ogni tre mesi fino al completamento delle principali misure, consentendo al Consiglio di verificare scadenze, spesa e risultati;
28. Patto istituzionale con il territorio: a mantenere un tavolo operativo con il Comune di Policoro, gli altri Comuni interessati, la Provincia, le organizzazioni agricole e imprenditoriali e i rappresentanti delle categorie colpite, senza aggiungere passaggi che rallentino gli atti urgenti e rendendo pubblici decisioni e impegni assunti;
Indirizzo conclusivo
Il Consiglio regionale afferma che, davanti a un territorio ferito, il primo dovere delle istituzioni è essere credibili. Credibili significa dire la verità, decidere in fretta, distinguere gli strumenti, trovare le risorse e rendere conto dei risultati. La Regione non promette ristori senza regole e non lascia nessuno senza ascolto: mette in sicurezza, sostiene la ripartenza, difende presso lo Stato le ragioni della Basilicata e prepara il territorio a eventi che non possono più essere considerati eccezionali soltanto perché imprevedibili nel giorno e nell’ora.
La risposta al 2 settembre deve diventare un patto concreto tra Regione, Comune di Policoro, territori, imprese e Governo nazionale: salvare oggi il lavoro e il reddito; ricostruire domani con più sicurezza; impedire che alla prossima emergenza si riparta ancora da zero. Questo è il compito di una maggioranza che governa: assumere la responsabilità delle scelte, unire le istituzioni e trasformare la vicinanza in fatti.


