Lo Spi Cgil Basilicata sottolinea che “l’intervento del segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, in occasione del flash-mob unitario con Cgil, Cisl e Uil che si è svolto l’1 settembre scorso davanti alla Regione Basilicata, di protesta contro la decisione della giunta regionale di introdurre il ticket di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche, ha avuto il solo intento di difendere la sanità pubblica lucana, il bene più importante che abbiamo e che rischia lo smantellamento tra liste d’attesa e carenze nel diritto alla cura. Il segretario ha fortemente contestato la decisione della giunta regionale, ritenendo che la determinazione non abbia alcuna giustificazione né normativa né giuridica, reputando grave la motivazione addotta in base alla quale si ritiene il provvedimento un elemento di compartecipazione della spesa farmaceutica, soprattutto per quella convenzionata. Il segretario ha pertanto precisato che, per ridurre il buco di 53 miliardi sulla spesa farmaceutica, la Regione Basilicata avrebbe dovuto effettuare interventi di razionalizzazione degli acquisti, anziché fare la cosa più semplice e dannosa per i cittadini e il sistema sanitario. Dannosa per i cittadini perché da un’indagine del sindacato risulta che gli esenti sono il solo 30% della popolazione lucana e quindi il provvedimento riguarderà il 70% della popolazione, contrariamente a quanto affermato dall’assessore. Per Summa si tratta dunque di un intervento di cassa, fatto esclusivamente per poter coprire i disavanzi che il governo regionale ha determinato e che non risolverà i problemi legati alla sanità. Il segretario nel suo intervento ha infine contestato le modalità con cui è stata adottata la delibera, senza alcun confronto sindacale e quindi assunta in solitudine. Considerata la gravità in cui versa l’intera sanità lucana, che è a rischio default, per lo Spi Cgil l’assessore Latronico non può continuare a gestire la sanità lucana come un affare privato. La gravità della situazione richiede una responsabilità di tutti, in un confronto aperto e in piena trasparenza sulla situazione economica finanziaria dello stato della sanità lucana. In questo contesto, tutto incentrato sul merito della questione e che non aveva certo l’intento di offendere le istituzioni regionali, si inserisce il commento riferito all’assessore alla Sanità Cosimo Latronico, intendendo che la delibera, così come giustificata, risulta una “buffonata”, ovvero una presa in giro per tutti i lucani e le lucane. Si smetta quindi di utilizzare strumentalmente la polemica per non confrontarsi sul merito”.

