“Non torniamo sul merito, abbiamo già detto e diremo nel prossimo Consiglio regionale, convocato per il 18 settembre sul tema, su richiesta della minoranza di centrosinistra. Ma il metodo di gestione che accompagna l’introduzione dei ticket sulle ricette è la prima sconfitta per l’assessore Latronico, in evidente imbarazzo e difficoltà”. Lo dichiara Piero Lacorazza, capogruppo del PD in Consiglio regionale, che aggiunge:
“Si noti che prima della DGR n.544 del 27 agosto scorso non vi è stato alcun confronto in maggioranza come appare chiaro dalle posizioni di Azione e dai mal di pancia attenuati con una dichiarazione da protocollo. C’è una prima frattura politica. Azione ha costruito proprio sul cambio di passo della sanità l’accordo programmatico per il Bardi bis, aggiungendosi all’alleanza di Centrodestra.
E, ovviamente, quanto può durare questa situazione senza rileggere i dati e dichiarare che l’operazione non è andata bene? Ma anche Italia Viva e Casa Riformista rischiano su provvedimenti di questo tipo di esaltare la contraddizioni tra l’alleanza a sostegno di Bardi e la contrapposizione all’ ‘influencer’, Giorgia Meloni, come la definisce Matteo Renzi”.
“Prima della DGR citata – prosegue Lacorazza – non vi è stato alcun confronto con i sindacati che unitariamente, aspetto rilevante, stanno chiedendo il ritiro dell’atto. C’è dunque una dinamica sociale più compatta, e che tende ad unirsi, viste le condizioni economiche, anche per spinta della ‘base’. Aggiungo che nelle successive 24 ore all’approvazione della delibera di Giunta c’è stata solo una dichiarazione di precisazione dall’assessore Latronico rispetto a posizioni assunte da forze politiche di minoranza. E poi l’assessore Latronico si è scatenato con dichiarazioni stampa e social che aggiungevano, e aggiungono, man mano elementi, segnale che la rincorsa a motivare e giustificare la scelta rappresenta una evidente difficoltà.
Ma ciò avviene in coerenza a quanto fatto in questi anni dall’Assessore: la via solitaria come la DGR 600/2024 legata alla riorganizzazione della medicina territoriale e la continuità assistenziale, o la proposta di un Piano Sanitario che porterebbe il Consiglio regionale a dichiarare di ‘voler bene alla mamma’ per poi lasciarsi mani libere sul piano gestionale”.
“Su alcune cose – evidenzia Lacorazza – invece Latronico si nasconde, attendiamo risposte formali nel merito di alcuni temi che riguardano la pianificazione sanitaria e/o importanti avanzamenti sul piano degli investimenti infrastrutturali come ad esempio per gli Ospedali di Melfi, Lagonegro, Potenza e Villa d’Agri. L’introduzione dei Ticket, su cui registriamo ex post l’affannosa ricerca di motivazioni e precisazioni, avviene in un contesto lucano complesso sul piano sociale ed economico e con un sanità che presenta questi numeri: 60.000 lucani che rinunciano alle cure; 130 milioni di mobilità passiva, soldi pagati dalla Regione per i lucani che si curano fuori; 100 milioni di compensazioni ambientali (cosa diversa dalle royalties) sottratti a politiche per le imprese e per il lavoro e messi per coprire il deficit in sanità negli ultimi tre anni. Cosa c’è da aggiungere di più? Le liste d’attesa?”
“Grazie alle competenze e al sacrificio del personale sanitario – conclude l’esponente del PD – il sistema regge e di questo ‘Servizio’ lucano, nonostante i post e le photo opportunity dell’assessore Latronico, bisogna aver fiducia”.

