Il capogruppo del Pd: “14.000 donne tra i 26 e i 30 anni avranno la possibilità di effettuare gratuitamente il test. Lo prevede una DGR approvata il 2 marzo. Si tratta di un investimento nella salute e un cambio culturale”.
“14.000 donne tra i 26 e i 30 anni avranno la possibilità di effettuare gratuitamente il test per la riserva ovarica. Questo è il contenuto della delibera di Giunta n. 174 approvata ieri dall’esecutivo regionale. Si tratta di un importante passo avanti che, attraverso una campagna informativa solida e attenta, in grado di anticipare e accompagnare lo screening, rappresenta un investimento nella salute, ma anche un’occasione per accrescere la consapevolezza e promuovere un cambiamento culturale. Un cambiamento capace di restituire alla società un ruolo più giusto e pieno della donna e della sua autonomia”. Lo afferma il capogruppo del Pd, Piero Lacorazza, precisando che: “Questo intervento costituisce una base concreta, nelle condizioni politiche ed economiche date, per avviare un cambio di paradigma: rafforzare il medical freezing e aprire una riflessione sul social freezing. Il test, infatti, se ben gestito anche attraverso una campagna informativa capillare, potrebbe diventare un patrimonio conoscitivo utile a valutare la definizione di criteri – oltre il ‘chi arriva prima’ o un ‘bando concorsuale’ – che affianchino ISEE e anagrafe nell’eventuale accesso al social freezing”.
“Si tratta di temi complessi, che richiedono attenzione e sensibilità adeguate, approfondimenti scientifici, risorse e volontà politica. Nell’esprimere soddisfazione per questa scelta, e per essere stati promotori di una proposta, oggetto di confronto con la Conferenza regionale delle Donne Democratiche, approvata all’unanimità in Consiglio regionale tramite un ordine del giorno,- sottoolinea Lacorazza – diamo atto al dipartimento regionale Politiche della Salute, guidato dall’assessore Cosimo Latronico, per aver dato seguito a questo indirizzo, nelle persone del direttore Tripaldi e della dottoressa Sabino”.
“Le interlocuzioni avute in questi mesi con il dottor Sergio Schettini, che guida con professionalità e competenza il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Azienda Ospedaliera Regionale ‘San Carlo’ di Potenza, così come l’ascolto in Commissione e nella società lucana di donne, associazioni impegnate da anni su questi temi, della Presidente della Commissione Pari Opportunità e delle Consigliere regionale e provinciale di Parità – prosegue Lacorazza – ci hanno portato a lavorare in questa direzione. Oggi questa tappa rappresenta un patrimonio condiviso, di tutte e di tutti. Il nostro impegno non finisce qui e viene da lontano. È iniziato con la messa a sistema delle norme regionali contro la violenza sulle donne. Abbiamo proposto, con una mozione, che il Consiglio si esprima sul DDL Bongiorno ‘Senza consenso è reato’, ed è proseguito con la proposta di legge elettorale che ha introdotto la doppia preferenza di genere. Continuerà con la proposta di legge sulla parità, di cui sono cofirmatario insieme a Roberto Cifarelli e Piero Marrese, così come con gli interventi sugli strumenti di riforma del welfare (a partire dal Terzo settore) e sul sostegno all’occupazione femminile. Possono apparire ambiti diversi, ma sono tutti tasselli di un unico mosaico che esprime una visione di società e che, concretamente, intendiamo contribuire a migliorare”.

