«TecnoCrob non è solo un progetto tecnologico, ma una scelta chiara di politica sanitaria: investire nella qualità delle cure, nella ricerca e nell’innovazione, rafforzando il ruolo dell’IRCCS Crob come centro di riferimento per l’intero territorio».
Lo dichiara il Presidente della Prima Commissione consiliare e già assessore alla sanità, Francesco Fanelli, in occasione dell’Open Day “TecnoCrob”.
Il progetto, avviato durante la precedente legislatura, entra oggi in una fase concreta e visibile, con un investimento complessivo di 20 milioni di euro finalizzato al potenziamento del parco tecnologico con strumenti di ultima generazione: dalla medicina nucleare alla robotica, dalla diagnostica avanzata alle nuove tecnologie per la radioterapia.
«Un intervento – continua Fanelli – che consente di migliorare la qualità delle prestazioni, ridurre i tempi di diagnosi e trattamento e rendere sempre più efficaci i percorsi di cura. Il punto centrale è garantire ai cittadini lucani risposte sanitarie di alto livello senza dover ricorrere a strutture fuori regione. Investire in innovazione significa anche ridurre le disuguaglianze e rafforzare il diritto alla salute».
Fanelli sottolinea inoltre come «il progetto contribuisca a costruire una filiera integrata della salute, capace di mettere in relazione ricerca, assistenza e innovazione, valorizzando le competenze e le professionalità già presenti nel nostro sistema sanitario».
«In questo percorso – aggiunge – va riconosciuto il lavoro quotidiano del management, del personale sanitario, amministrativo e di tutti gli operatori del Crob, che con professionalità e dedizione garantisce qualità delle cure e accompagnamento ai pazienti. A loro va un sincero ringraziamento, perché sono il vero punto di forza di questo sistema».
«L’innovazione, però, non si esaurisce nella tecnologia – conclude – ma richiede organizzazione, formazione e capacità di integrazione nei percorsi di cura. TecnoCrob rappresenta un passo concreto in questa direzione e una base su cui continuare a costruire il futuro della sanità lucana».

