Taglio albero in via Annibale Maria di Francia a Matera, Consigliere comunale Bennardi replica a UDC: “La coerenza è nel rispetto delle regole, non nell’abbattere alberi durante il ritorno dei rapaci protetti”. Di seguito la nota integrale.
In merito alle dichiarazioni dell’UDC, è necessario ristabilire la verità dei fatti e separare la corretta programmazione amministrativa dalla gestione sconsiderata e intempestiva degli interventi sul campo.
Innanzitutto, bisogna chiarire che programmare non significa distruggere in modo indiscriminato. La mia Giunta ha avuto il merito di intercettare importanti finanziamenti per i “Corridoi Ecologici” con l’obiettivo dichiarato di rigenerare il verde urbano e non di impoverirlo. Sono lieto di questo indiretto riconoscimento, perché è merito di questi fondi ottenuti dalla mia Giunta nel 2021, che sono stati avviati i cantieri di Villa Comunale, Parco dei Quattro Evangelisti e altre aree verdi. Le perizie tecniche commissionate all’epoca servivano proprio a conoscere lo stato di salute degli alberi per poterli curare e mettere in sicurezza, prevedendo l’abbattimento solo come ultima ed estrema ratio e, soprattutto, sempre nel rigoroso rispetto dei tempi della natura e delle norme vigenti.
L’UDC sembra dimenticare, o ignorare volutamente, che il Comune di Matera ha un Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali che all’Articolo 41 vieta espressamente gli abbattimenti di alberi utilizzati come “dormitori” dai falchi grillai. Un’amministrazione coerente e rispettosa dei propri regolamenti avrebbe dovuto semplicemente gestire la cronologia del cantiere, anticipando o posticipando l’intervento di pochi mesi per evitare di colpire il simbolo della nostra biodiversità proprio nei giorni del suo arrivo a Matera.
Sostenere che l’unica via sia l’abbattimento immediato a fine marzo è una palese ammissione di incapacità gestionale. Poiché l’albero è monitorato e tirantato da tempo, era doveroso procedere con una messa in sicurezza temporanea supplementare per garantire l’incolumità pubblica fino ad agosto, tutelando al contempo una specie protetta a rischio estinzione. Non si può utilizzare un progetto nato per favorire l’ecologia urbana come scusa per violare i principi base della tutela ambientale.
Infine, non dimentichiamo che quel pino ha circa 70 anni e i palazzi circostanti sono stati costruiti successivamente. È troppo facile oggi colpevolizzare la natura quando è stato l’uomo a circondarla di cemento e asfalto, comprimendo i suoi spazi vitali. La nostra visione politica prevedeva una convivenza sicura e armoniosa, non l’eliminazione sistematica del patrimonio arboreo storico. Continuerò a pretendere trasparenza attraverso l’accesso agli atti, perché la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente devono camminare insieme, e non essere messe l’una contro l’altra da una cattiva gestione amministrativa.

