Strage braccianti pakistani, intervento Consigliere regionale Picerno: “Un monito per tutti, la Basilicata utilizzi subito i fondi disponibili per garantire accoglienza, dignità e sicurezza ai lavoratori agricoli migranti”. Di seguito la nota integrale.
“La drammatica notizia della morte di alcuni braccianti agricoli migranti, rimasti vittime dell’incendio del mezzo sul quale viaggiavano dopo una giornata di lavoro nei campi, rappresenta una tragedia che scuote profondamente le coscienze e che impone una riflessione seria, concreta e non più rinviabile sulle condizioni di vita di migliaia di lavoratori che ogni anno raggiungono i territori agricoli del Mezzogiorno e della Basilicata per contribuire con il loro lavoro alla crescita del settore primario”. Lo dichiara Fernando Picerno, Consigliere regionale di FI, che aggiunge:
“Di fronte a fatti come questi non possono bastare il cordoglio, la commozione e le dichiarazioni di circostanza. Ogni tragedia che coinvolge lavoratori costretti a vivere in condizioni di precarietà deve interrogare le Istituzioni e richiamarle alle proprie responsabilità. Per questo ritengo che sia arrivato il momento di accelerare senza ulteriori indugi l’utilizzo delle risorse già stanziate per l’accoglienza dei braccianti agricoli migranti presenti in Basilicata, affinché si possa finalmente garantire loro condizioni abitative dignitose, servizi adeguati e una presenza organizzata e sicura sul territorio.”
“Parliamo di donne e uomini – prosegue – che rappresentano una componente essenziale della filiera agricola regionale. Senza il loro contributo, molte produzioni agricole della Basilicata incontrerebbero enormi difficoltà. Eppure troppo spesso questi lavoratori sono costretti a vivere ai margini, in condizioni di disagio, in sistemazioni precarie, talvolta prive dei servizi minimi necessari per una vita dignitosa. È una situazione che non può essere considerata normale e che non va affrontata esclusivamente quando si verificano episodi tragici. Serve una programmazione stabile, una visione di lungo periodo e soprattutto la volontà politica di trasformare progetti e finanziamenti già disponibili in interventi concreti e immediatamente operativi.”
“Da anni – evidenzia Picerno – si parla della necessità di rafforzare le strutture di accoglienza destinate ai lavoratori stagionali. Oggi più che mai è necessario passare dalle parole ai fatti e centrare l’attenzione su tutti i braccianti agricoli dell’area del Metapontino e del Vulture Alto Bradano. Penso alla struttura di Scanzano Jonico, che necessita di essere adeguata e potenziata affinché possa diventare un punto di riferimento stabile per l’accoglienza dei lavoratori agricoli. Penso inoltre al tabacchificio di Palazzo San Gervasio, simbolo di una sfida che la Basilicata non può permettersi di perdere. Ricordiamo che per questa ultima struttura sono stati stanziati quasi 4 milioni a valere sui fondi FESR ed è stato predisposto un importante progetto di ristrutturazione e riqualificazione, finalizzato alla realizzazione di spazi adeguati, servizi igienici efficienti, aree comuni, punti di assistenza e tutte quelle condizioni necessarie per garantire una permanenza dignitosa ai lavoratori stagionali. La riflessione che dobbiamo porci è semplice: non possiamo più aspettare, ma dobbiamo vedere pienamente operative strutture già finanziate e progettate. Quante altre emergenze devono verificarsi affinché si comprenda che l’accoglienza non è un tema secondario, ma una componente essenziale delle politiche agricole, sociali e di sviluppo del territorio?”
Secondo il Consigliere regionale, “investire nell’accoglienza significa investire contemporaneamente nella dignità umana, nella legalità e nella competitività dell’intero comparto agricolo. Chi pensa che queste strutture rappresentino soltanto una misura di carattere sociale commette un errore di valutazione. Garantire alloggi sicuri e servizi adeguati ai lavoratori migranti significa aiutare concretamente anche gli imprenditori agricoli lucani, che ogni anno affrontano difficoltà crescenti nel reperimento della manodopera. Un sistema di accoglienza organizzato consente di programmare meglio i flussi lavorativi, facilita l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, migliora le condizioni generali di sicurezza e riduce fenomeni di marginalità che spesso generano tensioni sociali. Significa creare un contesto più ordinato, più efficiente e più sostenibile per tutti.”
“Non dobbiamo dimenticare – prosegue Picerno – che dove manca l’intervento pubblico trovano spazio fenomeni di sfruttamento, caporalato, degrado e illegalità. Quando un lavoratore non dispone di un alloggio dignitoso, di un sistema di trasporto adeguato o di servizi essenziali, diventa inevitabilmente più vulnerabile e più esposto a forme di abuso. Per questo l’accoglienza non rappresenta soltanto un gesto di solidarietà, ma un presidio di legalità. Ogni posto letto realizzato, ogni struttura riqualificata, ogni servizio garantito costituisce un passo avanti nella lotta contro lo sfruttamento lavorativo e nella costruzione di un’agricoltura più giusta e più moderna.”
“Credo che la Basilicata abbia tutte le potenzialità per diventare un modello nazionale di integrazione e di gestione dei flussi stagionali. Disponiamo delle competenze, delle risorse economiche e delle esperienze necessarie. Quello che serve oggi è la capacità di accelerare le procedure e di assumere decisioni coraggiose. Non possiamo permetterci che fondi pubblici destinati a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori rimangano inutilizzati mentre migliaia di persone continuano a vivere in situazioni di difficoltà. Non possiamo accettare che progetti già definiti restino bloccati da ritardi burocratici o da lungaggini amministrative. La politica ha il dovere di dare risposte concrete e misurabili. L’agricoltura lucana è una delle principali ricchezze della nostra regione e il suo futuro passa anche dalla capacità di garantire dignità a coloro che ogni giorno, con sacrificio e fatica, contribuiscono ai risultati produttivi delle nostre aziende. Parlare di accoglienza significa parlare di sviluppo, di economia, di diritti, di sicurezza e di futuro. Per questa ragione rivolgo un appello a tutti noi delle istituzioni che siamo coinvolti, affinché si proceda con la massima urgenza all’attivazione degli interventi già programmati, all’utilizzo integrale delle risorse disponibili e alla piena realizzazione delle strutture previste non solo a Scanzano Jonico o a Palazzo San Gervasio, ma anche negli altri territori interessati dalla presenza dei lavoratori agricoli stagionali.”
“Una società – conclude Picerno – si misura da come tratta le persone più fragili e da come tutela chi contribuisce ogni giorno alla sua crescita. I braccianti migranti non sono numeri, non sono semplici strumenti della produzione agricola: sono lavoratori, sono padri e madri di famiglia, sono persone che hanno lasciato il proprio Paese in cerca di un’opportunità e che meritano rispetto, tutela e dignità. La tragedia che abbiamo visto in questi giorni deve rappresentare un punto di svolta. Trasformiamo il dolore in responsabilità, l’indignazione in azione amministrativa, la solidarietà in politiche concrete. La Basilicata ha il dovere morale, civile e istituzionale di fare la propria parte e di dimostrare che sviluppo economico e tutela della dignità umana possono e devono camminare insieme È il momento delle decisioni e dei fatti. È il caso di dare piena attuazione ai progetti già finanziati e di costruire un sistema di accoglienza all’altezza dei valori di civiltà, solidarietà e giustizia sociale che la nostra comunità regionale ha sempre rivendicato.”

